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Rom deruba cinesi: gonfiata di botte – VIDEO

Il video è stato girato a Milano, su un tram diretto, molto probabilmente, a Lanza. Per dieci minuti le ragazze invocano la polizia che, però, tarda a arrivare.

Ormai, sono talmente tanti, che non ci sono abbastanza italiani da derubare. Anche questo è Expo. I cinesi non rischiano di essere perseguitati da qualche magistrato della poco attenta procura di Milano, mica sono italiani.

Donna molestata da immigrato vicino centro profughi

Una donna ha presentato denuncia alla Polizia di Stato, raccontando di essere stata avvicinata e palpeggiata nelle parti intime da un individuo che, dopo le urla della presunta vittima, è scappato velocemente, facendo perdere le proprie tracce.
L’episodio è successo nel pomeriggio di lunedì, in via Orfane, la stradina vicina al Municipio di Agrigento, in pieno centro storico. L’uomo avrebbe messo le mani addosso alla donna, e quest’ultima per tentare di liberarsi, le ha scagliato addosso alcuni sacchetti della spesa. Le urla hanno richiamato l’attenzione di passanti e residenti, che hanno soccorso la vittima, impaurita e in stato di choc.
Sul posto sono intervenuti i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento e un’ambulanza del 118. Non c’è stato bisogno del trasferimento in ospedale. Poco più tardi la donna ha fornito una descrizione dell’aggressore, specificando che si tratta di un immigrato.

http://www.agrigentoflash.it/ap/2015/05/05/agrigento-donna-palpeggiata-e-aggredita-da-sconosciuto/

Nigeriano ruba furgone e danneggia auto in sosta

JESI – Un giovane è stato arrestato dalla polizia ieri dopo un inseguimento da film. I nigeriano di 29 anni, residente a Jesi, ieri attorno alle 18,30 ha rubato un furgone in via Buozzi. Il proprietario si è accorto e ha allertato il 113. Una Volante che era in zona si è subito messa all’inseguimento del furgone. Nella fuga il nigeriano ha danneggiato altre auto in sosta in via Gallodoro. Poi è stato bloccato e arrestato.

http://www.corriereadriatico.it/ANCONA/jesi_furto_inseguimento_film_ruba_furgone_arrestato_polizia/notizie/1333530.shtml

Aggredito da due marocchini

Hanno rapinato e aggredito violentemente il loro ex coinquilino. Per questo due uomini di origine marocchina di 27 e 47 anni sono stati tratti in arresto dagli uomini del Commissariato di Anzio e Nettuno. Tutto è cominciato nella serata del 30 aprile, quando al 113 è arrivata la segnalazione della presenza di un uomo ferito riverso in terra davanti la stazione ferroviaria di Anzio. Una delle volanti, coordinate da Roberto Federici, insieme all’ambulanza del 118 si sono subito recate alla stazione per prestare soccorso e ricostruire la dinamica dei fatti.

Un testimone ha raccontato che l’uomo, di origine marocchina, era stato aggredito da due suoi connazionali armati di una bottiglia e di un sasso ed era stato rapinato. La vittima è stata subito trasferita al Pronto Soccorso del Riuniti dove è stato ricoverato d’urgenza in codice rosso. Gli agenti sono tornati in ospedale il giorno successivo per ottenere informazioni dalla vittima dell’aggressione che ha confermato di essere stato colpito e derubato del cellulare e della somma di circa 150 euro dai suoi due ex coinquilini.

Subito sono scattate le ricerche dei due uomini e, non appena è stato individuato il loro domicilio, l’1 maggio, è stata effettuata la perquisizione. All’interno dell’abitazione, gli agenti della Squadra Volante insieme a quelli della Scientifica, hanno trovato il 27enne marocchino che è stato subito trasferito presso gli uffici del Commissariato. Il 47enne è stato fermato, dopo un servizio di appostamento e pedinamento, presso il porto di Anzio nella stessa mattinata. I due sono stati fotosegnalati al fine di effettuare il riconoscimento.

Il testimone e la vittima dell’aggressione hanno successivamente identificato i due che sono stati quindi accusati di rapina aggravata e lesioni aggravate in concorso. Al termine delle formalità di rito, i due sono stati accompagnati presso il carcere di Velletri.

http://www.ilcaffe.tv/articolo/13405/anzio-rapinano-e-aggrediscono-l-ex-coinquilino-arrestati-due-marocchini

Italiana difende turista da banda di rom: pestata

Roma, città in balia della violenza rom. Per aiutare quei turisti che ancora vengono, ci devono andare di mezzo italiani onesti

Erano in tre, tutti giovanissimi, due ragazze e un ragazzo, e stavano tentando di rapinare una turista sulla metropolitana. Sono stati arrestati grazie a una testimone del fatto.

