Tag: sorella

Rom rapinava a colpi di sciabola: ‘Sono la spada della Valacchia’

È stato arrestato dai carabinieri di Pavia un 34enne di origini nomadi. L’uomo, con diversi precedenti penali alle spalle, era conosciuto con il nome “La spada della Valacchia” per via delle numerose rapine commesse imbracciando una sciabola. Il 34enne era ricercato anche dall’Interpol.

(Adnkronos) – Sorpreso nel corso di un controllo, prima di essere accompagnato in carcere, l’uomo ha chiesto di telefonare alla sorella alla quale ha promesso che non appena sara’ in Romania cerchera’ di evadere per riprendersi la spada, rimasta nascosta sottoterra in Italia.

In Italia l’uomo aveva costruito attorno a sè una doppia attività. Da tempo investiva i soldi delle rapine per “acquistare” ragazze da portare, in Italia, in particolare nella zona di Milano, di Brescia e di Piacenza e lì ‘proteggerle’. “Velea quindi -spiegano i carabinieri- considerato un boss del mondo del lenocinio in tutta la Lombardia, di giorno era uno sfruttatore di ragazze dedite alla prostituzione sulla strada, mentre la notte aveva organizzato assieme ad altri quattro connazionali, tra cui il conducente dell’autovettura su cui è stato fermato, una banda dedita ai furti in abitazione”.

http://www.liberoquotidiano.it/news/cronaca/11560005/Pavia–armato-di-sciabola-rapinava.html

“Ora sei islamica, non puoi uscire di casa”: pesta la moglie e pitbull contro la polizia

 

Botte alla moglie e pitbull contro la polizia: arrestato un tunisino a

Esasperata e impaurita, la donna ha chiesto aiuto alla sorella e ai propri genitori che sono riusciti a farla uscire di casa e a chiamare il 113. Una volta giunti sul posto, il tunisino ha lanciato contro gli agenti il proprio cane, ma alla fine è
Botte a moglie e aizza cane agli agentiANSA.it

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Uccisa a martellate e nascosta sotto il letto: preso sudamericano

Milano 17 luglio 2013 – Massacrata a martellate e nascosta sotto il letto. Michelle Campos, una ragazza peruviana di 20 anni, è stata trovata morta, martedì sera, nella sua abitazione in via Rondizzoni, in centro a Parma. Da tempo, la giovane viveva una storia tormentata con il fidanzato, un ecuadoriano di 21.

LA VIOLENTA DISCUSSIONE – Secondo una prima ricostruzione, a dare l’allarme è stata la madre, insospettita dalla scomparsa della ragazza. All’inizio, aveva pensato a una fuga d’amore, poi il macabro ritrovamento. Il fidanzato, intorno alle 11 di martedì, avrebbe atteso l’uscita di casa della madre e della sorella diciottenne della vittima per poi salire nell’appartamento. Qui ci sarebbe stata una violenta discussione (per i vicini non era la prima volta che succedeva) con il giovane che avrebbe colpito la ragazza alla testa con un martello. Ripulita la stanza dal sangue – ma tracce ematiche sono state trovate su alcune piastrelle – il cadavere è stato avvolto in un lenzuolo e nascosto sotto il letto. Luogo dove, nella notte, è stato scoperto dalla madre. Il fidanzato, rintracciato a Milano, è stato sottoposto a fermo. Sul caso indagano il pm Paola Dal Monte e la Squadra Mobile di Parma.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_luglio_17/parma-peruviana-uccisa-fidanzato-nascosta-sotto-letto-2222202178314.shtml

 

Condannate all’ergastolo le ‘bestie di Perugia’

lucarosiIl tribunale di Perugia ha condannato oggi pomeriggio all’ergastolo con il rito abbreviato tre romeni accusati di aver ucciso a colpi di pistola il bancario Luca Rosi, 38 anni, nel corso di una rapina nella villa dei suoi genitori, il 2 marzo 2012 a Ramazzano, periferia nord del capoluogo umbro. Venti anni di reclusione sono stati inflitti a un quarto romeno, presunto basista. ”Sentenza giusta ma la nostra vita e’ distrutta”, ha commentato con i cronisti Maria Grazia Rosi, sorella di Luca.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2013/06/27/Bancario-ucciso-rapina-tre-ergastoli_8939551.html

Solo la pena di morte, potrebbe rendere giustizia. Chi uccide, deve essere ucciso.

