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Alunno immigrato massacra maestra a calci e pugni

Di fronte a un rimprovero reagisce in maniera sconsiderata. Aggredisce la professoressa e la colpisce con calci e pugni.

Il grave episodio si è verificato ieri mattina in un’aula di una scuola media della provincia di Udine. Protagonista un ragazzino di origini straniere che frequenta l’istituto.

La scena si è verificata sotto gli occhi sgomenti dei compagni di classe, che si sono radunati intorno alla professoressa, mentre lei cercava di proteggersi dalla furia del ragazzo. Di fronte alla reazione inattesa ha cercato solo di proteggersi. Le braccia a coprire il volto.

Quando il ragazzo si è placato ed è riuscita a sottrarsi alla violenza, la docente ha immediatamente avvisato dell’accaduto i colleghi e il personale della scuola. La dirigenza ha quindi attivato le procedure del caso, segnalando i fatti a chi di dovere. Il tutto mentre l’insegnante è stata costretta ad allontanarsi dalla scuola e a recarsi in pronto soccorso, dove i sanitari le hanno riscontrato ecchimosi agli arti, superiori e inferiori, con qualche giorno di prognosi.

Il ragazzino rischia ora una sospensione e la segnalazione alla Procura.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/ragazzino_aggredisce_prof_calci_pugni/notizie/1316255.shtml

Rischia? Le nostre scuole si stanno lentamente e nemmeno troppo, assimilando a quelle pubbliche americane e francesi.

Pesta la moglie italiana tutti i giorni: per ‘educarla’

La Polizia di Stato ha arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Latina, dott. Guido MARCELLI, su richiesta del Sostituto Procuratore, dottoressa Simona GENTILE, ADEF Ben Asser, cittadino tunisino di 26 anni.

A carico dell’uomo sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di maltrattamenti in famiglia in danno della compagna, cittadina italiana residente a Latina.

La vittima delle angherie del predetto soggetto extracomunitario ha denunciato alla Polizia di Stato i maltrattamenti inflitti dal suo convivente. In particolare, minacce e percosse quotidiane, sfociate in aggressioni con conseguenti traumi al volto ed in altre parti del copro. In altre occasioni, la donna si è vista altresì minacciata di morte con un coltello. In più d’una occasione è stata costretta a ricorrere alle cure di una sua amica, medico, trovando altresì rifugio presso l’abitazione di quest’ultime di altre conoscenti.

Quest’ultime, sentite in qualità di persone informate sui fatti dagli investigatori della Squadra Mobile, hanno confermato quanto rappresentato dalla vittima in sede di denuncia presso la Questura di Latina.

Dalle indagini è scaturito che i maltrattamenti sono iniziati fin dal mese di ottobre 2014 fino a raggiungere l’apice il decorso 10 marzo, allorchè la donna ha trovato la forza di recarsi presso la Squadra Mobile della Questura di Latina e denunciare il convivente che è stato arrestato ed è attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Latina.

http://questure.poliziadistato.it/Latina/articolo-6-246-80181-1.htm

Araldo Polizia di Stato scritta nera

Ritrovata ‘briciola’, era stata rapita dai ‘nomadi’: denunciati per ‘furto’

briciola

Non si deve parlare di furto, ma di vero e proprio “rapimento”, visto il grande affetto che E.Z., ragazza 35enne di Schio nutre per la sua “Briciola”, una cagnolina di 4 mesi di razza Yorkshire Terrier.

I fatti risalgono all’11 marzo scorso, quando E.Z., per recarsi al vicino supermercato, aveva parcheggiato la propria auto in via Lazio, a Schio, lasciando in auto la sua cagnolina. Al suo ritorno, avvenuto pochi minuti più tardi, constatava che la serratura anteriore lato destro era stata forzata e che Briciola era stata portata via.

Dopo tante ricerche, ieri pomeriggio E.Z. constatava che presso alcune roulotte di nomadi appena accampati in zona industriale di Schio era presente un cane. Anche se distante, il cuore le diceva che era Briciola e così ha chiamato la polizia locale, spiegando i fatti. In pochi minuti giungevano presso le roulotte due pattuglie, che chiedevano informazioni al capo famiglia. Il capo famiglia nomade negava la presenza di qualsiasi cane, non convincendo però gli agenti che procedevano al controllo.

