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Alfano colpisce ancora: i 265 clandestini con la malaria liberi, direzione nord

GIOIA TAURO , 19 SET – Hanno lasciato la Calabria 265 dei 285 immigrati di varia nazionalità sbarcati ieri – quelli con la malaria ndr – a Gioia Tauro dopo essere stati intercettati nel Canale di Sicilia in acque internazionali. La gran parte degli immigrati, dopo avere ricevuto assistenza in un centro d’accoglienza a San Ferdinando, hanno abbandonato volontariamente il centro e si sono allontanati, motivando la loro decisione con la volonta’ di ricongiungersi con i loro parenti che gia’ si trovano all’estero.

http://www.notiziarioitaliano.it/index.php/263830-migranti-in-calabria-265-sono-andati-via

Insomma, al clandestino basta dire ‘vado all’estero’ e Alfano lo fa girovagare libero per il territorio nazionale. Come un Kabobo qualsiasi. Non prima di averli fatti mangiare, bere e dormire a spese del contribuente.

Marocchini tentano di dare fuoco a vigile urbano e carabiniere

ALBA ADRIATICA luglio 2013 – Extracomunitari buttano benzina addosso ad un vigile urbano e ad un carabiniere, minacciandoli con un accendino. E’ stata un’aggressione che poteva sfociare in tragedia quella avvenuta sabato pomeriggio nel comando della polizia municipale di Alba Adriatica.

La vicenda ha avuto inizio con un furgone in divieto di sosta multato dagli agenti, che hanno provveduto a chiamare anche il carro attrezzi per la rimozione. Nel frattempo è arrivato il proprietario, un marocchino che tornava dalla spiaggia con due sacchi di merce. I vigili l’hanno fermato e controllato, provvedendo a sequestrare le mercanzie. Lo straniero, molto alterato per il sequestro e la multa di circa 150 euro che avrebbe dovuto pagare, è ripartito con il furgone in maniera brusca, colpendo di striscio uno dei vigili.

Successivamente gli agenti sono tornati al comando ma poco si è presentato l’uomo insieme al fratello, chiedendo di avere indietro la merce sequestrata. I due (di 28 e 22 anni, residenti uno a Mosciano e l’altro a San Ferdinando di Puglia) avevano in mano due bottiglie di benzina. Gli agenti hanno cercato di calmarli e nel frattempo sono stati avvisati i carabinieri che sono subito intervenuti. Ai ripetuti dinieghi di restituzione delle mercanzie, i due marocchini si sono cosparsi di benzina e ne hanno gettata addosso anche a un vigile e ad uno dei carabinieri presenti. Poi hanno estratto un accendino minacciando di appiccare il fuoco. Ne è scaturito un parapiglia e gli agenti sono riusciti a fermare ed immobilizzare i due stranieri, che sono stati arrestati con l’accusa di violenza, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Uno dei carabinieri, ferito nella colluttazione, è stato trasportato in ospedale per le cure del caso ed ha avuto una prognosi di 20 giorni.

http://www.rivieraoggi.it/2013/07/14/168950/cospargono-di-benzina-i-vigili-urbani-minacciandoli-con-un-accendino/

Integrazione: banda multietnica trafficava armi e donne dell’est

Reggio Calabria, 28/01/2013 – La Squadra mobile di Reggio Calabria, a conclusione di un’inchiesta della procura di Palmi, sta eseguendo un’operazione per l’arresto, nella zona di Rosarno, di cinque persone ritenute i componenti di un’organizzazione transnazionale dedita al traffico internazionale di armi, alla tratta di donne dall’est europeo (costrette poi a prostituirsi), al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il gruppo avrebbe operato tra la Slovacchia e la Piana di Gioia Tauro. Delle cinque persone destinatarie di ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito dell’operazione denominata “Slovacchia” due sono di nazionalita’ italiana, due di nazionalita’ pakistana ed uno di nazionalita’ slovacca. Nel corso delle indagini furono arrestati nel vibonese in flagranza di reato due persone di nazionalita’ slovacca che, a bordo di un’automobile, trasportavano una pistola, completa di caricatori, cartucce e silenziatore, che doveva essere venduta sul mercato della Piana di Gioia Tauro. Nelle prime ore della mattinata odierna, a conclusione di una complessa attività d’indagine coordinata dal Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Palmi dott. Giuseppe Creazzo e dai sostituti procuratori Antonio D’Amato e Francesco Ponzetta, personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria, ha dato esecuzione all’Ordinanza di Custodia Cautelare, emessa dal Gip del Tribunale di Palmi, nei confronti di cinque persone.

