Tag: Risse

Mazze e bastoni, scontri etnici in stazione tra immigrati: panico tra i pendolari

Saronno – Attimi di paura nella serata di martedì 18 inpiazza Cadorna, di fronte alla stazione Saronno centro: gli ultimi pendolari della giornata e alcuni dei residenti hanno assistito a un’improvvisa rissa scoppiata tra un gruppo di sette – otto immigrati, che avrebbero d’un tratto iniziato a rincorrersi, anche brandendo mazze e bastoni. “Erano circa le 23.15, io avevo appuntamento nella zona della stazione con un amico – racconta un testimone dell’accaduto – In quel momento non c’era molta gente quando, improvvisamente, abbiamo visto spuntare dalla zona vicina al sottopassaggio di via Primo Maggio un gruppo di stranieri che si inseguivano tra di loro. L’inseguimento è proseguito verso piazza San Francesco e corso Italia, ma a quel punto abbiamo deciso di togliere le tende per evitare di andarci di mezzo”. “Sarebbe necessario – aggiunge un altro testimone – contare su una maggior presenza delle forze dell’ordine, almeno nelle ore serali e notturne”. Risse, pestaggi e rapine sono purtroppo all’ordine del giorno in zona stazione. 

Amnistia: con martello spacca la mano ad agente

Ennesimo caso di violenza nel carcere di San Giorgio. La denuncia viene dal Sappe, sindacato di polizia penitenziaria. “Un detenuto marocchino – racconta il segretario generale Donato Capece – ristretto nella fatidica Terza Sezione del carcere di Lucca ha tirato, per futili motivi, uno sgabello al poliziotto in servizio nel Reparto che è stato molto abile nello schivare il pesante oggetto. Poco dopo, lo stesso detenuto ha ingerito delle pile e, dopo essere stato accompagnato in infermeria ma aver rifiutato il ricovero nell’ospedale, mentre faceva rientro in cella costeggiando il muro del giardino, ha prelevato il coperchio di cemento di un tombino e si è scagliato contro i poliziotti. Uno di coloro, colpito con violenza, ha avuto dall’Ospedale una prognosi di 21 giorni per frattura del metacarpo e per almeno 40 giorni dovrà tenere il gesso. A lui e all’altro collega va tutta la nostra solidarietà. Ma certo si tratta dell’ennesima situazione incredibile e inaccettabile: e il fatto che ha visto protagonista, ancora una volta, uno straniero ci induce a tornare a sollecitare il Governo e il Ministro della Giustizia Cancellieri ad attivarsi davvero perché i detenuti stranieri scontino la pena a casa loro. Una cosa è certa: la Polizia Penitenziaria non è carne da macello e non tollererà altre violenze”.

Capece annuncia che nei prossimi giorni sarà al carcere di Lucca, nel quale nelle ultime settimane diversi sono stati gli eventi critici: atti di autolesionismo, risse, colluttazioni e tentati suicidi. “Eppure – afferma – nonostante tutto questo, l’amministrazione penitenziaria brilla per l’assenza di provvedimenti su Lucca, da almeno dieci anni. ” Non è più possibile tollerare violenze come quelle di ieri sera contro i poliziotti del carcere di Lucca. Le autorità nazionali e regionali penitenziarie si sveglino dal colpevole torpore in cui da almeno un decennio si trovano ed assicurino garanzie e tutele alla Polizia penitenziaria, che nella prima linea delle sezioni detentive combattono e rischiano la vita ogni giorno. Altro che segni di ripresa: Lucca è un carcere ad alta tensione, con violenze e problemi ogni giorno”.

http://www.lagazzettadilucca.it/cronaca/2013/09/detenuto-aggredisce-un-agente-e-gli-frattura-la-mano/

Sommossa a Pozzallo: violenti scontri tra immigrati e fughe di massa

Ragusa 08 settembre 2013 – Ammonterebbero a circa un centinaio i clandestini riusciti a fuggire dal Centro di prima accoglienza di Pozzallo in provincia di Ragusa dopo una sommossa che ha coinvolto altri ospiti mantenuti nella struttura a spese dei cittadini italiani. La situazione è degenerata dopo l’arrivo degli ultimi 208 immigrati ieri pomeriggio, che avevano fatto salire il numero di presenza nel Centro a quasi 500, contro una capienza massima di circa 130 posti.