Attirati dall’abbaiare proveniente da una roulotte, gli agenti hanno chiesto che venisse aperta ed all’interno veniva rinvenuta una cagnolina di razza Yorkshire Terrier, tenuta da una nomade minorenne. Il successivo controllo del microchip permetteva di accertare che era proprio “Briciola”. La cagnetta è tornata tra le braccia della proprietaria mentre i nomadi sono stati denunciati per furto.

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Ci vuole una legge che differenzi il ‘furto’ dalla sottrazione di animali. Non è possibile assimilare un cagnolino ad un’auto.

“Sei troppo occidentale”: la pesta, violenta e le rapisce il figlio

Violenta, pesta e perseguita l’ex moglie diventata “occidentale” e “rapisce” il figlio

E’ la mattina del 27 gennaio quando la Squadra Mobile bussa alla sua porta. In mano gli agenti hanno il provvedimento restrittivo emesso dal Gip di Perugia Giangamboni per il 46enne marocchino che da anni perseguita l’ex moglie, in tutti modi immaginabili, perché è diventata “occidentale”. D’ora in poi l’uomo dovrà restare a più di 300 metri dalla donna e dal figlio di sei anni e non potrà in alcun modo comunicare con loro. Sarà seguito a vista dalla Polizia e al primo sgarro ci sono le sbarre di Capanne ad attenderlo.

La storia, più nel dettaglio, è quella di un inferno. Un inferno in cui la 30enne si è trovata a lottare per sé e per il proprio figlio. La verità di questa sconcertante storia viene resa nota, per la prima volta, soltanto nel 2012, quando una giovane donna marocchina di poco più di 30 anni, sposata e madre di un bimbo di 6 anni (allora 4 anni), si rivolge alle forze dell’ordine per sporgere querela contro l’ex marito.
Il racconto della donna è un fiume in piena, un romanzo di episodi di violenza, prevaricazione, minacce, umiliazioni subite e terrore, che l’hanno costretta a chiedere il divorzio.

Secondo la ricostruzione fatta dalla donna, il marito, H.B., quarantaseienne marocchino, si è rivelato violento fin dai primi giorni di matrimonio: un’avventura coniugale fatta di sevizie, continue lesioni e violenze sessuali.
Dopo la decisione, presa con coraggio e determinazione, di procedere contro il marito e di mettere fine alla violenza, i problemi si moltiplicano: il marito, non solo cerca in tutti i modi di opporsi alla separazione ed al divorzio dalla moglie, ma continua a minacciarla, a percuoterla, a violentarla.
L’uomo, non solo non vuole perdere la donna che dice di amare, non solo non sopporta l’idea che la stessa un giorno possa legarsi ad un altro uomo: la sua più grande paura è che l’ex moglie diventi una donna “occidentale”.

Dopo il divorzio, la paura aumenta: l’uomo la segue, la pedina con continui appostamenti, ad ogni utile occasione la insulta in pubblico, la diffama davanti a conoscenti ed al telefono con i familiari della donna in Marocco, le invia centinaia di sms alternando insulti, minacce ed espressioni di profondo odio e rancore a “ti amo” e “mi manchi”, oltre a proposte oscene.

Con chiunque parla della ex moglie come di una poco di buono, in quanto divenuta ormai donna “occidentale” e quindi emancipata, e medita e promette vendetta.
Lo scorso aprile 2014, la giovane mamma dimostra ancora più coraggio: per porre ulteriormente fine a questa tragedia, mette il figlioletto al sicuro affidandolo temporaneamente ai suoi familiari in Marocco, e si rivolge ad un centro antiviolenza che le offre protezione ed ospitalità; inoltre, denuncia nuovamente il suo persecutore. Ma l’uomo non si perde d’animo e l’odio lo porta a farsi sentire ancora: approfitta dell’allontanamento del figlio, minacciando la moglie sul bene più prezioso per lei. In sostanza, le promette che, qualora non avesse ritirato le sue querele contro di lui, egli non avrebbe mai acconsentito a dare il suo consenso al rientro in Italia del bambino.

A questo punto, lo scorso giugno si è presentata in Questura per rimettere la querela contro l’ex marito. Ha scelto di rivedere il figlio, accettando in cambio di continuare a subire. Nel frattempo, ovviamente, gli insulti, le minacce e le violenze non sono mai finite.

