Tag: vittima

Parma: preso a sprangate da nordafricani

Luca Tanzi, il barista aggredito in via Farini

Barista preso a sprangate in via Farini. Vittima dell’aggressione è Luca Tanzi, gestore del Caffè Farini, il bar all’angolo con Borgo
Felino a pochi passi dalla chiesa di Sant’Uldarico.

«Erano in cinque, quattro nordafricani sui 25 anni e una ragazza italiana. Venivano dalla piazza: (…) prima le minacce e poi le
botte con una spranga di ferro presa da un cantiere poco più avanti. «Io non ho reagito: mi sono soltanto difeso, ma quel tizio con quella spranga poteva ammazzarmi»…………….

http://www.gazzettadiparma.it/news/cronaca-nera/214262/Aggredito-barista-in-via-Farini.html

Xenofilo li accoglie in casa: pestato e derubato

Ecco come si finisce dando retta alla Cassazione

La vittima ha raccontato alla polizia di essere stato avvicinato da due giovani nordafricani in Piazzale Marconi; i ragazzi, di origine tunisina, gli hanno chiesto aiuto e lui li ha portati nel suo appartamento.
Il fatto è accaduto ieri sera, intorno alle 23; dopo aver fatto accomodare in casa i due sconosciuti qualcosa è andato storto; la vittima è stata picchiata violentemente con calci e pugni.
Gli aggressori si sono fatti consegnare le chiavi dell’automobile dell’uomo dalla quale hanno rubato il portafoglio per poi darsi alla fuga. Il 46enne ha denunciato l’accaduto alla polizia e al pronto soccorso è stato medicato. La prognosi è di 30 giorni.

http://www.liberta.it/2012/12/13/quarantaseienne-piacentino-derubato-e-aggredito-da-due-giovani/

L’articolo non lo dice, non sarebbe “politicamente corretto”, ma la probabilità che la vittima (soprattutto della propria imbecillità) sia un omosessuale in cerca di “carne fresca” è vicina al 100%.
Ovviamente questo individuo non “discrimina”, è una antirazzista come piace alla Cassazione, e come tale si è comportato. Pagandone le conseguenze.

Storie di ordinaria immigrazione: 16enne stuprata dal “vicino” nigeriano

Riccardi si complimenta con il 'migrante'

ROVIGO Stuprata e messa incinta dal vicino di casa nigeriano dove si recava a fare la baby sitter e poi costretta ad abortire. L’aguzzino, un nigeriano 46enne, è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale e sarà processato il 23 febbraio.Il nigeriano, difeso d’ufficio dall’avvocato Dania Pellegrinelli, è stato rinviato a giudizio dal giudice Carlo Negri; la vittima è una 16enne assistita dall’avvocato Paola Malasoma. Il giudice ha accolto la richiesta del pm Stefano Longhi.

Tutto si è svolto nel marzo scorso in un’abitazione di un centro nei dintorni del capoluogo e la ricostruzione si basa su quanto denunciato dalla vittima ai carabinieri: l’imputato anche ieri mattina non si è presentato. Ogni mattina la 16enne si reca nella casa dei vicini nigeriani per accudire le due figliolette della coppia. La madre esce di casa prestissimo per recarsi al lavoro, così la 16enne alza, pulisce, veste, prepara la colazione alle due bambine che poi sono portate all’asilo del padre. Il tutto in cambio di circa 200 euro al mese. Ma un giorno l’uomo, quando la 16enne entra nella stanza delle figliolette per prendere un calzino, le balza alle spalle, chiude la porta, la getta sul letto e la violenta. Un rapporto completo, tanto che la giovane rimane incinta.

Una violenza interrotta solo dal pianto di una delle bambine. L’uomo si riveste, raccoglie le figlie, dice alla giovane «bevi un bicchiere di acqua e sale per evitare un’eventuale gravidanza», ed esce minacciandola: «Non dire niente a qualcuno, taci». La 16enne ritorna a casa e non racconta nulla dello stupro.

Ma dopo poche settimane scopre di essere incinta e racconta tutto alla madre, la donna si rivolge subito ai carabinieri ai quali la ragazzina denuncia lo stupro subito nell’abitazione del vicino di casa. I militari informano il sostituto procuratore Sabrina Duò e scatta l’inchiesta che giunge all’udienza preliminare di ieri mattina, con la particolareggiata ricostruzione fornita dalla 16enne che viene ritenuta molto attendibile in ogni fase della vicenda giudiziaria. Oltre a rivolgersi ai carabinieri, la madre chiede l’intervento degli assistenti sociali e la figlia viene seguita nel delicato percorso che giunge sino all’interruzione di gravidanza effettuata all’ospedale civile cittadino.

