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L’Italia nella morsa dell’insicurezza, ma a che servono le nostre tasse?

L’Italia nella morsa dell’insicurezza, ma a che servono le nostre tasse?
di Andrea Pamparana

La qualità della vita di un cittadino in una città, grande o piccola che sia, è misurabile sulla base di diversi parametri. Dalla qualità dell’aria che respiriamo, dalla situazione della mobilità interna, quindi i problemi legati al traffico e al conseguente smog e l’efficienza/ inefficienza dei servizi di trasporto pubblico, da quella inerente lo stato delle strade e dei lavori infrastrutturali, sia straordinari che di normale manutenzione, dalla qualità dell’offerta culturale e in generale delle possibilità di dedicare ore al tempo libero, infine, ovviamente, dal sentimento di sicurezza/insicurezza legato a episodi di piccola criminalità quotidiana o a pesanti infiltrazioni di stampo mafioso nei gangli vitali dell’economia produttiva e del commercio.
Nella classifica del Sole 24 Ore, tradizionale appuntamento per valutare lo stato dell’arte della nostra vita quotidiana nelle città, c’è come sempre chi sale e chi scende. Qui si è diffusamente illustrata la situazione di Reggio Emilia, ancora in più che dignitosa posizione al 14mo posto ma segnalata in calo di tre posizioni nella classifica generale, con un significativo crollo al 63mo posto per quel che riguarda la sicurezza.
Altre città di analoghe dimensioni, terrei fuori per ora le metropoli, Roma, Milano, Torino, Palermo, Napoli, sono scese dai gradini più alti del podio. La mia amatissima Siena, gli amici della Nobile Contrada dell’Aquila mi hanno onorato a settembre del battesimo che mi ha reso un contradaiolo a pieno titolo, insieme a mio figlio, pur posizionata molto in alto nella classifica della qualità della vita, è scesa rispetto al recente passato, anche e soprattutto a causa del combinato disposto della crisi economica e sociale conseguente lo scandalo giudiziario e politico, perché tale è di fatto, delle vicende legate alla vecchia, gloriosa ma profondamente ferita banca del Monte dei Paschi. La mancanza dei vecchi finanziamenti da parte della Fondazione a varie istituzioni culturali e ad attività imprenditoriali e commerciali, ha ridotto di molto la qualità, ad esempio, dell’offerta culturale della antica città toscana. Resta invece positivo per i cittadini senesi l’impatto col delicato tema della sicurezza, con un tasso di criminalità diffusa più basso rispetto ad altre situazioni a parità di numero di abitanti e di estensione territoriale.
Se però guardiamo a città molto popolate ed estese, come Roma e Milano, ma anche Napoli e Palermo, la situazione, proprio nell’ambito del parametro della sicurezza, diventa molto meno sostenibile e crea nella cittadinanza un diffuso sentimento di protesta e di indignazione. Giorni fa ho denunciato nella mia trasmissione radiofonica della domenica mattina su Rtl102,5, la mail significativa di una signora romana che lamentava il fatto che suo figlio di sedici anni era stato pesantemente redarguito dai vigili urbani per avere rovistato in un cassonetto della spazzatura dove incautamente aveva fatto cadere, gettando la pattumiera, un oggetto che teneva in mano e che non doveva essere buttato. La signora non si lamentava della reazione dei vigili, che dopo la cortese giustificazione del ragazzo hanno lasciato perdere, quanto del fatto che nel suo quartiere, e la cosa avviene regolarmente in tutta Roma, essendoci ancora lungo le strade i famigerati e vecchi cassonetti, a Milano da tempo eliminati con una accurata raccolta differenziata, gruppi di Rom provenienti dai campi installati nelle periferie, muniti di carrelli rubati dai supermercati, razzolano a tutte le ore nei cassonetti per raccogliere oggetti usati e buttati via e rivenderli in improvvisati banchi nei mercatini, ad esempio la domenica nel tradizionale luogo romano di Porta Portese. “Perché hanno redarguito mio figlio e nulla dicono a queste persone che imbrattano i marciapiedi lasciando parte dei rifiuti selezionati fuori dai cassonetti, lordando così le nostre strade e i marciapiedi?”
Domanda posta in modo civile e francamente legittima.
Nello scorso mese di agosto ho subito un tentativo di furto con scasso del mio appartamento in un quartiere di Roma. La scorsa settimana l’architetto che ha studio sotto casa mia si è visto portare via tutti i computer e mettere a soqquadro l’archivio con gesto di sprezzo, vista l’inutilità del materiale per i ladri. E un altro vicino di casa, mentre in poltrona con la moglie guardava alle nove di sera un film in televisione, per un pelo non si è visto entrare in casa dalla finestra della terrazzina della cucina sul garage, due ragazzi armati di bastoni di alluminio atti allo scasso. Essendo un omone di quasi due metri è intervenuto in tempo e ha respinto a calci l’assalto. Risultato?
Tutto il condominio sta provvedendo, io tra questi, a impiantare un sistema antifurto collegato alle forze dell’ordine, nella speranza di salvaguardare la propria casa. La risposta dei Carabinieri alle tante lamentele dei cittadini della zona è stata disarmante: “Non possiamo fare quasi nulla”, al punto che gli stessi militari mi hanno sconsigliato in agosto di presentare regolare denuncia del tentato furto. “In fondo non le hanno portato via nulla, e anche se lei denuncia non possiamo certo metterci a fare adeguate indagini”.
Ecco, questi fatti, piccoli se volete nella quotidiana cronaca di estorsioni e delitti, a volte efferati, creano un senso diffuso di disagio e di malessere. Accentuato dal fatto che le istituzioni, in primis lo Stato, ai cittadini continuano a chiedere contributi sotto forma di fantasiose tasse, soldi che ci sembrano inutili e mal spesi in quanto non garantiscono adeguata ed efficiente qualità dei servizi offerti.

