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Gli spacca i denti a bottigliate perché difende ragazza

È successo tutto nella notte, davanti alle vetrine dell’Astoria, il cocktail pub di via Berthollet, zona San Salvario. Le volanti della polizia sono intervenute dopo la telefonata di un gruppo di giovani: «Un uomo ci sta lanciando addosso delle bottiglie di vetro: un ragazzo è stato colpito alla faccia». L’aggressore è stato intercettato e fermato dagli agenti poco distante dal locale, in via Nizza. È un 33enne di nazionalità marocchina, provvisto di regolare permesso di soggiorno. In base alle prime testimonianze raccolte, tutto sarebbe iniziato per un banale litigio tra l’immigrato e una ragazza italiana.
Questa sarebbe poi stata difesa da alcuni amici che hanno allontanato l’uomo. Lui, però, si è ripresentato in via Berthollet pochi minuti più tardi, armato di alcune bottiglie. Una di queste ha raggiunto al volto un 25enne, poi trasportato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale Mauriziano. Le sue condizioni non sono gravi, ma l’impatto gli ha provocato la rottura di un dente. Il marocchino si è difeso spiegando di essere stato a sua volta aggredito e ha mostrato diverse escoriazioni. Accompagnato in questura, è stato poi denunciato a piede libero per lesioni aggravate e lancio di oggetti pericolosi.

http://www.lastampa.it/2015/05/03/cronaca/san-salvario-lite-davanti-al-locale-finisce-a-bottigliate-JFZZk2ypVFlxN9dzlmrHtJ/pagina.html

Ora, le molestie le definiscono ‘banali litigi’.

Salerno: marocchini dominano lo spaccio cittadino

Sono i cittadini marocchini i principali gestori del mercato non solo del minuto spaccio ma anche del traffico di hashish sul territorio. A confermarlo l’ennesima importante operazione dei Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Battipaglia i quali, dopo ore di appostamento, hanno intercettato in via De Chirico Battipaglia una Fiat Panda rossa condotta da un cittadino extracomunitario. Bloccata l’auto e sottoposto a perquisizione l’uomo, un incensurato di nazionalità marocchina, Y.K. 27enne residente a Salerno, sono saltati fuori alcuni panetti di hashish che, evidentemente, erano destinati a qualche acquirente (sicuramente uno spacciatore vista la quantità) di Battipaglia.I Carabinieri del Luogotenente Di Donato hanno cosi tratto in arresto l’uomo cche, con l’accusa di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti sarà giudicato con rito direttissimo.La successiva perquisizione a casa dell’arrestato, al rione Carmine di Salerno, ha permesso di rinvenire un altro panetto di hashish e tutto il materiale occorrente per il taglio ed il confezionamento delle dosi. 1980 quelle ricavabili dal quantitativo di stupefacente sequestrato cosi come accertato dalle analisi del Laboratorio Analisi sostanze stupefacenti dei Carabinieri di Salerno.

http://www.tvoggisalerno.it/trasportava-2000-dosi-di-hashish-arrestato-marocchino/

Albanese sale su tetto e picchia agenti: magistrato lo premia

BARI – Si sarebbe arrampicato sul tetto del Cie per chiedere aiuto e fuggire da un tentativo di violenza sessuale da parte di un altro migrante ma nella fuga, in stato confusionale, avrebbe aggredito quattro Carabinieri. È quanto ha raccontato al giudice il cittadino 33enne albanese albanese che dopo poche ore di detenzione è stato scarcerato dopo che era stato arrestato dai Carabinieri all’interno del Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari per i reati di minaccia, violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Nel processo per direttissima che si è celebrato dinanzi al giudice Chiara Civitano, l’uomo, difeso dall’avvocato Loredana Liso, ha spiegato i fatti e il giudice, dopo aver convalidato l’arresto, non ha concesso il nulla osta all’espulsione, rimettendo il 33enne in libertà e rinviando il processo per l’aggressione ai militari al prossimo 9 giugno.

L’uomo era stato rimpatriato nel 2008 perché irregolare. Tornato in Italia è stato quindi raggiunto da decreto di espulsione e trattenuto nel Cie in attesa di formalizzare la richiesta di permesso di soggiorno.

http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/bari/bari-immigrato-fugge-da-cie-e-aggredisce-cc-no813143

Gestiva un ‘bordello’ in centro a Viareggio: denunciata dalla polizia

Il controllo è stato effettuato, da personale della squadra anticrimine del commissariato di Viareggio, presso un appartamento situato in pieno centro a Viareggio, dove avevano segnalato che venivano effettuati massaggi e pratiche sessuali. Gli agenti, una volta suonato il campanello sono stati accolti da due donne, di nazionalità cinese, in abiti succinti.