Prima piccole liti tra uomini di etnie e religioni diverse, poi vere e proprie risse che avrebbero permesso a più di cento di loro di darsi alla fuga. Solo una piccola parte di loro è stata poi rintracciata, mentre per gli altri il sospetto è che si siano divisi in gruppi per fuggire verso le loro mete definitive al Nord Italia e fuori i confini nazionali.

http://ragusa.blogsicilia.it/sommossa-di-migranti-a-pozzallo-un-centinaio-fuggiti-dal-centro/207900/

Sono vere e proprie truppe di occupazione.

Maxi rissa tra extracomunitari a Favara, quattro feriti: indagano i … – Agrigento Notizie


Agrigento Notizie

Maxi rissa tra extracomunitari a Favara, quattro feriti: indagano i
Agrigento Notizie
Annuncio promozionale. Quattro extracomunitari sono stati trasportati all'ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, mentre i carabinieri della Tenenza di Favara hanno fermato alcune persone che, secondo gli investigatori, avrebbero preso parte alla rissa.
Favara, rissa con bottiglie e bastoni tra extracomunitari: 4 feriti Canicatti Web Notizie
Favara, risse con bastoni e bottiglie fra extracomunitari: quattro feritiAgrigentoWeb.it

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Trans stranieri picchiano gay: è ‘omofobia’?

LIMENA. Sono dovuti intervenire gli agenti, al Club Officina, affiliato Arcigay e già protagonista del degrado nottirno, in via Volta a Limena. Intorno alle 5 di ieri il responsabile del locale, il 45enne sandonatese Angelo Farnia, ha chiamato il 112 perché quattro trans ubriachi volevano entrare: al sabato notte c’è l’afterhours, che inizia alle 3 e mezza e si conclude alle 8 di mattina. Il gestore si è rifiutato di farli passare, il che avrebbe fatto andare in escandescenze i trans: due di loro, entrati comunque, avrebbero iniziato a prendersela con l’arredamento: sono volate bottiglie, posaceneri, addirittura scarpe, senza contare pugni, calci, spintoni. Un putiferio.

«Preferisco non commentare», ha confidato Farnia agli amici, «ma è stato un momento difficile, davvero una brutta esperienza». Difatti, non sapendo più come gestire la situazione, Farnia ha chiamato i carabinieri. Al loro arrivo, i militari hanno calmato gli animi e identificato i trans, invitandoli ad allontanarsi e a continuare la nottata altrove. Era da un po’ che il Club Officina non faceva parlare di sé per episodi “originali”: 4 anni fa un giovane uscì nudo e ubriaco in mezzo alla strada, dopo un «naked party» senza vestiti. Dopo aver insultato i carabinieri che tentavano di bloccarlo, finì in ospedale a smaltire la sbornia.

È rientrato a casa all’alba, comunque, Angelo Farnia. Lui stesso è rimasto vittima dello scontro violento: lesioni fortunatamente non molto gravi, ma che lasciano il segno e lo hanno indotto a chiudersi in se stesso per qualche ora quando ha riaperto gli occhi dopo aver cercato di riposare.

Una notte che non dimenticherà facilmente: ha dovuto anche farsi medicare a Padova, comunque sta bene. Farnia lavora da tempo nel Padovano, dove ha già gestito diversi locali. A San Donà, dove abita, è abbastanza conosciuto, come una persona mite e rispettabile, molto riservato. Il 45 anni, residente nella zona di Mussetta, torna a San Donà solo dopo il lavoro, che lo impegna fino alle ore piccole.

 

Vasto: l’alleanza criminale rom-n’drangheta-immigrati:

La sicurezza nella città è compromessa. Da anni la criminalità organizzata opera su tutto il territorio vastese tramite rom, tossicodipendenti e immigrati. Le organizzazioni criminali non fanno più vittime ma usano persone in difficoltà, tra cui imprenditori con problemi di liquidità, per utilizzarli a loro piacimento. Tutti sanno ma pochi parlano. 