http://www.4minuti.it/showPage.php?template=editoriali&id=127

Fuggono dopo avere messo sotto donna: “Pensavamo fosse un cane”

Si è presentata di propria volontà alla sede del VII gruppo Appio, in via Macedonia, e ha ammesso tutto davanti ai vigili urbani del gruppo sociale sicurezza urbana, guidato da Maurizio Maggi. Accompagnata dal proprio avvocato, la 25enne romena che sabato sera ha causato il maxiincidente sulla Palmiro Togliatti ha deciso di costituirsi. Nel suo racconto, la ragazza entra nei dettagli. “Ho conosciuto Andrea (il figlio del proprietario dell’Audi TT nera) due settimane fa e lui – assicura la giovane romena ai vigili – mi aveva già fatto guidare la sua auto”. Il 20enne di Sacrofano, innamorato della nuova fiamma, sabato pomeriggio si è lasciato convincere e ha affidato le chiavi della spider di papà alla coetanea residente a Tivoli. “Gli ho lasciato il cane, perché io dovevo prendere due persone a Roma – continua la ricostruzione della 25 enne – una è una mia amica, l’altro un ragazzo conosciuto su Facebook”. Sono le 18.15 e i tre sono sulla Prenestina. Svoltano a destra in via Palmiro Togliatti. “Mi è sembrato di aver investito un animale – afferma la ragazza – le ruote sono andate da sole e sono scoppiati gli airbag. Quando sono scesa ho subito chiesto alla conducente della Smart se fosse tutto ok. Poi abbiamo visto passare una macchina dei carabinieri e siamo scappati”.

A quel punto il cellulare di Andrea comincia a suonare. La ragazza gli spiega quanto accaduto solo pochi minuti prima e il 20enne di Sacrofano decide di coprirla: chiama il 112 e denuncia il furto dell’Audi. Un’invenzione per salvare la ragazza. Se ora il figlio del proprietario dell’Audi rischia la denuncia per simulazione di reato e favoreggiamento, i tre che hanno materialmente causato l’incidente saranno accusati di omissione di soccorso (per la romena al volante scatterà anche l’accusa di fuga e, forse, l’arresto). Finalmente una buona notizia per Giuseppina Argante, la donna ricoverata in codice rosso dopo l’incidente di sabato sera sulla Togliatti. La 46enne è tornata a casa, ma prima che svanisca del tutto il dolore e i lividi si riassorbano dovrà attendere almeno altre due settimane. Ieri, dal suo letto del pronto soccorso del Pertini, su Facebook, si era scagliata contro i pirati che l’hanno quasi uccisa: “Fuggire non serve a nulla – aveva scritto nel pomeriggio sul social network – perché la verità verrà comunque a galla… siete solo dei vigliacchi”.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2013/12/10/news/via_togliatti_confessa_il_pirata_convinta_di_aver_urtato_un_cane-73177581/

Forse l’arresto. Cosa deve fare un ‘povero migrante’ per farsi arrestare…mah. Quanto al 20enne…
La calata dei romeni è la calamità più grande per questo paese dal tempo degli ostrogoti.