Durante una corsa dello metro A, all’altezza della stazione Barberini, i tre giovanissimi avevano tentato di borseggiare una turista. Ma un’altra donna, presente sulla metro, li ha visti e si è avvicinata per difendere la vittima del furto. Nel tentativo di risolvere la situazione, però, la testimone è stata aggredita dai tre giovani, e ha riportato qualche lieve ferita al viso.

Nella stazione c’erano alcuni agenti della Polizia di Stato del commissariato di Castro Pretorio, in servizio in abiti civili, che sono intervenuti in soccorso delle due vittime del trio. Dai racconti della testimone e di altri passeggeri, hanno potuto ricostruire la vicenda e fermare i tre.

Il trio, giovanissimo, di etnia rom, residente nel campo profughi di Aprilia e composto da due ragazze e un ragazzo è stato identificato e denunciato.
http://www.romatoday.it/cronaca/tentativo-borseggio-metro-polizia.html

Trova 3 ladri albanesi in camera e spara: interrogato…

La notte scorsa tre albanesi stavano probabilmente tentando di rubare in una villetta, nelle campagne di Nole Canavese, in strada Camporelle 32, quando sono stati sorpresi dal proprietario della casa, un pensionato di 79 anni. Che ha preso una pistola e ha sparato due colpi contro i ladri.

Uno di questi Flori Eollaj, 39 anni, è stato colpito ad una spalla, gli altri due sono invece riusciti a fuggire e i carabinieri hanno istituito posti di blocco per cercarli. Eollaj è rimasto a terra, in una pozza di sangue ed è stato soccorso dai medici e dagli infermieri del 118, anche perché le sue condizioni sono apparse molto gravi. In un primo tempo l’albanese è stato trasportato all’ospedale di Ciriè, poi trasferito nel reparto di neurochirurgia del Cto, dove i medici lo hanno sottoposto ad un delicato intervento chirurgico.

Il proiettile, infatti, ha leso la colonna vertebrale e l’uomo rischia di rimanere paralizzato. Non è in pericolo di vita. Tutto è successo intorno alle 3,20. Indagano i carabinieri della Compagnia di Venaria. In queste ore gli investigatori stanno interrogando il pensionato.

http://www.lastampa.it/2015/05/05/cronaca/nole-pensionato-spara-a-uno-dei-ladri-che-stavano-rubando-in-casa-sua-O5KIprigjO66B8cvE3MP8K/pagina.html

Non solo, non sono capaci di proteggere i cittadini, ma li interrogano anche se si difendono da soli. Ora, grazie ai chirurghi, dovremo anche dargli la pensione per invalidità sul lavoro.

Congolese uccide uomo a colpi di pala

Un uomo di 56 anni, di nazionalità congolese, è stato ucciso a colpi di pala da suo nipote di 26 anni. Il giovane, a quanto si apprende, viveva da qualche mese a casa con lo zio.

Nel pomeriggio di oggi, 4 maggio, la lite fatale. Tutto nasce, secondo una prima ricostruzione, dall’ennesimo richiamo dell’uomo nei confronti del giovane, invitato a trovare un impiego. La reazione del 26enne è stata furiosa.
Impugnata la pala il giovane ha iniziato a colpire lo zio. Diversi i colpi inferti. Urla e rumori che hanno attirato l’attenzione dei vicini. Sono stati loro a chiamare i carabinieri che giunti sul posto, in via del Conventino, sono riusciti a stento a bloccare la furia del 26enne.

Privo di conoscenza il 56enne congolese è stato portato all’ospedale di Monterotondo, dove però è giunto cadavere. Suo nipote é al momento sottoposto a fermo. Ad indagare i carabinieri della stazione di Mentana e quelli della compagnia di Monterontodo diretti dal capitano Salvatore Ferraro.

Potrebbe interessarti: http://www.romatoday.it/cronaca/omicidio-Mentana-4maggii-2015.html

Moldava accoltella fidanzato

L’aggressione domenica sera a Padenghe sul Garda, all’interno del Residence “Le Balze”. La donna è stata denunciata con l’accusa di lesioni aggravate
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I carabinieri della Compagnia di Salò hanno denunciato una 33enne moldava con l’accusa di lesioni aggravate ai danni di un connazionale di 30 anni, suo fidanzato. L’episodio è avvenuto nella tarda serata di domenica a Padenghe sul Garda, in un appartamento del Residence “Le Balze”.
In compagnia di un amico bulgaro, i due stavano cenando ed improvvisamente, complice anche l’abuso di whisky e vino, hanno incominciato a litigare. Dalle parole pesanti sono poi passati alle mani: la situazione è degenerata quando la donna ha afferrato un coltello ed ha colpito due volte il fidanzato: la prima coltellata, lieve, dietro la schiena, la seconda più profonda all’altezza del rene.
L’uomo si è accasciato a terra perdendo molto sangue: l’amico – spaventato – ha subito allertato i vicini ed il 118. La prima pattuglia intervenuta, un equipaggio del Radiomobile, ha subito intuito la gravità del fatto ed ha messo in sicurezza la scena del crimine. Sul posto è poi giunta anche la squadra rilievi ed il pubblico ministero Antonio Cassiani. Il ferito è stato trasportato all’ospedale Desenzano, ricoverato nel reparto di Chirurgia con una prognosi di 20 giorni.
La 33enne è stata trovata ancora all’interno dell’appartamento. A seguito dell’interrogatorio, è stata deferita in stato di libertà per lesioni personali aggravate. Nel corso della perquisizione, è stato rinvenuto anche il coltello usato per l’aggressione, adagiato nel lavello del bagno ancora sporco di sangue.