Il 23 febbraio la vicenda verrà sviscerata davanti ai giudici del Tribunale, una storia delicata e con con alcuni aspetti da chiarire; compreso il fatto che, nonostante quanto avvenuto, vittima e stupratore siano ancora vicini di casa e l’uomo sembra che spesso importuni la 16enne.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/babysitter_minorenne_incinta_violentata/notizie/231896.shtml

Esce dal coma e accusa l’immigrato: mi hai spinto dal balcone

 

Siracusa, 29 set. – A Lentini, nel siracusano, un romeno di 34 anni e’ stato fermato dai carabinieri per il tentato omicidio della moglie. I fatti risalgono al 16 agosto scorso quando i militari intervennero in seguito alla caduta della donna dal balcone di casa da un’altezza di circa 6 metri.
Le indagini e le successive dichiarazioni della vittima hanno chiarito come la donna, piu’ volte aggredita, in passato era stata lanciata nel vuoto dall’uomo al termine dell’ennesima lite. La vittima ha riportato traumi alla colonna vertebrale che, probabilmente, la costringeranno alla sedia a rotelle.

http://www.liberoquotidiano.it/news/1087476/Siracusa-tento–di-uccidere-la-moglie-gettandola-dal-balcone-arrestato.html

Allarme scippi violenti a Firenze: 70enne pestata e derubata da immigrato

Firenze: anziana picchiata, gettata in terra e scippata per 95 euro

E’ stata picchiata e scippata per appena 95 euro. La vittima e’ una donna di 70 anni, aggredita da un Maghrebino in via del Terzolle, ieri pomeriggio a Firenze. Il malvivente l’ha aggredita sferrandole un pugno in testa e gettandola in terra, quindi le ha strappato la borsa ed e’ fuggito.
La pensionata ha provato a inseguirlo, ma l’aggressore ha fatto perdere le sue tracce. Sull’episodio indaga la polizia. La vittima e’ stata medicata e dimessa con sette giorni di prognosi. Nella borsa, oltre ai documenti e agli effetti personali, c’erano 95 euro.

http://www.liberoquotidiano.it/news/1069831/Firenze-anziana-picchiata-gettata-in-terra-e-scippata-per-95-euro.html

Liguria nella morsa delle gang sudamericane

Genova, 4 set. – Due ecuadoriani di 19 e 22 anni sono stati arrestati la notte trascorsa dai carabinieri di Ventimiglia (Imperia) per tentato micidio commesso nei confronti di un connazionale ventottenne. Secondo i militari, i due giovani avrebbero invitato la vittima a uscire da un bar dove era in corso una festa di sudamericani e, una volta all’aperto, sul lungomare, l’avrebbero aggredita a pugni e testate, e colpita con cinque fendenti all’addome, al fianco destro e al collo. Le ferite sono superficiali, perche’ la vittima sarebbe riuscita ad afferrare il braccio di chi lo colpiva e ad attutire la violenza dei colpi. Dopo l’aggressione i due hanno tentato di dileguarsi ma sono stati rintracciati dai carabinieri. Tra la vittima e gli aggressori in passato si erano gia’ avuti degli screzi.

http://genova.repubblica.it/dettaglio-news/10:49/4218069

Accoltellata da coetanea

Busto, ragazza di 15 anni rapina una sua coetanea

Busto Arsizio – Ancora baby rapinatori in centro. Unica variante: questa volta si tratta di ragazzine. E l’età di chi agisce si abbassa. Ha infatti soltanto 15 anni la studentessa di Busto Arsizio denunciata l’altro ieri notte dai carabinieri di Busto Arsizio con le accuse di rapina, lesioni e danneggiamento. La vittima è una coetanea, anche lei studentessa anche lei di Busto Arsizio.

La location del colpo è sempre la solita: la zona compresa tra piazza Garibaldi e piazza Trento e Trieste, pieno centro storico. Il fatto è avvenuto intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato; la vittima stava tornando a casa a piedi dopo una normale serata con le amiche quando è stata aggredita da una coetanea sconosciuta. La baby rapinatrice ha agito con freddezza: ha bloccato la vittima, le ha mollato un ceffone violento per intimidirla, quindi le ha strappato il cellulare di ultima generazione prima di scappare.

