Tag: uno dei tanti

Barletta: Deruba portafogli al mercato settimanale, arrestato 46enne … – Barlettalife


Barlettalife
Barletta: Deruba portafogli al mercato settimanale, arrestato 46enne
Barlettalife
Si aggirava tra le vie del settimanale mercato comunale come uno dei tanti acquirenti, ma il suo obiettivo era ben diverso dall’acquisto di un prodotto. Parliamo di un borseggiatore albanese di 46 anni, tratto in manette venerdì scorso a Barletta: l  

«Mamma, esco un attimo»: non tornerà più, è l’integrazione

MILANO – Aveva detto alla madre: «Scendo al bar che ha appena aperto perché non riesco a dormire». Non tornerà più a casa.
Lui ha 40 anni, è uno dei tanti disoccupati dell’Italia di oggi, così matrigna con i suoi figli e così accogliente con i figli degli altri. Abita con la madre anziana e vedova. Uscito di casa trova Mada Kabobo, ghanese di 31 anni, clandestino e con precedenti penali lunghi un kilometro, magari soccorso a Lampedusa di dipendenti statali della guardia costiera. La sua vita finisce lì. Il protetto di Boldrini lo colpisce alla testa, più di una volta, per infierire quando lo vede svenuto al suolo.

Prima di lui, il “migrante” aveva già preso a picconate tre persone in altrettanti punti del quartiere Niguarda, zona nord di Milano.

«Un ragazzo tranquillo, silenzioso. Non aveva mai fatto del male al nessuno, era l’esatto contrario di un attaccabrighe». Poi ha incontrato il “migrante”.

Ma il ghanese cerca altri italiani da ammazzare. Così in via Monterotondo trova un ragazzo di 21 anni, appena rientrato in casa dopo una notte di lavoro in giro per rifornire edicole, che alla vista del piccone insanguinato tenta di fuggire ma viene a sua volta colpito alla testa, più di una volta. Con sempre più accanimento, fino a perdere materia cerebrale. Ora è in ospedale, le sue condizioni sono gravissime.

E’ l’integrazione.

http://voxnews.info/2013/05/11/mamma-esco-un-attimo-non-tornera-piu-e-lintegrazione/

Per sfrattarlo lo lanciano dalla finestra

ROMA – Ha provato a rifugiarsi nel bagno, ma la furia della banda che non perdona ha sfondato la porta, lo ha aggredito e poi lo ha lanciato dalla finestra. La vittima, 36 anni, è un cittadino del Bangladesh che viveva con altri cinque connazionali in subaffitto in un appartamento nel quartiere Centocelle, in via delle Robinie 97. Storia di soprusi, di umiliazioni, di leggi fai da te, di vita di un immigrato, uno dei tanti volti che si incrociano in metro, in strada. Storia di un ragazzo che fa lavori saltuari, che paga 500 euro al mese per un pezzettino di tetto in una casa condivisa con altri cinque come lui. Storia di un corpo riverso in terra, in un piccolo cortile, avvolto in una pozza di sangue.

Motivo della spedizione punitiva? L’uomo doveva lasciare l’appartamento, la titolare del contratto d’affitto voleva sfrattarlo. La donna, anche lei del Bangladesh, 57 anni, non si è presentata da sola: armata con una mazza, si è fatta accompagnare dal figlio, 37 anni, e da altri quattro uomini.

La banda non ha avuto alcuna pietà e ha voluto punire il connazionale. L’aggressione ieri sera. Ad avvertire i carabinieri del Nucleo radiomobile alcuni passanti che hanno segnalato la presenza di un uomo a terra.

La vittima è riuscita a sopravvivere al volo dal secondo piano: è ricoverata presso l’ospedale Sandro Pertini, le sue condizioni vengono definite gravi. Ha riportato fratture agli arti e al bacino. La vittima pagava circa 500 euro al mese per condividere un piccolo appartamento con altri cinque connazionali.

I carabinieri hanno arrestato tre persone: la titolare del contratto d’affitto, il figlio, 37 anni e un altro connazionale di 43 anni. Nessuno di loro ha precedenti, sono tutti incensurati. I carabinieri stanno cercando di identificare altre tre persone.

http://www.ilmessaggero.it/roma/sfrattato_lanciato_finestra_centocelle/notizie/254181.shtml

Sei anni al Senegalese stupratore

CAGLIARI, 7 FEB – Sei anni e otto mesi di carcere.

E’ la condanna inflitta al termine del processo con rito abbreviato al senegalese Djly Diaw, 21 anni, accusato di aver violentato nell’agosto scorso una giovane cagliaritana dopo una festa sulla spiaggia del Poetto. Una serata di balli e musica in uno dei tanti chioschetti del litorale cagliaritano, conclusasi con l’aggressione e lo stupro della ragazza di 22 anni, poi soccorsa e portata all’ospedale SS Trinita’ sotto choc. Il difensore ha annunciato appello.

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/sardegna/2013/02/07/Stupro-Poetto-condannato-senegalese_8208488.html

Ma appello, per cosa?

Zingaro picchia a sangue e sequestra la compagna: arrestato

Picchia a sangue e sequestra la compagna: arrestato
Il Tirreno
Ismet Dubovic, 39 anni, originario di Pristina, uno dei tanti kosovari del campo nomadi di via dell’Idrovora a Pisa, viene arrestato. Dovrà difendersi da pesanti accuse: sequestro di persona, lesioni personali e maltrattamenti in famiglia ai danni
Aggredisce la moglie e chiama al 113: “Stanno picchiando una donna”La Nazionetutte le notizie (8) »