“Tua moglie non la vedi più”: autisti in balia degli immigrati

09-08-2014

SENIGALLIA – Conducenti degli autobus minacciati e picchiati da balordi. Succede sempre più spesso a Senigallia. Un autista è stato preso a pugni da un extracomunitario senza biglietto, mentre un collega è stato minacciato da un romeno con queste frasi: “Stasera a casa non ci torni vivo” e “tua moglie non la vedi più”. Sono solo gli ultimi due episodi avvenuti sui mezzi del trasporto pubblico in pochi giorni, che hanno indotto la Rsu ad organizzare una riunione per chiedere maggiori controlli.
“Se in passato si trattava di episodi sporadici ora stanno diventando quasi la quotidianità – lamenta Giuseppe Bracci autista di Bucci e rappresentante sindacale della Cisl -, negli ultimi giorni un autista si è preso un pugno in faccia da un extracomunitario solo per avergli chiesto il titolo di viaggio che non aveva. Questo è accaduto a Brugnetto. Mentre nella corsa Senigallia-Marotta un collega è intervenuto per chiedere ad un romeno di calmarsi, mentre inveiva contro altre persone, ed è stato insultato pesantemente. Per questi due episodi abbiamo sporto denuncia ma sono molti altri quelli in cui ci prendiamo gli insulti e stiamo zitti”.
“Il problema riguarda non solo la nostra sicurezza ma anche quella dei passeggeri trasportati e degli altri utenti della strada. Questi episodi si verificano spesso mentre i mezzi sono in corsa – aggiunge l’autista e delegato sindacale – e una distrazione legata appunto ad una persona che ti minaccia ad un metro dalla faccia o peggio ancora ti sferra un pugno mette in pericolo l’incolumità di tutti, dei trasportati e delle altre persone che transitano sulla strada”.
La denuncia è molto sentita, perché in ballo c’è l’incolumità dei dipendenti del bus,che in questo modo davvero tutti i giorni rischiano di venire aggrediti.
Continua Bracci: “Chiediamo quindi maggiori controlli dal gruppo che Atma e Bucci ha creato per monitorare gli autobus, pochi rispetti alle corse, e chiediamo anche alle forze dell’ordine ogni tanto di fermare un autobus in transito, salire e dare un’occhiata perché se passa il messaggio che i controlli ci sono i passeggeri per primi stanno più tranquilli e magari anche chi ci aggredisce ci pensa due volte prima di farlo. Siamo alla mercé di tutti e ricordiamo che abbiamo una grande responsabilità sia per chi trasportiamo che per il fatto di lavorare sulla strada”.

http://www.corriereadriatico.it/ANCONA/senigallia_autisti_autobus_minacce_picchiati/notizie/838733.shtml

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