Il “mostro”, ad un certo punto, la segue dappertutto. Persino a Roma, al Lago Trasimeno e dovunque lei decida di recarsi per sentirsi più al sicuro. Una sera, di rientro da Roma, la attende alla Stazione, ovviamente per insultarla ed intimorirla, e per aumentare il suo stato di angoscia le mostra un servizio fotografico dettagliato con il quale l’uomo ha documentato tutta la giornata “fuori porta” della ex moglie, che ormai vive da “occidentale”.

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Ora, la manteniamo noi.

Sequestrano merce falsa: abusivi pestano vigilesse

VIAREGGIO – Attimi di tensione in Passeggiata a Viareggio. Due le vigilesse aggredite da 4 venditori abusivi, durante un blitz contro il commercio abusivo, e finite al Pronto Soccorso del “Versilia. La Polizia Municipale era intervenuta per sequestrare la merce contraffatta, e ne è nata una colluttazione. I venditori, lasciata la merce a terra, dopo aver malmenato le due agenti se la sono data a gambe levate.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione Giovanni Donzelli ha telefonato al comandante della polizia municipale di viareggio Vasco Comaschi, per esprimere a lui e alle vigilesse coinvolte la solidarietà per l’episodio di violenza accaduto ieri, in cui le due agenti sono state aggredite da due venditori ambulanti. “Mi auguro che i responsabili vengano prontamente individuati e puniti – commenta Donzelli – purtroppo si tratta dell’ennesimo fatto del genere. Un agente della municipale di Viareggio è ancora in convalescenza dopo le fratture alle costole subite in una circostanza analoga avvenuta recentemente. Chi va a tutelare l’ordine pubblico – aggiunge Donzelli – deve disporre di mezzi e strumenti adeguati per garantire la sicurezza e poterli utilizzare senza essere accusato ingiustamente come accadde la scorsa estate, quando i ‘buonisti’ si scagliarono contro gli uomini della Guardia costiera che fecero uso dei manganelli per sfollare i venditori abusivi sulla spiaggia”.

“Non e’ tollerabile in alcun modo – commenta Massimiliano Baldini – che si verifichino episodi come quello che è accaduto ieri in Passeggiata e dove due Vigilesse sono state aggredite da extracomunitari che volevano impedire il sequestro di merce contraffatta e continuare indisturbati la loro attività di commercio abusivo. Non a caso, da anni e non certo da oggi, il Movimento dei Cittadini per Viareggio e Torre del Lago Puccini insiste affinché i pattugliamenti per strada in città siano costanti e frequenti, tesi a scoraggiare quotidianamente simili forme di illegalità, mantenendo ed esercitando un forte controllo del territorio ed utilizzando il notevole numero di Vigili Urbani da sempre a disposizione, a cominciare dai “maschietti” ai quali suggeriamo, visto il tipo di professione, di recarsi spesso in palestra per mantenere un fisico consono al ruolo. Infatti, come abbiamo ripetuto piu’ volte, le minute vigilesse che spesso vediamo in servizio in luoghi pericolosi e ormai sotto controllo di gruppi di extracomunitari dediti ad attività illegale non ci sembrano davvero le piu’ adatte ad incutere quel rispetto dell’ordine e della legalità delle quali – qui le pari opportunità non c’entrano davvero – il cittadino ha bisogno anche e sopratutto per strada e non solo negli uffici dove si reca a pagare le contravvenzioni. A meno che – e lo auspichiamo davvero – anche le donne non siano preparate a dovere attraverso una selezione adeguata e l’insegnamento di discipline di auto-difesa professionale. Anche sotto questo profilo non vi e’ dubbio che, stante l’invasione di stranieri senza lavoro e fissa dimora che ha subito anche Viareggio (si pensi alla Stazione dove pare di essere a Islamabad o la Piazza D’Azeglio e la Passeggiata dove l’orizzonte è quello di Dakar e di Marrakech), il nostro Corpo di Polizia Municipale debba attrezzarsi, a cominciare da allenamenti fisici specifici per tenersi in forma ed evitare che la Divisa sia, in situazioni simili, facile oggetto di oltraggio da parte di chi delinque”.

http://www.tgregione.it/cronaca-versilia/blitz-in-passeggiata-i-venditori-abusivi-reagiscono-e-picchiano-due-vigilesse/

Boss albanese stupra ragazza

E’ stato arrestato per stupro il 46 enne di origini albanesi albanese, conosciuto come il boss di Fonte Nuova, comune della provincia di Roma, disposto lungo via Nomentana. L’arresto è avvenuto per mano della Polizia.