Alla vista del tesserino di riconoscimento si è presentata la locataria dell’abitazione che ha candidamente riferito agli agenti di esercitare l’attività di meretricio e che le due ragazze erano sue ospiti. Dagli accertamenti è emerso che mentre la “padrona di casa”  era in regola con il permesso di soggiorno le due “ospiti” ne erano sprovviste.

Pertanto Q. X. nata nella Repubblica Popolare Cinese nel 1975, residente a Genova, è stata indagata in stato di libertà a per il reato di favoreggiamento all’immigrazione clandestina. Le altre due donne sono state messe a disposizione dell’Ufficio Immigrazione che ha avviato le pratiche per l’espulsione dallo Stato.

http://www.lagazzettadiviareggio.it/cronaca/2015/04/gestiva-un-bordello-in-centro-a-viareggio-denunciata-dalla-polizia/

 

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Altri articoli in Cronaca


lunedì, 27 aprile 2015, 15:46

Campagna vaccinale contro il meningococco C, ecco la delibera della Regione

Meningite, la giunta regionale ha approvato nella sua seduta di stamani la delibera sulla campagna vaccinale, che contiene tutte le misure di prevenzione adottate dalla Regione. Misure peraltro già annunciate, e avviate, la settimana scorsa


lunedì, 27 aprile 2015, 12:57

Signor tenente…

Gli alunni della scuola elementare Giorgio gaber di Lido di Camaiore hanno visitato la caserma dei carabinieri di Viareggio. Un reciproco scambio di… fiducia e speranza per il futuro


 



Manda un altro ad esame italiano

Si era presentato a sostenere l’esame di italiano al posto di un altro. I Carabinieri della Compagnia di Velletri hanno arrestato un cittadino pakistano di 24 anni, già noto alle forze dell’ordine, per i reati di sostituzione di persona e falsa attestazione a pubblico ufficiale sull’identità personale.

L’uomo, dichiarando false generalità e sostituendosi ad un altro cittadino di origine afgana in attesa di regolarizzazione della sua posizione sul territorio italiano, è stato sorpreso dai Carabinieri mentre sosteneva l’esame di italiano propedeutico all’ottenimento del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo, organizzato dal Centro Territoriale Permanente di istruzione e formazione che si stava svolgendo in un istituto scolastico di Velletri.

I militari, oltre ad aver identificato il 24enne, hanno sequestrato la documentazione d’esame e il documento identità del cittadino afgano e la somma di 1.500 euro trovati in possesso dello straniero. Sono in corso ulteriori verifiche per accertare le eventuali responsabilità dell’arrestato in altre simili violazioni.

L’arresto è stato convalidato dall’Autorità Giudiziaria di Velletri, che ha condannato l’uomo alla pena di un anno di reclusione a seguito richiesta di patteggiamento. Inoltre, il giudice ha disposto la confisca del documento d’identità del cittadino afgano, che allo stato risulta irreperibile.

http://www.ilcaffe.tv/articolo/12982/velletri-arrestato-24-enne-sosteneva-l-esame-di-italiano-al-posto-di-un-afgano

Lo scafista? Un egiziano ‘espulso’ da Al Fano

Sono arrivati sabato 18 aprile presso il molo Marconi dell’area portuale di Messina i 453 clandestini raccattati in mare dalla motonave ‘militare’ Driade. Due barconi differenti, entrambi sovraffollati e con a bordo gente di nazionalità differenti.

Le immediate indagini della Squadra Mobile hanno permesso di individuare ed arrestare RAMZY Mohamed Mohamed Badawy, nato in Egitto il 18.09.1966, responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, peraltro in passato già espulso dal territorio nazionale. Sottoposto ai rilievi dattiloscopici e al successivo riscontro AFIS, l’uomo è infatti risultato essere la stessa persona sottoposta a fotosegnalamento presso la Questura di Agrigento nell’aprile di un anno fa ed in pari data destinatario di un decreto di espulsione emesso dal Prefetto di Agrigento, notificato all’interessato, con accompagnamento alla frontiera e contestuale esecuzione.

Tante le testimonianze di chi lo ha riconosciuto alla guida del barcone e con un ruolo attivo durante le differenti fasi del viaggio.