«Siamo in balia della criminalità. Il Procuratore della Repubblica Francesco Prete ha segnalato la grave situazione della nostra cittadina in punto di criminalità. Questa amministrazione si è pavoneggiata, in più occasioni, di aver messo mano all’idea di installare un impianto di videosorveglianza al fine di tenere sotto controllo i ricorrenti episodi di delinquenza e di teppismo che stanno rendendo sempre meno vivibile questa nostra bellissima città. Ad oggi, però, non è stato fatto nulla nemmeno in questo vitale settore. E dopo incendi, rapine, scippi, risse alla marina con gravi feriti, furti in appartamenti, questa notte una bomba carta ha fatto saltare la porta di ingresso di una pescheria ubicata nel pieno centro storico. Siamo in balia della criminalità, siamo totalmente indifesi e affidati nelle mani di un’amministrazione comunale totalmente inerte, inadempiente, incompetente e inadeguata a risolvere i problemi primari della nostra città». Queste parole furono pronunciate il 26 febbraio 2012, in una conferenza stampa, da Giuseppe La Rana, coordinatore di Futuro e libertà a Vasto. E proprio il 28 dicembre dello scorso anno, il procuratore capo della Repubblica di Vasto, Francesco Prete, riservò parole dure per il sindaco Luciano Lapenna:«Lo Stato è debole a reimpiegare i beni sequestrati alla malavita e, anche a Vasto, troviamo difficoltà a riutilizzare, a fini sociali, una casa sottratta alla criminalità». Prete diede numeri ben precisi: dei 43 miliardi di euro confiscati alle mafie dalla magistratura solo 3 miliardi sono stati confiscati in via definitiva. Il procuratore definisce lo Stato inefficace puntando il dito sulla politica. «La stessa situazione la ritroviamo qui a Vasto» aggiunse Prete. In effetti ci chiediamo come mai il Comune non abbia proceduto subito all’assegnazione di una villa, sequestrata da Carabinieri e Guardia di Finanza perché utilizzata da un rom per spaccio di droga, per adibirla a una casa famiglia come deciso. A ‘Vasto notizie’ il procuratore ha fornito dati allarmanti: «Nel 2012 si sono verificati quattro omicidi, tre dei quali legati alla droga, mentre in ascesa sono le violenze tra le mura domestiche. La percezione d’insicurezza – ha aggiunto – è legata poi ai reati contro il patrimonio, con 2500 denunce per furto, il 90 per cento a carico di ignoti, 450 in appartamento e gli scippi».

Tra gli omicidi ci fu quella di Michela Strever, un’anziana donna 73enne di Vasto. La donna fu trovata morta con le mani legate, un fazzoletto in bocca e con segni di percosse. 

Altri due omicidi eclatanti, sempre del 2012, furono quelli compiuti da Marco Del Vecchio che il 22 novembre avrebbe ucciso padre e madre per problemi di tossicodipendenza. Il 38enne riceveva 50 euro settimanali dai genitori.

Omicidi che apparirebbero con un unico filo conduttore: quello dei soldi. Da un lato un tossicodipendente con, probabilmente, esigenze di denaro per comprarsi le dosi quotidiane e, dall’altra, il cadavere di una donna anziana imbavagliata in pieno stile mafioso. 

«Non facciamo finta di niente e smettiamola di dire che le cose accadono perché si è squilibrati di mente. La verità è che questo territorio è oramai contaminato dai traffici di droga e questi traffici portano la morte diretta o indiretta. La morte diretta è quella provocata dalle dosi tagliati male di eroina, ma è di quella indiretta che dobbiamo avere paura perché essa ha portato Vasto ed il suo territorio alla ribalta delle cronache nazionali». Le parole sono di Riccardo Alinovi Portavoce dell’associazione Codici di Vasto. 

Un nostro infiltrato ci racconta cosa accade a Vasto

«La droga a Vasto la gestisce la ‘ndrangheta» ci riferisce un nostro collaboratore. L’organizzazione criminale rifornisce i rom di stupefacenti che a loro volta si occupano di spacciarla, non solo a Vasto, ma anche in altre zone. I rom hanno una vasta capillarità sul territorio e riescono ad arrivare dappertutto e coprire ogni quartiere d’Abruzzo. Lo snodo vastese rappresenta, per la ‘ndrangheta, uno snodo importantissimo. I rom soggiogano persone incensurate per il riciclaggio di denaro, per aprire attività e nascondere stupefacenti. Ovviamente i militari senza elementi validi non possono perquisire o entrare in case di incensurati. «Questi ti mettono sotto con l’usura ma non ti uccidono. Ti mantengono in vita e sei costretto a fargli questi favori» prosegue il nostro testimone. «Ti costringono a nascondergli la droga, a fargli da corriere, a spacciare. Tra l’altro, con la popolazione c’è una complicità allucinante che non mi sarei mai aspettato». L’uomo che concentrerebbe tutto questo potere sarebbe Michele Pasqualone, già coinvolto nelle maxi inchieste Histonium e Histonium del 2007/2008 in cui i Carabinieri hanno sgominato una presunta associazione a delinquere che aveva il suo vertice in città ed era ramificata in diverse aree d’Italia.