ROMENI PICCHIANO CONNAZIONALE E GLI ESTORCONO DEL … – Liguria Notizie


Liguria Notizie

ROMENI PICCHIANO CONNAZIONALE E GLI ESTORCONO DEL
Liguria Notizie
polizia-arresto-nomadi GENOVA. 14 MAG. A bordo di una Saxò sono arrivati davanti all'abitazione di un loro connazionale 25enne in salita Cappuccini di Campi. In due sono scesi, un romeno di 45 anni e sua sorella di 36, mentre un terzo uomo di 38 anni è

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Roma: aggredita e rapinata in casa popolare occupata abusivamente da delinquenti nigeriani

Roma 02 mag 2013 – Si è recata nella serata di ieri, insieme i suoi due figli, un maggiorenne ed un minorenne, presso l’abitazione di due connazionali, di nazionalità nigeriana, per ritirare alcuni effetti personali.

Nella foto: il ministro della "integrazione"

L’appartamento dove si è svolta la vicenda è una casa popolare del Comune di Anzio, ottenuta dalla sorella della donna, tornata momentaneamente nel paese d’origine e nella quale abitano senza titolo, da più di un anno, i due connazionali. Nel reclamare le sue cose, però, la donna e i suoi figli sono stati violentemente percossi dai due occupanti, che si sono anche impossessati della sua borsa e del denaro in essa contenuto.

Il trambusto e le grida hanno richiamato l’attenzione dei vicini di casa, che hanno subito chiamato il “113”. Sul posto si è recata una pattuglia del Commissariato di Anzio, che è riuscita a calmare gli animi ed impedire che la lite degenerasse ulteriormente, ricostruendo poi l’accaduto. Gli agenti hanno soccorso la donna ed uno dei suoi figli, rimasti lievemente contusi nell’aggressione e medicati presso il vicino ospedale.

I due aggressori sono stati identificati in un 31enne ed un 26enne entrambi nigeriani, che al termine degli accertamenti sono stati arrestati per rispondere di rapina e lesioni. Le indagini, comunque, non sono terminate. Tra le ipotesi investigative, che saranno attentamente vagliate, quella che tra gli aggressori e gli aggrediti già da tempo non corresse buon sangue a causa di somme di danaro non corrisposte a fronte del subaffitto, ovviamente abusivo,  dell’abitazione.

http://www.romatoday.it/cronaca/rapina-aggressione-anzio-nigeriana.html

 

Alcamo, rumeno tenta stupri su ragazze: magistrato folle lo manda ai domiciliari!

ALCAMO. Le indagini sulle recenti aggressioni ai danni di ragazze nel centro urbano alcamese sono approdate a un risultato, anche per mezzo di immagini registrate che hanno consentito ai carabinieri di Alcamo di individuare il presunto aggressore.
Il gip del Tribunale di Trapani, Lucia Fontana, ha disposto la misura degli arresti domiciliari nei confronti dell’indiziato, nell’abitazione della sorella di quest’ultimo, ad Alcamo. Il procuratore della Repubblica di Trapani Marcello Viola e il sostituto procuratore titolare dell’indagine, Antonio Sgarrella, accogliendo la richiesta dei carabinieri di Alcamo, coordinati dal capitano Savino Capodivento, avevano emesso un provvedimento di fermo nei confronti dell’accusato. Aurel Marusac, questo il suo nome. Si tratta di un romeno di 23 anni. Era stata richiesta, dalla Procura, la convalida del fermo e l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Il gip ha disposto gli arresti domiciliari, in casa della sorella. Sul giovane pende l’accusa di essere il responsabile dei tre episodi di aggressione avvenuti ai danni di cinque ragazze ad Alcamo nel mese scorso. Al momento del fermo, avvenuto all’alba di ieri, il romeno si trovava alloggiato in un’abitazione del centro storico di Alcamo.

 

http://www.gds.it/gds/edizioni-locali/trapani/dettaglio/articolo/gdsid/252602/

Città di Castello: Romeno picchia la convivente davanti ai bambini

Città di Castello, picchia la compagna davanti ai bambini: arrestato
Umbria 24 News
Ha picchiato la compagna davanti alla sorella e ai bambini per pochi euro e tanti rancori. Le ha provocato gravi lesioni al collo per quanto l'ha stretta forte. E' successo sabato pomeriggio nella zona di S. Giustino, dove un rumeno, F.R di anni 48

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Società multietnica: Albanesi ammazzano Romeno

Europa senza frontiere

Due-tre minuti, non di più. In quel breve lasso di tempo, sotto gli occhi elettronici di diverse telecamere, due uomini sono arrivati nel piazzale del distributore Q8 di via Correnti su un’utilitaria scura, hanno aggredito altri due uomini e sono fuggiti portando con loro una prostituta. 

