Torino: escono di casa, massacrati di botte da spacciatori

17-04-2014

Per chi spaccia dal tramonto all’alba anche il guaito di un cane può essere sinonimo di disturbo. Ed è proprio a “causa” dell’abbaiare di due meticci che tre ragazzi sono finiti all’ospedale, malmenati da quei pusher che ogni sera prendono il possesso dei marciapiedi del quartiere San Salvario. Imponendo la legge del più forte e smerciando droga ad ogni angolo. Il fattaccio è avvenuto in via Ormea all’angolo con via Cellini ed è stato necessario l’intervento del 118 per medicare i tre finiti nel mirino del branco di venditori di morte.

Antonio, 28 anni, sua moglie Francesca di 27 e il fratello Christian di 30 erano usciti per fare due chiacchiere. Ma invece di tornare a casa sono finiti al Cto. Otto gli spacciatori che si sono avventati sui tre ragazzi. Ma importante è la ricostruzione fatta da Antonio. “Io so solo che il cane ha cominciato ad abbaiare – ricorda l’uomo -. C’erano due spacciatori all’angolo, uno ha cominciato a sputare per terra. Poi hanno inveito contro di noi. Quando ho visto che stavano aggredendo la mia compagna non ci ho visto più”.

Francesca – sempre secondo la ricostruzione – è stata picchiata sulla schiena, proprio come il fratello Christian. Peggio è andata ad Antonio che nulla ha potuto contro otto persone, non certo di costituzione esile. Ricoverato al Cto con uno zigomo sfondato dopo poco Antonio ha dovuto fare i conti con la diagnosi dei medici: rottura del pavimento del globo oculare e trenta giorni di prognosi. Ricoverato in maxillofacciale l’uomo ha subito questa mattina l’intervento. Oggi sta meglio ma la rabbia è ancora tanta. Come se nulla fosse, invece, gli spacciatori sono tornati ad imporre la loro legge tra via Ormea, via Tiziano e via Giotto.

E sui social network più di una persona non ha mancato di far sentire tutto il suo disappunto, incoraggiando la vittima e augurandogli una pronta guarigione “Basta! Non ne possiamo più – scrive un ragazzo -. La sera non possiamo nemmeno uscire di casa. I marciapiedi sono inaccessibili e nonostante le nostre denunce questi signori continuano a rimanere impuniti”.

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