Il nostro testimone prosegue il racconto:«Se io ho rapporti con i Bevilacqua, e dico che gli faccio arrivare la droga poi gli propongo anche le percentuali della spartizione dei proventi. Il giro della droga a Vasto è di 30mila euro al giorno. Considera che uno che si fa di eroina deve assumere 5/6 mg di sostanza al giorno ma non può assumerli con un’unica dose…quindi deve farsi più dosi al giorno per un totale di 2 o 3 dosi». I tipi di eroina sono 2: tipo I (tagliata con la caffeina) e tipo II( tagliata con caffeina e stricnina). «Il tossico si ritrova, quindi, a farsi di una dose con una percentuale bassissima di eroina. Ciò comporta, per il tossico, da una parte a farsi di più dosi per arrivare alla percentuale di eroina che il corpo gli richiede, dall’altra a dover spendere di più per la droga». Nella retata effettuata dalla Polizia qualche giorno fa, sono stati sequestrati 18 grammi di eroina tagliata con marmo e chiamata ‘cobret’. «Il cobret lo vendono a 15 euro a dose. Ogni tossico spende minimo 50euro al giorno che, per procacciarsi le dosi, devono sfasciare, rubare ed eseguire ordini di chi li rifornisce. I nomadi, da un lato la spacciano dall’altro assoldano i rumeni. I rom reclutano la manovalanza nelle sale giochi di Vasto dove ci sono persone ‘inguaiate’ senza soldi e gli prestano denaro. A quel punto chi gioca perde tutto e non può mai restituire soldi diventando servo di chi gli ha prestato i soldi. In tutto questo giro ci sono politici che prendono voti da questa gente e persone delle forze dell’ordine invischiate. I rom per ogni voto si fanno dare 50 euro. Qui arriveremo ad una situazione come Casal di Principe».

http://www.zonedombratv.it/news/1071-vasto-la-ndrangheta-opera-per-mezzo-dei-rom-il-racconto-di-un-infiltrato

Spacciatore in manette dopo una violenta rissa – Nuova Venezia

Spacciatore in manette dopo una violenta rissa
Nuova Venezia
Ma ci vogliono messaggi forti, foto e immagini di come riduce l'alcol o la droga, o cosa accade a chi viene coinvolto in risse e pestaggi». Giovanni Cagnassi. ©RIPRODUZIONE RISERVATA. 19 agosto 2013. PERSONE: i nomi degli ultimi tre giorni. LUOGHI: la 

“Siamo immigrati, il conto non lo paghiamo”: tunisini scatenano mega rissa

Arezzo, 15 agosto 2013 – Pur di non pagare si è mangiato perfino lo scontrino. Ma non è bastato ad evitare una rissa stile western che per l’ennesima volta ha acceso i riflettori sulla sicurezza ai Giardini del Porcinai, a ridosso della Stazione, lungo via Spinello, uno degli snodi critici della sicurezza nel centro. L’altra seria è scattato il parapiglia, a ridosso dei Bastioni, tra il chiosco dietro il Martini Point e la friggitoria. Clienti tunisini vogliono andare via senza pagare, uno per non farlo si mangia  lo scontrino. Volano parole grosse, i gestori del locale si preoccupano, la situazione degenera, volano botte tra i due tunisini e un avventore non abituale e non identificato del bar. Botte a sangue, anche a colpi di stampelle che appartenevano a uno dei due. La scena prosegue in Questura. Schiamazzi, urla, risse e ambulanze; il concerto tradizionale riservato in primis ai residenti della zona e poi ai tranquilli passanti, che qui di sera circolano volentieri.

http://www.lanazione.it/arezzo/cronaca/2013/08/15/934743-maxi_rissa_stampellate.shtml

Rissa a Marghera, i carabinieri intensificano i controlli su sinti e … – Nuova Venezia

Rissa a Marghera, i carabinieri intensificano i controlli su sinti e
Nuova Venezia
L'obiettivo è sventare ulteriori risse, magari determinate da vendette o altre scaramucce tra etnie. È per questo che i carabinieri hanno intensificato i controlli sulle comunità coinvolte nella rissa di via Stefani a Marghera, un «fattaccio»che ha

S.Giorgio, rissa tra detenuti Capece: "Si rischia il collasso" – La Nazione


La Nazione

S.Giorgio, rissa tra detenuti Capece: "Si rischia il collasso"
La Nazione
LUCCA 07 agosto 2013 – Clima sempre teso nel carcere di Lucca. "Ieri mattina, in pochi minuti, sono scoppiate due risse tra detenuti nella I e nella III Sezione del carcere di Lucca. Le risse, che hanno visto coinvolti tutti detenuti nordafricani

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