A finire in manette Karol Dudek, nato in Slovacchia 42 anni, residente in Slovacchia, domiciliato a Rosarno;Giuseppe Cotroneo, nato Taurianova (Rc) 40 anni, residente a San Ferdinando (Rc); Nazar Abbass, nato in Pakistan, 54 anni, residente a Ioppolo (Vv); Ahmed Sher, nato in Pakistan, 38 anni, residente Rolo (Re);Carmelo Preiti, nato a Chicago (Usa) 41 anni, residente a Joppolo (Vv).

L’attività d’indagine, è scaturita in occasione del tentativo di omicidio perpetrato il 12 dicembre 2008, ai danni dei cittadini ivoriani Ahabib Saga e Hagi Ahmed, in località Focolì di San Ferdinando (Rc), ad opera di soggetti ritenuti vicini ad una locale consorteria mafiosa. Le investigazioni, supportate da numerose attività tecniche, si sono sviluppate in varie direzioni, portando ben presto a disvelare l’esistenza di un gruppo criminale transnazionale dedito alla perpetrazione di gravissime fattispecie delittuose, quali il traffico internazionale di armi, lo sfruttamento della prostituzione di giovani donne dei paesi dell’est europeo, nonchè il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

L’indagine condotta dalla Squadra Mobile reggina, ha permesso di accertare le responsabilità di Karol Dudek e Giuseppe Cotroneo in ordine ai reati di introduzione illegale nel territorio dello Stato italiano di armi comuni da fuoco, in genere armi corte, e parti di esse, importandole dalla Slovacchia, nonché di detenzione e porto illegale di esse in luogo pubblico. Nello specifico, nell’arco di tempo compreso tra il 2010 ed il mese di aprile 2012, su richiesta di COTRONEO, DUDEK Karol ordinava dall’Italia armi da fuoco ad alcuni suoi connazionali, in corso d’identificazione, che provvedevano ad introdurle dalla Slovacchia, tramite appositi corrieri, nel territorio dello Stato italiano e più precisamente nella piana di Gioia Tauro. Infatti, in data 2 dicembre 2010, nei pressi dello svincolo autostradale di Vibo Valentia, sono stati tratti in arresto, in flagranza di reato, gli slovacchi Brenka Farantisek e Robert Kantor per detenzione e porto di una pistola semiautomatica marca Walther, calibro 9 x 19, completa di caricatore rifornito con 5 cartucce, nonché di un silenziatore, occultati in un cassettino ricavato sotto il sedile anteriore, lato passeggero, dell’auto sulla quale viaggiavano. L’attività investigativa, ha permesso, altresì, di accertare la responsabilità di Dudek e di Preitti in ordine ai reati di sfruttamento della prostituzione di numerose giovani donne reclutate in Slovacchia, nei paesi di Rosarno, San Ferdinando e zone limitrofe, nonché all’interno di un albergo di proprietà del PREITI, ubicato in Joppolo (VV). La corposa attività tecnica dispiegata per far luce sulla vicenda [corroborata dagli esiti delle attività effettuate a riscontro nel territorio di Rosarno e in altre zone limitrofe della piana di Gioia Tauro, a decorrere dal dicembre 2010], ha permesso di accertare anche la partecipazione di Abbas e di Sher, e di altri soggetti italiani e pakistani in corso d’identificazione, ad un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti previsti dal D. Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 e successive modifiche, vigente in materia di contrasto al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, con ruoli e compiti ben documentati.

In particolare, Abbas, con il ruolo di promotore e organizzatore del sodalizio, provvedeva, con la collaborazione di Sher e dei propri familiari dimoranti in Pakistan, a reclutare i connazionali aspiranti ad entrare in territorio italiano in cambio della erogazione di consistenti somme di denaro. I destinatari della misura della custodia cautelare in carcere, sono stati associati nelle case circondariali insistenti nelle province ove sono stati tratti in arresto, grazie alla collaborazione degli omologhi Uffici Investigativi di Reggio Emilia, Vibo Valentia e Cosenza. Dudek, all’atto dell’esecuzione, non è stato rintracciato nel domicilio conosciuto in Italia per cui sono state attivate le sue ricerche in campo internazionale, mentre Preiti è stato posto agli arresti domiciliari.

http://www.cn24.tv/news/62627/operazione-slovacchia-rosarno-arresto-traffico-internazionale-di-armi-e-tratta-di-donne.html