Locale in via Nomentana – La denuncia della donna si riferisce a un fatto avvenuto il 27 novembre scorso, quando con l’uomo ha trascorso la serata in un locale di via Nomentana. Decisa a rincasare, l’uomo ha chiesto un passaggio alla vittima, adducendo come scusa un passaggio, in quanto la macchina di questi era parcheggiata proprio vicino casa di lei.

Scorciatoia – Con la scusa di farle prendere una scorciatoia, l’uomo ha fatto imboccare alla donna una strada isolata e con la forza l’ha costretta a denudarsi una volta fermata l’auto.

Tentativo di fuga – La ragazza ha provato a scappare, ma l’uomo, l’ha presa per i capelli e bloccata, riportandola all’interno della vettura con la forza. A questo punto la donna è stata costretta a sottostare alle sue richieste. Violentata più volte, dopo aver abusato della donna più volte, l’uomo si è messo alla guida dell’auto e l’ha riaccompagnata a casa.

In ospedale – Lo shock e la paura di un’eventuale vendetta, ha messo in confusione la ragazza, che invece di denunciare l’accaduto, ha inviato dei messaggi ad alcuni amici, che poi l’hanno convinta a recarsi in ospedale una volta raggiunta.

In carcere – Denunciato finalmente il fatto alla polizia, all’uomo è stata ordinata un’ordinanza restrittiva in carcere e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in quanto i fatti riferiti e la testimonianza ritenuti sufficienti per incriminare l’uomo. A effettuare l’arresto alle prime luci dell’alba ci hanno pensato gli agenti del commissariato Torpignattara dopo averlo rintracciato. Adesso il 46 enne albanese si trova nel carcere di Regina Coeli ed è accusato di violenza sessuale.

http://newsgo.it/2014/12/arrestato-il-boss-di-fonte-nuova-per-stupro/

Rom si intrufola e aggredisce anziana: era ai ‘domiciliari’ in campo nomadi

TAGLIACOZZO (L’AQUILA),10 DIC -Anziana rapinata in casa a Tagliacozzo da due nomadi, una arrestata, l’altra identificata. Uscita a fare la spesa la signora non ha chiuso a chiave e tornando ha trovato le due che l’hanno aggredita, si sono fatte consegnare gioielli e sono fuggite. Alcuni passanti hanno chiamato il 112. L’anziana è stata accompagnata dai Carabinieri in ospedale con due costole fratturate. Una delle nomadi, dedite a furti in abitazione, era ai domiciliari a Roma: è evasa per recarsi a Tagliacozzo.

http://www.ansa.it/abruzzo/notizie/2014/12/10/anziana-rapinata-e-aggredita-in-casa_95f041dc-8481-4939-8153-4ae3ba5518fa.html

Tunisino arrestato 2 volte in 24 ore: dagli stessi agenti…

Se non è un record, poco ci manca: un ladro tunisino è stato arrestato due volte in meno di 24 ore. E, ad ammanettarlo, sono stati gli stessi agenti che lo avevano arrestato la volta precedente. L’uomo, Ahmed Lmwalm Ben Moktar, di 20 anni, è infatti stato bloccato dall’equipaggio della Volante «Venezia I turno» venerdì sera, tra le 19 e le 24, in via Restelli, dopo aver rotto il finestrino di un’auto per rubarne il contenuto. Gli stessi agenti, tornati in servizio nel pomeriggio di sabato, lo hanno nuovamente sorpreso, questa volta in via Sammartini, sempre appena dopo aver rotto un vetro di una macchina parcheggiata e con un navigatore appena rubato nello zainetto.