Piaga parcheggiatori: calci e pugni ad auto ragazza che fugge a piedi inseguita

TORINO 9 Mag  – La Guardia di Finanza di Torino ha arrestato questa mattina un egiziano stava tentando di spaccare il finestrino dell’auto di una giovane studentessa.

L’uomo, con regolare permesso di soggiorno, svolgeva la sua attività di parcheggiatore abusivo nei pressi di corso Vittorio, davanti al parco del Valentino. Al rifiuto della ragazza, che non aveva intenzione di pagare la sosta, ha iniziato a colpire il finestrino dell’auto con calci e pugni, minacciandola che le avrebbe distrutto l’auto se non gli avesse dato immediatamente due euro per il “diritto” di sosta. La ragazza, impaurita, è così scesa dall’auto dandosi alla fuga, ma veniva raggiunta dal suo aguzzino che, piuttosto alterato, le sbarrava la strada. Proprio in quel momento transitava da quelle parti una pattuglia di baschi verdi che, attirati dalle urla, sono prontamente intervenuti bloccando a terra l’aggressore prima che questi potesse fuggire. L’uomo, un 42enne, è stato arrestato e condotto in carcere. Giudicato con rito direttivo, il pm gli ha inflitto un anno di reclusione e una sanzione amministrativa di 600 euro.

http://www.perotorino.it/attualita/15692-aggredita-giovane-studentessa-per-soli-due-euro-in-manette-un-posteggiatore-abusivo-di-origine-egiziana

E ritirare il permesso di soggiorno con immediata espulsione no? E su che basi un “parcheggiatore abusivo” aveva il permesso di soggiorno? Ormai, quella dei parcheggiatori abusivi immigrati è una piaga che colpisce tutta Italia.

Pesaro – Una giornata in balìa di immigrati: aggressioni, pazzi e rapine

Pesaro – L’HANNO AGGREDITA da dietro, ieri alle 15 e 45, mentre stava raggiungendo l’ascensore del suo palazzo, in via Locchi, zona Muraglia, al civico 12. La donna aggredita è una 80enne di Pesaro, cui i banditi — due, immigrati, uno alto e uno basso, secondo quanto riferito dall’anziana stessa — hanno strappato la catenina e un orologio, ambedue d’oro. E’ stata la stessa donna a dare l’allarme. I poliziotti hanno sentito la testimonianza di un signore, che potrebbe avere visto qualcosa. Gli stessi agenti hanno fermato poco dopo e trattenuto due sospetti, non si sa ancora l’esito delle indagini. Un fatto analogo è successo anche a Fano, e in questo caso la donna rapinata è stata anche ferita. Non si sa se gli autori sono o meno gli stessi.
SEMPRE per la cronaca, alcuni stranieri hanno spaccato l’auto, una Ford Fiesta, parcheggiata ieri intorno alle ore 13 al cimitero centrale e hanno rubato all’interno una valigetta contenente 7 mila euro in contanti, appartenente a un pesarese, R. D.M. Anche in questo caso, sono in corso ricerche per risalire ai responsabili. Forse l’uomo è stato pedinato, difficile che il colpo sia stato fatto a caso.
INFINE, ieri pomeriggio un altro movimentato episodio. Una persona, uno straniero, un moldavo di 20 anni, ricoverato nel reparto di Psichiatria a Muraglia, dove era stato sottoposta a Tso (ricovero coatto), è fuggito alle 16 e 40 circa dal reparto e in via Lombroso ha rubato l’auto, una Ford Fiesta grigia, di una donna che era appena scesa dal veicolo e lo aveva lasciato aperto.
A QUEL punto la donna ha dato l’allarme e i carabinieri si sono messi alla ricerca dello straniero. L’auto è stata ritrovata poco dopo: era incidentata, in un incidente che non ha coinvolto altri mezzi, in via dei Condotti, quindi poco lontano da dove era stata rubata. I carabinieri si sono quindi messi alla ricerca dell’uomo, che era fuggito a piedi. Pare fosse era andato da un parente a Fano, lì è stato rintracciato e poi è stato ricondotto in ospedale e sottoposto di nuovo alle cure.