La vittima, a questo punto, ha mostrato un atteggiamento maturo e responsabile. Non è stata zitta per paura ma si è èrima fatta accompagnare in pronto soccorso per farsi medicare il gran livido causato dal ceffone (un giorno di prognosi per la malcapitata), quindi si è rivolta ai carabinieri denunciando l’accaduto e fornendo una dettagliata descrizione di chi l’aveva aggredita. Un’ora e mezza più tardi i carabinieri fermavano un’adolescente a zonzo nel cuore della notte perfettamente corrispondente alla rapinatrice; la ragazzina era praticamente arrivata a casa. Addosso le è stato trovato il cellulare della vittima; la baby rapinatrice aveva però compiuto un gesto inutile quanto però rivelatore di una certa informazione televisiva. Dopo aver sottratto il telefonino la ragazzina ne aveva estratto e tagliato la Sim per evitare di essere rintracciata attraverso il cellulare della vittima. Quasi fosse la protagonista di un episodio di C.S.I..

I carabinieri l’hanno denunciata alla procura dei minori di Milano con tre diversi capi di imputazione: la rapina, le lesioni in relazione al ceffone e il danneggiamento della scheda Sim. Il telefonino è già stato restituito alla legittima proprietaria. Cresce però la preoccupazione per questi episodi che dall’inizio dell’anno ad oggi sono in costante aumento. In particolare ad agire (in alcune occasioni persino armati di coltello) erano ragazzini marocchini, albanesi e italiani di età compresa tra i 17 e i 20 anni. Il contesto è sempre quello del centro storico e le vittime prescelte sono sempre coetanei dei rapinatori. In un caso si è arrivati persino all’estorsione: 50 euro per vedersi restituire lo zainetto strappato all’uscita da scuola. E’ la prima volta, però, che ad agire sia una ragazza e così giovane per giunta. Al’azione è sempre corrisposta un’adeguata reazione: i carabinieri di Busto stanno facendo fioccare una serie di denunce a carico di altrettanti ragazzotti.

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/307324_busto_ragazza_di_15_anni_rapina_una_sua_coetanea/

E’ la generazione dei ‘nuovi italiani’, dei ‘balotelli’. Inutile meravigliarsi, e inutile cercare di confondere i veri Italiani, con quelli che lo sono solo sulla carta. Inutile, cercare di spacciare una 15enne nomade per ‘studentessa’.
Sarebbe il caso questi pennivendoli guardassero meno telefilms e leggessero piú libri.

Immigrati scatenati: 12enne aggredita e palpeggiata

Milano città ‘sicura’

Un’altra aggressione ‘migrante’ ai danni di donne, una vittima di soltanto 12 anni e una città dove il problema delle violenze sessuali da parte di immigrati diventa sempre più grave.

LE VIOLENZE SESSUALI A MILANO, NEL 2012 AUMENTATE DEL 45,7% – Secondo i dati della Questura, le violenze sessuali registrate dalla sola Polizia di Stato nel primo quadrimestre del 2012, sono aumentate del 45,7% rispetto allo stesso periodo del 2011.

IL NUOVO CASO, UNA TRANQUILLA DOMENICA DI PAURA – Il nuovo caso è successo alle 16,30 di domenica pomeriggio in piazza Armellini, presso il quartiere Affori.
LA VITTIMA, DI SOLI 12 ANNI – Secondo quanto spiegato dai Carabinieri, la vittima è una ragazzina di appena 12 anni, che stava trascorrendo la giornata estiva in compagnia della cugina ed alcuni amici.

– Mentre la giovane stava passeggiando, improvvisamente è stata avvicinata da un immigrato ubriaco che l’ha palpeggiata sul seno e sul sedere, facendo anche gesti allusivi estremamente volgari.
– Terrorizzata la ragazzina ha gridato e si è rifugiata in un negozio mentre gli amici e la cugina, al momento poco distanti da lei, si sono precipitati in suo aiuto.

LA CAHIAMATA AL 112 – Subito chiamato il 112, sul posto è sopraggiunta una pattuglia.
L’INTERVENTO DEI CARABINIERI – I militari sono quindi riusciti ad individuare l’aggressore che, una volta fermato ed identificato, è risultato essere un clandestino peruviano – Per il malvivente sono scattate le manette  con l’accusa di violenza sessuale.

E giungono beffarde le parole di Pisapia, secondo il quale, Milano e’ una città sicura. Concordiamo, lo e’ per i clandestini e gli Zingari: nessuno piú li disturba.

LE PAROLE DEL SINDACO, GIULIANO PISAPIA: MILANO E’ UNA CITTA’ SICURA –  Si ricorda l’intervento del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia che, consultato dalla stampa lo scorso maggio, in piena emergenza aggressioni contro le donne, aveva commentato:

– “Abbiamo dati che ci dicono che nei quartieri il senso di insicurezza è diminuito fortemente. Abbiamo ancora molto da fare ma si capisce che a Milano i cittadini sentono che c’è un’amministrazione amica che può cambiare la città, dalle periferie al centro”.

