Tag: Trentino

Marocchino irrompe in casa ubriaco: pesta mamma e figlia 16enne

Picchia la figlia di 16 anni, padre arrestato

TRENTO. Piano piano si sta sgretolando, forse, il muro di omertà che spesso copre e protegge i crimini violenti nei confronti delle donne e i maltrattamenti in famiglia. È il caso di quanto successo stanotte a Nave San Rocco, dove una ragazzina di 16 anni, all’ennesimo episodio di violenza da parte del padre nei confronti della madre, dopo averne prese le difese frapponendosi tra i due, è riuscita, di nascosto, a trovare il coraggio di chiamare il 112 chiedendo aiuto.

Prontamente i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile sono intervenuti e, non senza difficoltà, sono riusciti a fare luce su una situazione di oppressione, di soprusi e di minacce che andava avanti da anni. Già nel 2006 infatti, a seguito di una querela (poi rimessa) da parte della donna, la famiglia era stata ospitata in una località protetta per sottrarla all’ira dell’uomo. Grazie al lavoro dei servizi sociale e degli psicologi, alla fine la famiglia era tornata ad una parvenza di armonia, per poi però ripiombare nell’incubo. Rientrato a casa ubriaco nel cuore della notte dopo una serata con gli amici, l’uomo, un marocchino di 50 anni, ha svegliato la famiglia (la moglie e 4 figli minori) insultando la consorte e minacciandola. Solo l’intervento e la prontezza di spirito della figlia più grande, di 16 anni, ha impedito che la situazione degenerasse e ha permesso ai Carabinieri di intervenire.

La moglie in mattinata ha presentato querela nei confronti del marito per maltrattamenti e minacce, aggravate dall’aver commesso i fatti alla presenza dei figli minori, e l’uomo, stante la flagranza del reato e la gravità della situazione, è stato arrestato e condotto al carcere di Spini di Gardolo. La famiglia è stata nuovamente affidata alle cure dei servizi sociali e ospitata in una residenza protetta, lontano dalle grinfie del padre-padrone.

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Dasindo, c’è l’arresto per omicidio – Trentino Corriere Alpi

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Decisamente futili i motivi della lite fra i due moldavi: sembra che uno avesse versato del vino addosso all'altro. L'alterco sarebbe proseguito a più riprese tra il gazebo di legno sotto il quale erano seduti i partecipanti alla festa, 11 persone in

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Esame al quale hanno partecipato in qualità di consulenti Dario Raniero per la procura e Matteo Morelli, nominato dall'avvocato Nicola Degaudenz che difende Evghenii Paraschiv l'amico della vittima arrestato per ricettazione e iscritto nel registro

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E' emerso che si trattava di un algerino di 17 anni. Il giovane era molto nervoso. I carabinieri, a quel punto, lo hanno Inoltre, ieri i carabinieri di Mattarello hanno arrestato Luisella Giuliani, 43enne milanese, residente a Trento, pregiudicata
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Romeno pesta uomo e stupra la donna

Libera circolazione

TRENTO – Prima ha colpito con un pugno e mandato all’ospedale un uomo con gravi lesioni, poi ha violentato in un edificio abbandonato la sua compagna. Le accuse riguardano un uomo di 36 anni, romeno, in carcere a Montorio Veronese dopo le indagini dei carabinieri di Rovereto, in Trentino. L’episodio era avvenuto nella notte del 2 luglio scorso. La donna, 30 anni, russa, si trovava col compagno e altri stranieri in un parco pubblico, dove si era accesa discussione, favorita dall’alcol.

http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache_e_politica/Colpisce-uomo-violenta-compagna-preso/02-02-2013/1-A_004698623.shtml

FURTI RAME: RUBATI 87 QUINTALI, ARRESTATI TRE ROMENI – AGI – Agenzia Giornalistica Italia


ANSA.it

FURTI RAME: RUBATI 87 QUINTALI, ARRESTATI TRE ROMENI
AGI – Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) Trento, 15 gen – I Carabinieri della Stazione di Taio (Tn) e del Nucleo Operativo e Radiomobile di Cles (Tn) hanno arrestato in flagranza e denunciato, per concorso in furto aggravato continuato di cavi rame, tre cittadini romeni, in Italia senza
Furti rame Trentino: 87 quintali a TaioANSA.it

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Sola in casa, dodicenne violentata da Marocchino che chiede elemosina

Riccardi si complimenta con il 'migrante'

Abusa di una dodicenne Arrestato un marocchino

L'integrazione "funziona"

TRENTO. Un Nordafricano arrestato con l’accusa di violenza sessuale su
una ragazzina di appena 12 anni e violazione di domicilio. Ad intercettarlo dopo una breve ricerca in quella zona, nel tardo pomeriggio di venerdì, è stata la pattuglia del nucleo operativo e radiomobile, grazie ad una puntuale descrizione fornita dalla vittima.

