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Lampedusa terra di nessuno: disordini, sfregi alle chiese e degrado

Lampedusa ore 05 e 38 di questa mattina davanti la chiesa bottiglie di urina e donne che defecavano nel giardinetto.

Lampedusa ore 05 e 38 di questa mattina davanti la chiesa bottiglie di urina e donne che defecavano nel giardinetto.

Gli immigrati rifiutano l’identificazione e invadono l’isola, hanno capito, evidentemente, di poter fare quello che vogliono…
Lampedusani e turisti stanno a guardare, i primi, spentisi i riflettori delle TV, tornano alla realtà di un’isola condannata ad essere piattaforma di sbarco per tutti i “disperati” africani. Dei “disperati” che sembrano mossi, ogni giorno di più, da un’abile regia.

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Zingare razziano metrò: non possono arrestarle, sono sempre incinte

Ladre in Metro che non possono essere arrestate: sono sempre incinte

Sta diventando un “‘caso” quello delle borseggiatrici di origine bosniaca che, da qualche settimana, bazzicano tra Cadorna e Centrale. Pizzicate due volte nelle ultime quattro settimane dalla polizia locale, sono sempre state rilasciate: prima arrestate, manette “convalidate” e rimessa in libertà. Il motivo? Hanno appena avuto o stanno aspettando un bambino.

E’ un gruppo nutrito, di cinque o sei complici, che lavora incessantemente, come racconta il Corsera. La tecnica è semplice. Si avvicinano  a una ‘preda’ al momento della salita sulla metropolitana; è solitamente una donna con la borsa socchiusa o completamente aperta. Creano calca. Mentre una di loro mette fisicamente la mano nella borsa della vittima, un’altra copre il tutto con un grosso borsone. Le altre fanno da sentinella. Non appena hanno in mano il bottino, scendono con rapidità prima che si chiudano le porte. E la persona derubata rimane in metrò.

Sono ben vestite, sembrano ragazze normali, e probabilmente sono a libro paga di un’organizzazione criminale ‘più grande di loro’. Le telecamere Atm mostrano, implacabili, il loro operato. Che con le maternità in arrivo diventa quasi inarrestabile. Potreste rimandarla a casa loro, no?

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Con lo svuotacarceri sarà ancora peggio.

Presi i quattro uomini d’oro – Il Giornale di Vicenza

Presi i quattro uomini d'oro
Il Giornale di Vicenza
Le indagini sembrano definitivamente chiuse, dunque, con gli ultimi due arresti avvenuti venerdì, quello di Daniele Moretto, 25 anni, di Breganze, e dell'albanese Florian Qata, 30 anni, nato a Durazzo, ma residente a Schio dove era barista in un noto

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Bergamo: immigrato stupra ragazza incinta

Un'altra vittima dell'integrazione

Un’aggressione brutale in strada da parte di uno sconosciuto, uno stupro nel cuore della città, nel salotto di Borgo Santa Caterina, ai danni di una ragazza bergamasca di 24 anni che stava raggiungendo la sua auto parcheggiata, dopo una serata trascorsa al bar con le amiche. È successo nella notte tra giovedì e venerdì scorso, ma la notizia è trapelata soltanto mercoledì 9 gennaio.

Le indagini della squadra mobile della polizia, però, procedono a ritmo serrato e queste sembrano essere ore decisive. Secondo indiscrezioni, infatti, ci sarebbero già dei sospettati, attorno ai quali si starebbe stringendo il cerchio degli investigatori. Giovedì sera la ragazza, residente in un paese della media pianura bergamasca (che omettiamo a tutela della vittima) aveva trascorso la serata nei locali della vivace zona di Borgo Santa Caterina. In particolare, insieme a due amiche, era stata al Bar Divina, che si trova nel primo tratto della via, verso piazzale Oberdan. Il locale chiude alle 2.

Dopo quell’ora, la ragazza ha salutato le amiche e si è avviata a piedi verso la sua auto, che aveva parcheggiato in una strada laterale. Dopo aver svoltato l’angolo, ha imboccato via Alberico da Rosciate, in direzione della questura. A un certo punto è stata affiancata da un’auto, un’utilitaria bianca. Al volante c’era un uomo, a lei sconosciuto, che ha abbassato il finestrino: «Serve un passaggio?», le ha detto. Lei ha rifiutato e ha cercato di tirar dritto per la sua strada. Ma a un certo punto si è sentita afferrare. L’individuo era sceso dalla macchina e le era piombato addosso, all’altezza del parcheggino che si trova proprio di fronte all’ingresso del liceo scientifico Mascheroni. Proprio nel parcheggio si è consumata la violenza.

Dopo averle messo una mano sulla bocca per impedirle di gridare, lo sconosciuto ha trascinato la sua vittima fra le auto in sosta. Poi l’ha sbattuta sul cofano di una macchina parcheggiata, le ha sollevato gli indumenti e strappato le calze. Poi sono cominciati i palpeggiamenti e la violenza.

Nonostante il parcheggio sia attorniato da palazzi abitati, nessuno sembra aver sentito nulla. A un certo punto, forse disturbato dal passaggio di qualcuno, il violentatore ha mollato la sua preda ed è scappato. La ventiquattrenne a quel punto ha chiamato le due amiche, che poco prima aveva salutato al termine della serata al bar. Le ragazze l’hanno raggiunta, trovandola in stato confusionale, in preda a un forte choc. Loro hanno dato l’allarme e, in breve, sul posto sono intervenute un’ambulanza del 118 e le pattuglie della squadra volante della questura (che peraltro dista dal luogo dello stupro solo poche centinaia di metri). La ragazza è stata portata all’ospedale, dove è stata sottoposta alle visite del caso. Non ha riportato ferite gravi, ma lo choc per quanto accadutole è stato molto forte.

Le indagini della squadra mobile sono scattate subito, grazie alle prime sommarie indicazioni fornite dalla vittima. In particolare riguardo all’auto (un’utilitaria bianca) e alla descrizione fisica del violentatore. L’uomo è stato indicato dalla ragazza come giovane, straniero, anche se parlava l’italiano. Non ha usato armi, ma soltanto la forza fisica. Gli inquirenti al momento sembrano puntare molto sui filmati che hanno acquisito da alcune telecamere presenti nella zona di via Borgo Santa Caterina. I video, stando a indiscrezioni, avrebbero già fornito alcune indicazioni preziose.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/341820_giovane_violentata_in_s._caterina_c_una_pista__caccia_allautore/