http://www.ccsnews.it/padenghe-accoltella-il-fidanzato-nel-residence-le-balze-238.html

Aggredisce donna con mannaia: giudice lo libera

Bergamo, 4 maggio 2015 – Era stato arrestato perché, armato di mannaia, aveva aggredito la moglie, ferendola. La vittima è una senegalese di 48 anni, madre di due figli. Per quell’episodio, l’ultimo di una lunga serie, tra maltrattamenti e lesioni, era finito in manette il marito Diop Modou, connazionale di 58 anni, operaio, residente a Caravaggio da oltre una quindicina di anni. Ora l’uomo è stato scarcerato dal gip Giovanni Petillo del tribunale di Bergamo, senza alcun obbligo se non quello di non avvicinarsi alla moglie, in attesa del processo che inizierà il 29 maggio.

Decisive le testimonianze del vicario parrocchiale, don Umberto Zanaboni, dei vicini di casa e dei colleghi di lavoro del cinquantottenne extracomunitario. Testimonianze che lo hanno descritto come una brava persona. La vicenda risale alla metà di marzo. Durante un blitz congiunto, gli agenti del Commissariato di polizia di Treviglio, e i colleghi della Polizia locale di Caravaggio, avevano fermato il senegalese, tornato in Italia dopo due mesi trascorsi al suo paese.

Le forze dell’ordine lo cercavano da dicembre 2014, dopo la denuncia presentata dalla moglie che aveva fatto emergere una storia di maltrattamenti e lesioni personali che andava avanti da circa quattro anni. Un rapporto, quello tra i due, che si era ulteriormente deteriorato a seguito di una relazione extraconiugale del marito con una vicina di casa, relazione dalla quale è nato un figlio.

La moglie aveva sempre tenuto tutto per sé, fino a quando la situazione è degenerata, ed è avvenuto l’episodio della mannaia. Solo a quel punto ha trovato il coraggio di presentare la denuncia che ha portato all’arresto del marito. Sulla vicenda è intervenuta Milva Facchetti, responsabile della Cooperativa Sirio che si occupa della moglie dell’imputato. «Sinceramente sono basita, lui esce dal carcere, ma questa povera donna è come se ci entrasse. Lei si trova in una comunità protetta e sta tentando di ricostruisi un’altra vita con l’incubo che il marito torni a farle del male».

«Non voglio entrare nel merito della decisione del giudice – ha spiegato invece l’avvocato dell’imputato, Rocco Lombardo – ma è evidente che il mio assistito non è ritenuto un individuo pericoloso. Poi sarà il processo a stabilire se Diop è colpevole, ma se è stata accolta la nostra istanza di scarcerazione vuol dire che forse non è la persona che era stata descritta al momento dell’arresto. Ora affronteremo il processo con maggiore serenità, sperando che venga fatta chiarezza».

Intanto Diop Modou è tornato nella sua vecchia abitazione di vicolo Scuole Vecchie, dove ad attenderlo c’era il figlio maggiorenne. Ha anche ripreso il suo lavoro.

http://www.ilgiorno.it/bergamo/aggredire-moglie-mannaia-1.916644

Tanto manteniamo tutti noi, moglie compresa. E le associazioni ingrassano: ecco perché le Boldrini vogliono immigrati, generano vittime e quindi introiti.

“Io pagare la colazione?”: e spacca tutto

Ha minacciato il titolare, distrutto i bicchieri e gli oggetti che gli sono capitati a tiro, ha ribaltato, danneggiandoli, i tavoli.

Un marocchino ha dato letteralmente in escandescenze questa mattina, intorno alle 8, al bar Catelli di San Vito. Tutto per non pagare il conto. Aveva appena consumato la colazione, ma poi, al momento di pagare, si è opposto iniziando a rivolgere parole pesanti al titolare Giovanni.

L’uomo, dopo aver messo sotto sopra il bar spaventando i clienti, si è dato alla fuga, ma è stato bloccato dai carabinieri a poche centinaia di metri.

Per lui sono scattate le manette: il marocchino, 36 anni, con precedenti, accusato di danneggiamento, è stato condotto nella camera di sicurezza della caserma di Cortile degli Svizzeri, in attesa del processo per direttissima che si svolgerà domani mattina.

http://www.lagazzettadilucca.it/cronaca/2015/05/danneggia-il-locale-e-inveisce-contro-il-titolare-per-non-pagare-la-colazione-marocchino-in-manette/