Tunisino la stupra per avere bambino e ottenere permesso di soggiorno

01-07-2014

Viene violentata e lo stupratore vuole riconoscere il figlio solo per il permesso di soggiorno. Una storia drammatica che ha per protagonista una giovane donna per anni minacciata, picchiata e violentata psicologicamente, ma non solo, da una bestia che stava con lei solo per regolarizzare la sua posizione in Italia

 

Perugia 1 luglio 2014 – Uno stalker con precedenti criminali e l’indole violenta che da tempo terrorizzava ormai l’ex compagna, una giovane di origine polacca che ha dovuto fare i conti con i comportamenti ossessivi, minatori e violenti dell’uomo. Unico scopo dello stalker era quello di forzare la donna a proseguire la relazione e poter riconoscere la figlia, nel frattempo nata durante la loro relazione, ma non per amore e indole paterna, semplicemente per ottenere il permesso di soggiorno in Italia. Protagonista della vicenda Saadaoui Hassen, trentenne tunisino, che fin dai primi mesi della sua relazione con la giovane polacca, aveva sempre manifestato tutta la sua violenza in casa, anche per motivi futili e banali. Quando nel marzo del 2013 la sua compagna dà alla luce una bambina, a seguito di una aggressione particolarmente violenta da parte dell’uomo, la donna è costretta a lasciare l’Italia ed a trovare rifugio nel suo paese di origine, la Polonia. Dopo qualche mese, però, deve fare rientro in  Italia per sottoporre la piccola appena nata a determinate cure mediche delle quali ha bisogno, e così ricomincia l’incubo: in diverse occasioni il tunisino la chiama, le invia dei messaggi minatori e, aspettandola sotto casa, quando la vede la riempie di schiaffi, pugni e calci perché vuole assolutamente e prepotentemente ricongiungersi con lei e riconoscere formalmente la figlia per poter regolarizzare la sua posizione in Italia, ma in ognuna di queste occasioni, nonostante la Polizia giunga tempestivamente sul posto, lui riesce a dileguarsi ed a far perdere le tracce di sé. Nel maggio del 2013 viene finalmente individuato alla Stazione Ferroviaria “Fontivegge” ed immediatamente colpito da un provvedimento di espulsione del Questore di Perugia. Riaccompagnato in un Cie di Trapani, minaccia la donna con un sms, scrivendole che le avrebbe inviato dei “sicari” Non passa molto tempo che Saadaoui si fa trovare puntualmente sotto casa di un’amica della polacca, dove la stessa, con la figlia, aveva intanto cercato rifugio inutilmente. Da qui il proposito definitivo di lasciare la città e di trasferirsi, con la piccola e la madre, presso dei familiari in provincia di Bergamo anche se, come si dirà, il tunisino riuscirà ad individuare la sua vittima anche questa volta. Fin dalla prima querela, gli uomini della Squadra Mobile hanno profuso ogni sforzo possibile per poter mettere al sicuro la vittima e per assicurare alla giustizia il responsabile, attesa non solo la sua oggettiva pericolosità in ambito familiare e nei confronti della sua ex compagna, ma anche il suo spessore criminale, essendo particolarmente conosciuto per innumerevoli trascorsi criminosi. Immediate le indagini del caso e tempestivo il provvedimento del GIP di Perugia Dott. Alberto Avenoso su richiesta del PM Sost. Proc. Dott. Paolo Adragna: la scorsa settimana, ha emesso un provvedimento di cattura a carico del tunisino, sottoposto alla misura cautelare personale della custodia in carcere, in quanto resosi responsabile dei delitti di stalking e lesioni personale aggravate ai danni della ex convivente. Nonostante il felice esito della vicenda, la cattura dello stalker ha rappresentato il momento di maggiore preoccupazione. Saadaoui è stato rintracciato a Brembate (Bg), nelle immediate vicinanze del nuovo domicilio della sua ex compagna nel quale si era rifugiata certa e sicura che lì non sarebbe mai stata raggiunta. Il tunisino è stato accompagnato presso la più vicina struttura carceraria, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria perugina. http://www.perugiatoday.it/cronaca/stalking-perugia-tunisino-umbria-questura.html

 

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