Grosseto, rapinato in casa con cacciavite alla gola: presa banda multietnica

Grosseto, 14 aprile 2013 – È stato malmenato, immobilizzato e minacciato con un cacciavite dalla punta lunga più di 10 centimetri, mentre la sua casa veniva messa a soqquadro alla ricerca di preziosi ed oggetti di valore. E’ quanto accaduto ieri sera a Grosseto al proprietario di un appartamentoal primo piano di un condominio poco fuori dal centro cittadino. Intorno alle 22.30, alla Centrale operativa della Questura è arrivata una chiamata: una persona, in comprensibile stato di choc e molto agitato, riferiva di aver subito una rapina da ladri armati di coltelli. Sul posto, è immediatamente giunta una Volante della Polizia, mentre un’altra pattuglia si è messa subito alla caccia dei furfanti. La banda è stata individuata poco tempo dopo in una zona non lontana dall’abitazione saccheggiata. Alla vista delle forze dell’ordine, i rapinatori sono fuggiti a tutto gas a bordo di una Nissan Qashqai, mentre la Volante si è messa all’inseguimento del Suv.

Dopo essere usciti allo svincolo di Grosseto Nord ed aver imboccato l’Aurelia, i banditi si sono diretti in direzione di Follonica, braccati dai poliziotti. L’inseguimento, condotto a quasi duecento all’ora, è proseguito fino all’altezza dell’uscita per la Città del Golfo, quando la Volante ha sorpassato il Suv, tagliandogli la strada. A quel punto, la Nissan è stata costretta ad interrompere la fuga, anche perché nel frattempo era giunta in supporto degli agenti anche un’altra macchina della Polizia stradale, che ha bloccato da dietro il veicolo dei banditi. Messa alle strette, la banda è scesa dall’auto e ha provato a darsela a gambe, ma nel giro di trenta secondi è stata fermata dalle forze dell’ordine e i quattro rapinatori sono stati arrestati. Si tratta di un serbo di 21 anni, di un italiano di 55 anni, di un macedone di 30 anni e di un ragazzo di 17 anni, straniero, ma residente in Italia.

Tutti quanti hanno alle spalle numerosi precedenti per reati contro il patrimonio, anche se erano completamente sconosciuti alla Polizia di Grosseto. La vittima della banda multietnica è stata colpita in fronte da un violento pugno, quindi uno dei furfanti gli ha immobilizzato la testa, girandola verso il basso, e gli ha puntato un lungo cacciavite al collo. Il bandito ha intimato all’uomo di dirgli dove si trovasse la cassaforte, minacciando di ucciderlo. Intanto, anche gli altri due rapinatori chiedevano all’aggressore di ammazzare il proprietario dell’appartamento, poi hanno messo a soqquadro la piccola abitazione alla ricerca di oggetti di valore. La vittima ha ripetuto più volte di non possedere una cassaforte e soltanto quando hanno capito che l’uomo stava dicendo la verità i banditi sono scappati, portando via numerosi preziosi.

Al momento dell’arresto, le forze dell’ordine hanno recuperato tutta la refurtiva, nascosta all’interno del Suv ed hanno inoltre trovato quattro cacciaviti, utilizzati dalla banda per compiere il furto e per minacciare il proprietario della casa. L’uomo è dovuto ricorrere alle cure dei medici del Pronto soccorso a causa di alcune echimosi al volto e di un piccolo taglio sul collo provocato dalla pressione del cacciavite. Al momento, tre rapinatori sono stati rinchiusi nel carcere di Grosseto, in attesa della convalida dell’arresto, mentre il minorenne è stato condotto nel carcere minorile di Firenze.

http://grossetonotizie.com/grosseto-svaligiano-un-appartamento-e-aggrediscono-il-proprietario-minacciando-di-ucciderlo/

