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La refurtiva? Nel campo nomadi

Verona, gioielli e pietre preziose: colpo da 60mila euro. ‘Nomadi’ arrestati

Sono entrati in azione mercoledì pomeriggio, verso le 14. Andavano a colpo sicuro, i carabinieri: sapevano dei suoi spostamenti e dei legami che aveva con i nomadi ‘veronesi’. In manette è finito Emanuele Hudorovic, pregiudicato 34enne. Lui sarebbe il responsabile del furto da 60mila euro compiuto ai danni di un rappresentante orafo di Ragusa. L’episodio risale al 4 maggio scorso, a Levico Terme. Il 34enne, assieme ad un complice, tuttora ricercato avrebbero razziato gioielli, soprattutto monili in oro, e pietre preziose come rubino, zaffiri, acquamarina, tormalina.

In particolare, i due furfanti, dopo aver studiato nei minimi dettagli i movimenti della vittima seguendola per un lungo tratto di strada, avevano approfittato di un attimo di disattenzione del rappresentante che si era allontanato per pochi metri dall’auto parcheggiata nella quale erano contenuti i preziosi. Così, dopo aver infranto un finestrino, si erano appropriati della borsa e di altri effetti personali. Sul caso hanno investigato i carabinieri di Levico e di Trento. I colleghi di Verona sono poi intervenuti a supporto, quando il cerchio si è stretto attorno ai due colpevoli. Le indagini hanno consentito di focalizzare l’attenzione su alcuni pregiudicati, “nomadi stanziali” residenti nelle zone di Verona, al campo nomadi di Forte Azzano su strada La Rizza, e Brescia. Il passo successivo è stata la richiesta per ottenere il mandato di cattura del 34enne, finito in carcere con l’accusa di furto aggravato, e del complice latitante. Le indagini proseguono.

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Ora abbiamo anche i ‘nomadi stanziali’: Orwell è qui, ora.

Licenza d’uccidere: sgozzi un’italiana e sei immigrato? Sconti metà della pena

Milano, 3 giugno 2013 – E’ stato condannato a 16 anni di reclusione Morad Madloum, giovane marocchino accusato di aver ucciso con 16 coltellate la sua compagna Alessia Simonetta, di 25 anni, il 14 settembre 2012. Lo ha deciso il gup di Milano, Fabio Antezza, nel processo con rito abbreviato. Il pm Giordano Baggio aveva chiesto 30 anni di carcere contestando l’aggravante della crudeltà. Aggravante che, invece, è stata esclusa dal giudice, come aveva chiesto il difensore, l’avvocato Amedeo Rizza. La donna era stata uccisa con una decina di coltellate. L’assassino ha infierito sulla testa, sulla gola e sull’addome. Nella stanza accanto a quello in cui è stato ritrovato il cadavere c’era un bambino di un anno e mezzo che dormiva. Poi il gesto estremo di Morad che era lanciato dalla finestra: ma era sopravvissuto. Oggi la condanna in primo grado.

 

Lei comprende la rabbia degli immigrati.

Lei comprende la rabbia degli immigrati.

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La vita di una donna, per quanto causa ella stessa del suo male, vale solo “16 anni” ? Questa non è civiltà, questo è il collasso della civiltà. Esiste in Italia un’emergenza: la magistratura. Che è ormai una escrescenza tumorale.

Per dare una certa nozione delle priorità della procura e del tribunale di Milano, Fabio Antezza è lo stesso magistrato che, quando era Gip,  ingabbiò Lele Mora. Ora, a noi Mora non piace, non ci piace tutto quello che rappresenta, ma le proporzioni…