Il giovane marocchino, T.A. le iniziali, 32 anni regolarmente in Italia anche se senza fissa dimora, ha suonato alla porta di una casa nella zona collinare alle porte di Trento.

L’uomo è una persona conosciuta in quella zona, perché solitamente passa di abitazione in abitazione per chiedere l’elemosina. Questa volta ad aprirgli alla porta è stata una ragazzina, che si trovava sola in casa.

Senza perdersi d’animo la dodicenne ha detto senza indugiare  al giovane di essere sola e di andarsene visto che i genitori non erano in casa.

L’uomo approfittando dell’assenza degli adulti, si è introdotto in casa con la forza. Ha spintonato la bambina all’interno e una volta entrato, ha iniziato a molestarla nelle parti intime, a palpeggiarla.

La ragazzina allora ha cercato di divincolarsi, iniziando a gridare per chiedere aiuto.

A quel punto, il giovane, temendo che potesse arrivare qualcuno ad aiutare la ragazzina e temendo di essere scoperto, ha infilato la porta per andarsene. Ma prima di uscire, ha dapprima baciato la bambina sulle guance e poi ha tentato, senza riuscirci, di raggiungerla sulle labbra. Appena il marocchino se n’è andato, la ragazzina ha chiamato i genitori che hanno a loro volta immediatamente allertato i soccorsi.

La pattuglia del Nucleo Operativo e Radiomobile di Trento, giunta in pochissimi minuti sul posto, ha iniziato le attività di ricerca nella zona, è riuscita ad individuare e fermare l’autore della violenza. Il marocchino è stato accompagnato alla caserma di via Barbacovi.

Vista la gravità dei fatti e la giovane età della vittima, il personale operante, sentito il magistrato di turno, ha proceduto al fermo di indiziato di delitto nei confronti del giovane marocchino, che è poi stato accompagnato al carcere di Spini di Gardolo.

L’uomo, nei confronti del quale domani, il magistrato provvederà alla convalida del fermo, è accusato di violenza sessuale su minore e di violazione di domicilio. Se le accuse verranno confermate, il nord africano rischia una pena dai cinque a dieci anni di reclusione per la violenza sessuale e da uno a cinque anni per violazione di domicilio.

Solo la morte farebbe giustizia. E non solo dell’esecutore materiale, anche dei mandanti morali.
Siamo davanti all’ennesima vittima della xenofilia che impone “l’accoglienza”, che impone di fare “l’elemosina” alla feccia. Come può un immigrato essere regolare e senza fissa dimora? Perché non era stato espulso, visto che ci sono delle leggi che impongono di avere un alloggio? Perché gli abitanti del quartiere, intontiti dalla propaganda xenofila, non avevano agito per tempo? E se lo avevano fatto, perché chi di dovere non è intervenuto?
Quanti stupri ancora, prima di sbattere fuori questi individui?

Spaccio e furti: 8 arresti a Trento – Trentino Corriere Alpi


ANSA.it

Spaccio e furti: 8 arresti a Trento
Trentino Corriere Alpi
È di 8 stranieri arrestati il bilancio di due operazioni condotte a Trento dalla polizia per contrastare la criminalità diffusa, in particolare spaccio di droga e furti in abitazione. Cinque persone – tre tunisini, un albanese e un ecuadoregno – sono
Spaccio e furti a Trento, 8 arrestiANSA.it

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Coltiva marijuana, dà la colpa al figlio – Trentino Corriere Alpi


ANSA.it

Coltiva marijuana, dà la colpa al figlio
Trentino Corriere Alpi
Con l'arresto di sei persone (quattro marocchini residenti nel Basso Sarca e due roveretani) ed il sequestro di quattro chili di “fumo” l'operazione Marrakech, come l'avevano intitolata, poteva tranquillamente essere archiviata fra quelle meglio
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