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/toscana/2013/04/13/Aggredito-cacciavite-rapinato_8548713.html

http://iltirreno.gelocal.it/grosseto/cronaca/2013/04/13/news/picchiato-e-minacciato-di-morte-in-casa-quattro-arresti-1.6874984

Immigrati sorpresi a rubare scooter tagliano dito al proprietario

Milano, 10 marzo 2013 – Cercano di rubare un motorino, arrestati per tentata rapina. Erano in quattro i minori che ieri in via Civitavecchia alle 15 sono stati sorpresi da un 20enne ad armeggiare vicino al suo scooter. Ma loro non si sono ritirati, anzi. Lo hanno aggredito ferendolo anche a un dito.

I fermati sono tre 17enni, E.M.S.A., marocchino, F.A.I.O., egiziano, e L.I., ucraino, e un 15enneromeno, B.C.
La vittima, vedendo dalla finestra della sua abitazione i quattro giovani nelle vicinanze del suo scooter, è scesa ed è stata aggredita.

Uno dei ragazzi allora ha estratto un coltello dalla scarpa e, nel tentativo di colpire l’uomo al volto, lo ha ferito a un dito della mano destra per poi fuggire con i complici. Dopo essersi fatto medicare dalla moglie, l’uomo ha avvistato nuovamente gli aggressori nelle vicinanze della sua abitazione allertando la polizia che li ha arrestati nelle vicinanze della fermata di Crescenzago.

http://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/2013/03/10/856940-scoperti-rubare-scooter-tagliano-proprietario.shtml

Casier: violenta rissa tra Romeni in un appartamento

Europa senza frontiere

Rissa in appartamento a Casier per una ragazza: 5 fermati
Calci, pugni, spintoni, mobili rotti, vetri infranti e sangue. Sabato sera, poco dopo le 22.30, è scoppiata furibonda rissa tra Romeni in un appartamento di via Vittorio Veneto a Casier.

Tanto violenta da far scappare l’oggetto del contendere, una ragazza, che è scesa in strada chiedendo aiuto..

Per mettere fine alla baronda, che si sentiva da fuori,sono intervenuti due pattuglie dei carabinieri e i medici del Suem 118.

Dalla ricostruzione fatta dai militari, la rissa sarebbe scoppiata durante una cena tra tre ragazzi e due ragazze,tutti romeni e di età compresa tra i 25 e i 30 anni. Tanto alcol e una parola di troppo avrebbero scatenato la bolgia.

Prima le grida, poco dopo le mani, i tre ragazzi se le sarebbero date di santa ragione, coinvolgendo anche le due giovani e trasformando l’appartamento in un ring.

Spaventata una delle due ragazze è scesa in strada in cerca di aiuto.

I tre immigrati sono stati medicati dai medici del Suem 118 intervenuti sul posto, ma hanno rifiutato il ricovero in ospedale. Sentiti dai carabinieri per ricostruire quanto accaduto, i tre potrebbero essere denunciati.

Scende dal bus: immigrato la aggredisce

Genova – Una volante del commissariato San Fruttuoso è intervenuta poco prima della mezzanotte in salita Costa di Sant’Eusebio.
Una donna di anni 61 ha dichiarato ai poliziotti che poco prima, appena scesa dall’autobus, è stata aggredita da tergo da un nordafricano, che dopo averla spintonata a terra, le ha strappava gli anelli dalle dita e la borsa dal braccio.

http://voxnews.info/2013/01/07/genova-rapinata-appena-scesa-dal-bus/

Violenza sessuale a Brescia: donna sfugge a due Maghrebini

Stanno creando una società caotica

BRESCIA, 3 GEN – Le hanno rubato la borsetta, l’hanno spinta con forza sulla sua auto e costretta a guidare fino al parcheggio della stazione Bosco San Giovanni di Brescia. Poi hanno tentato di violentarla. E’ successo a una 46enne questa mattina alle 6. La donna era appena scesa dalla sua vettura quando e’ stata avvicinata da due maghrebini. Dopo una colluttazione la donna e’ riuscita a divincolarsi e a scappare.
Ha chiesto aiuto a un passante che ha chiamato la polizia.

http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/lombardia/2013/01/03/Aggredita-Brescia-riesce-fuggire_8021821.html