– Pisapia aveva poi aggiunto che siamo davanti ad un grande cambiamento rispetto all’amministrazione Moratti, le cui “ordinanze colpivano sempre le periferie”. Ora invece, secondo Pisapia, il vento è cambiato e “combattendo l’emarginazione si dà più sicurezza e si rende la città più vivibile e più ricca” e questo “conciliando equità e sviluppo”.

http://www.cronacamilano.it/cronaca/27571-violenze-sessuali-milano-in-piazza-armellini-12enne-palpeggiata-in-pieno-pomeriggio-nella-nostra-citta-le-violenze-sessuali-sono-aumentate-del-45-rispetto-al-2011.html

“Dammi il cellulare o ti prendo a pietrate”, arrestato pakistano

Bari, 29/07/2012 – Nei giorni scorsi, nell’ambito dei servizi di controllo del Territorio disposti dal Questore di Bari inerenti in particolare la vigilanza dei luoghi di maggiore affluenza turistica, personale del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale” di Bari, ha tratto in arresto un 31enne di origine pakistana, resosi responsabile del reato di rapina. La vittima, un 29enne lucano, in evidente stato di agitazione, ha infatti riferito agli agenti intervenuti in Corso Trieste che poco prima un cittadino straniero, minacciandolo con una pietra, era riuscito ad asportagli il telefono cellulare, fuggendo successivamente all’interno dei giardini di “Pane e Pomodoro”.

Le immediate ricerche attuate dagli uomini del Reparto Prevenzione Crimine all’interno della suddetta area, hanno permesso di individuare e bloccare il 31enne pakistano, riconosciuto immediatamente dalla vittima, e di recuperare il telefono  appena rubatoa, nascosto dal ladro all’interno di una tasca dei pantaloni.

Dopo le formalità di rito l’uomo è stato associato presso la Casa Circondariale di Bari, su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

http://www.ilsitodibari.it/content/663-minaccia-un-uomo-con-una-pietra-rubargli-il-cellulare-arrestato-extracomunitario

Massacrano Marocchino: razzisti? No, immigrati

Sono stati identificati ed assicurati alla giustizia, dopo una accurata opera di ricostruzione degli investigatori del Commissariato della Polizia di Stato di Busto Arsizio, gli autori di una efferata aggressione a scopo di rapina avvenuta lo scorso 6 aprile nei pressi della stazione ferroviaria delle Nord di Busto. Quella sera, un cittadino del Marocco, mentre si apprestava ad entrare nel sottopassaggio che conduce ai binari dopo aver parcheggiato nel piazzale la sua bicicletta, venne avvicinato da un gruppetto di nordafricani che ben presto, dopo un approccio apparentemente amichevole, manifestarono le loro vere intenzioni: mentre uno teneva immobilizzato il Marocchino stringendogli il collo con un braccio, un altro gli toglieva di tasca il portafogli con circa 200 Euro e gli strappava di mano il telefono cellulare.

Alla reazione della vittima seguì l’aggressione corale dei malviventi, che tempestarono il marocchino con calci, pugni e addirittura una stampella e che tentarono di sfregiarlo con una bottiglia rotta. La vittima riuscì fortunatamente a fuggire abbandonando anche la bicicletta, che gli venne a sua volta sottratta. Il giorno successivo il rapinato, che aveva riportato la frattura della piramide nasale, la sospetta frattura di una costola, l’avulsione di un dente e varie ferite al volto che avevano richiesto l’applicazione di punti di sutura, presentò denuncia al Commissariato di Busto Arsizio. I poliziotti attivarono immediatamente le ricerche dei responsabili sulla scorta della descrizione fornita dalla vittima, procedendo il giorno stesso al fermo di polizia giudiziaria di K.D., un tunisino 49 anni clandestino e con precedenti di polizia.
I riscontri successivi hanno permesso di identificare anche gli altri complici nella rapina e di arrestarli in esecuzione dell’Ordinanza di custodia cautelare richiesta dal magistrato Francesca Parola, che ha coordinato le indagini, ed emessa dal Gip di Busto Arsizio Luca Labianca: si tratta di Y.K.M., marocchino di 30 anni, e di M.R., Tunisino di 29 anni, anch’essi irregolari in Italia e con precedenti di polizia, a loro volta associati alla Casa circondariale di via per Cassano. Il bottino della rapina è stato quasi integralmente recuperato e restituito alla vittima.

http://www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=237516