A terra, ucciso da una coltellata al centro del petto, poco sotto la gola, è rimasto Stefan Catalin Burcuta. L’omicidio è avvenuto poco prima della mezzanotte di sabato sotto gli occhi del cognato di Burcuta, 41 anni, marito di sua sorella, che è rimasto ferito al collo dalla lama.

Nulla di grave per lui, è stato medicato all’ospedale Bolognini di Seriate e subito portato in questura per essere ascoltato. I due sono arrivati al Q8 poco prima di mezzanotte e avrebbero pagato la lucciola albanese per una prestazione. La ragazza, però, si sarebbe tirata indietro all’ultimo momento e si sarebbe rifiutata di restituire i soldi ai due romeni.

Stefan e il cognato, che avevano bevuto qualche bicchiere di troppo, a quel punto avrebbero aggredito la donna, gettandola a terra. Lei ha fatto una telefonata e dopo pochi minuti sono arrivati i due «amici» che hanno regolato i conti con il coltello.

Sul luogo dell’omicidio sono arrivati anche gli agenti della squadra Mobile della questura con la polizia Scientifica e il sostituto procuratore Lucia Trigilio. Il cognato è stato interrogato fino alle 5 del mattino. Non era molto lucido e ha raccontato ciò che si ricordava.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/356422_luomo_ucciso_al_distributore_colpa_di_una_lite_con_una_prostituta/

Donna sequestrata e seviziata da una banda di immigrati

Europa senza frontiere: i pendolari della violenza

Sono stati infiniti attimi di terrore quelli vissuti mercoledì scorso da Virginia Carpentieri, sorella del sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino Nunzio. La donna, 51 anni, è stata aggredita, picchiata, legata ad una sedia e minacciata di morte da quelli che al momento restano tre stranieri sconosciuti: lo riporta il quotidiano Il Mattino.

Tutto ha inizio mercoledì sera intorno alle 19 e 45 quando la donna fa rientro nella sua abitazione situata in via Ugo Foscolo, a Sant’Egidio del Monte Albino. Improvvisamente dal nulla, mentre la donna fa per aprire la porta, sbucano tre immigrati con volto nascosto da passamontagna ed armati di coltello. Secondo quanto si è appreso i tre aggressori erano nascosti nei pressi della villa. La donna tenta di reagire provando a strappare il passamontagna ad uno dei tre e per tutta risposta viene picchiata violentemente con pugni e schiaffi. Gli aggressori la legano quindi ad una sedia e le ficcano in bocca una spugna. Non basta: uno dei tre della banda le punta un coltello alla gola mentre gli altri due rovistano in casa, alla ricerca di soldi e preziosi da rubare. Due di loro parlano con accento straniero il terzo rimane in silenzio.

Nessun altro è presente in casa: la donna non è sposata e nella dimora di famiglia vive con un nipote, che però è assente. Solamente il caso mette i bastoni tra le ruote ai tre malfattori: una cugina della donna si reca a farle visita e, già sull’uscio della porta, avverte degli strani rumori. Virginia Carpentieri riesce a sputare la spugna e grida alla cugina di chiamare i carabinieri perché “ci sono i ladri”. La visitatrice, in breve tempo, dopo aver chiamato il 112 si vede passare davanti i tre malfattori che fuggono.

Sul posto si recano gli uomini della scientifica, i carabinieri della tenenza di Pagani e i militari del reparto territoriale di Nocera Inferiore, agli ordini del maggiore Matteo Gabelloni, oltre agli uomini del 118. La donna viene condotta in ospedale, dove vengono evidenziate ferite con una prognosi di dieci giorni: non ha riportato, fortunatamente, conseguenze gravi. Nel frattempo viene avvisato Nunzio Carpentieri, impegnato ad Angri per una manifestazione elettorale. Il sindaco di Sant’Egidio del Monte Albino si reca sul posto e si trova di fronte uno scenario non piacevole. Oltre ad aver picchiato la sorella i ladri sono riusciti a portare via 500 euro in contanti e oggetti in oro.

Il sindaco si è espresso duramente su quanto accaduto e, pur lodando l’impegno dei carabinieri che però “sono numericamente pochi”, ha chiesto l’istituzione di una caserma dei carabinieri a Sant’Edigio del Monte Albino. Proseguono intanto le indagini: stando a quanto emerso dai primi rilievi pare che i tre malviventi abbiano atteso a lungo l’arrivo della donna pur potendo entrare tranquillamente dalla finestra della cucina, che era aperta: avrebbero infatti potuto agire indisturbati proprio perché nessuno era in casa.

http://www.salernotoday.it/cronaca/aggressione-virginia-carpentieri-sorella-sindaco-sant-egidio-del-monte-albino.html