I due poliziotti si sono subito accorti che si trattava della stessa persona. Dagli accertamenti è poi emerso che lo straniero, dopo essere stato arrestato da loro era stato fotosegnalato in Questura, come prassi, e aveva passato la notte nelle camere di sicurezza. Sabato mattina è stato portato in Tribunale dove era stato convalidato l’arresto. Il giudice, quindi, ha deciso di rimettere l’uomo in libertà imponendogli l’obbligo di firma, cioè di recarsi periodicamente in commissariato per farsi presente. Ben Moktar non ha una dimora fissa e a suo carico risultano diversi precedenti di polizia.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/14_ottobre_19/ladro-arrestato-due-volte-meno-24-ore-stessi-agenti-7b347998-5779-11e4-8fc9-9c971311664f.shtml

Di nuovo terrore sul bus: africano tenta stupro, prende tre in ostaggio

ROMA – Momenti di terrore l’altra notte su un autobus della linea 64. Una ragazza che viaggiava sul mezzo pubblico insieme al suo fidanzato è stata pesantemente molestata da un nordafricano. Alla reazione del fidanzato, l’uomo ha estratto un coltello minacciandolo di morte lui e l’autista del bus che intanto era accorso in aiuto della giovane coppia. Fortunatamente c’è stato chi, dalla strada, notando tanta concitazione dentro l’autobus, si è insospettito ed ha avvisato il 113. L’arrivo degli agenti è stato provvidenziale. Sebbene il nordafricano abbia aggredito anche loro, alla fine è stato bloccato.

E’ accaduto poco dopo le 23,30 sul piazzale antistante la stazione Termini, all’interno del bus di linea «64» che collega piazza dei Cinquecento a San Pietro. A quell’ora a bordo ci sono i due fidanzati, entrambi di venticinque anni, romani anche se lei pur essendo nata nata in Italia, è di origini africane. Stavano rincasando, chiacchieravano tra di loro aspettando che l’autista avviasse il mezzo. Su un sedile in fondo c’è anche uno straniero, 20 anni, originario della Costa d’Avorio. Il ragazzo è visibilmente scosso, forse ubriaco o in preda ad una dose di droga. Fa qualche passo verso la coppia: afferra ai fianchi la ragazza. La palpeggia, se la stringe addosso. La vittima grida, scalcia, si oppone con tutte le forze. Il fidanzato è lì accanto.

LA REAZIONE
Questione di secondi e arriva la reazione. Si aggrappa al molestatore e cerca di allontanarlo. Lo spinge, chiede aiuto. Ma lo straniero non fugge, rimane fermo, in piedi: estrae un coltello che punta al fianco del giovane. «Se ti muovi ti ammazzo», grida. Intanto, l’autista dell’Atac vede la scena e non si tira indietro: esce dalla cabina di manovra e va in aiuto alla coppia ma anche lui è costretto a bloccarsi davanti a quell’uomo che impugna la lama. Passano i secondi. Sale la paura, aumenta la tensione. Ma qualcuno nel piazzale vede le fasi violente all’interno dell’autobus e avvisa la polizia. Una volante del commissariato ”Viminale” arriva rapidamente. Gli agenti salgono sul «64» in tempo per bloccare l’aggressore prima che la situazione si faccia ancora più grave. Il giovane viene portato in manette negli uffici del commissariato. La ragazza molestata dal nordafricano era così scossa che ha rifiutato di recarsi in ospedale. «Un mio collega – racconta un tassista in servizio – è fra quelli che ha visto tutto e credo che sia stato lui a chiamare le forze dell’ordine».

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/ostaggi_bus_termini_roma/notizie/927926.shtml

Finge confessione: parroco rapinato da immigrato

“Padre, ho bisogno di confessarmi”. Quell’uomo dall’accento dell’Est Europa sembrava colto da un bisogno impellente di ripulirsi l’anima, tanto da recarsi dall’ex parroco di Arino di Dolo, 93 anni a novembre, per chiedere un colloquio a tu per tu. In verità quella visita inaspettata non aveva nulla di spirituale, bensì l’obiettivo era uno solo: il vil denaro.

I contanti della pensione che il prelato custodiva in un cassetto all’interno dell’abitazione in cui risiede ormai da tempo. A due passi dalla chiesa di San Michele Arcangelo. Così quando l’ospite è riuscito con l’inganno a mettere piede in casa, il più era fatto. Bastava solo aspettare il momento giusto durante la confessione per allungare il braccio e aprire quel cassetto dove il delinquente sapeva ci sarebbero stati i contanti.

Così è stato: il delinquente si è quindi impadronito di alcune centinaia di euro per poi fare dietrofront e raggiungere un complice che lo aspettava al volante di un’auto con targa straniera. In pochi minuti la coppia ha quindi raggiunto la principale via Cazzaghetto per poi far perdere le proprie tracce.

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