Un’altra persona è indagata per lo stesso reato.

http://www.canalesicilia.it/immigrazione-clandestina-arrestato-legiziano-ramzy-mohamed/

Carabiniere fa elemosina a romeni credendoli ‘profughi ucraini’

Pensate che nel centro di Bobbio, in provincia di Piacenza, una famiglia di romeni, spacciandosi per ucraini sfuggiti alla guerra, chiedevano denaro ai passanti per raggiungere Genova. Come dire, la povertà aguzza l’ingegno. Ma a cadere nella trappola dei “finti profughi” è stato un carabiniere libero dal servizio che, intenerito dalle richieste dei coniugi, aveva dato una somma di denaro come elemosina. Insospettito però dall’atteggiamento dei due, il carabiniere ha immediatamente controllato la targa del veicolo su cui viaggiava la coppia insieme a tre minori. Ecco l’amara sorpresa: la vettura era di provenienza romena e non ucraina.

I successivi controlli compiuti dalla pattuglia dei carabinieri di Bobbio intervenuta sul posto ha permesso di verificare che si trattava dei coniugi D.P., 47enne, e D.S., 43enne, entrambi rumeni senza fissa dimora, nullafacenti e pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la fede pubblica, diventati esperti in questo raggiro. Spacciandosi per “finti profughi” riuscivano più facilmente a recuperare somme di denaro da passanti di buon cuore. Per loro è scattata l’ennesima denuncia per il reato di abuso della credulità popolare. Quando si dice che l’apparenza inganna, anche l’occhio più esperto.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/lultima-trovata-dei-rumeni-spacciarsi-finti-profughi-1117327.html

No. Ecco perché siamo ridotti come siamo, perché chi deve fare rispettare le leggi è affetto da sindrome da crocerossina.

Rubavano trattori per rivenderli in Romania, arrestate dieci persone

Rubavano e riciclavano trattori agricoli e macchine operatrici, concentrando la loro attività criminale nell’area metropolitana torinese e nell’Eporediese. Alla fine i mezzi rubati venivano caricati sui Tir e esportati in Romania. Dieci persone sono state arrestate oggi, al termine di una lunga indagine condotta dalla squadra di polizia giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Torino: le accuse sono di riciclaggio, ricettazione e furto aggravato.

Lunghe indagini

Le indagini, coordinate dal pm Sabrina Noce, hanno permesso di sgominare una banda che, a gruppi composti da 4 o 5 banditi di origine romena, si introduceva di notte nei cantieri, nelle aziende agricole o in attività commerciali specializzate in rivendita di macchine operatrici, facendo razzie di escavatori e trattori agricoli. I mezzi venivano poi nascosti in luoghi sicuri e riciclati mediante alterazione del numero di telaio prima di essere rivenduti in Romania.

Rete di depositi

La banda aveva a disposizione diversi depositi clandestini ricavati in capannoni dismessi o presso garage, terreni ed aziende individuate in Torino, Saluggia, Cherasco, Ivrea, Burolo, Corio, La Loggia e Villanova D’Asti.

L’attività investigativa, durata circa 6 mesi, si è sviluppata grazie all’impiego fi intercettazioni telefoniche, ambientali, video e GPS.

http://www.lastampa.it/2015/04/15/cronaca/rubavano-trattori-per-esportarli-in-romania-la-polstrada-arresta-dieci-persone-wyOuHGBJP26JTvgjJCQDFL/pagina.html

 

Si fingevano profughi di guerra, per avere l’elemosina

Marito e moglie si fingevano profughi scampati alla guerra per avere l’elemosina

Si fingevano una famiglia di profughi indigenti per intenerire il cuore dei passanti e ottenere più facilmente l’elemosina. Invece erano marito e moglie ampiamente pregiudicati. Il loro errore è stato chiedere l’elemosina a un carabiniere in borghese.

Venerdì scorso una pattuglia della stazione di Bobbio, su segnalazione di un militare libero dal servizio, è intervenuta sulla Statale 45 all’altezza dello svincolo di accesso al centro abitato di Bobbio dove una famiglia di romeni, spacciandosi per ucraini sfuggiti alla guerra nel loro Paese, chiedeva denaro ai passanti per raggiungere Genova. Ultima vittima dell’astuto raggiro è stato il militare libero dal servizio che, inizialmente intenerito dalle richieste dei coniugi, aveva dato loro una somma di denaro come elemosina.

Marito e moglie si fingevano profughi scampati alla guerra per avere l’elemosina
Insospettito però dal comportamento dei due, il carabiniere ha immediatamente controllato la targa della loro auto, all’interno della quale c’erano anche i tre figli minorenni, scoprendo che si trattava di una vettura di provenienza romena e non ucraina. I successivi controlli compiuti dalla pattuglia dei carabinieri di Bobbio intervenuta sul posto hanno permesso di appurare che si trattava dei coniugi D.P., 47enne, e D.S., 43enne, entrambi romeni senza fissa dimora, nullafacenti e pluripregiudicati per reati contro il patrimonio e la fede pubblica: utilizzavano lo stratagemma di spacciarsi per ucraini allo scopo di ottenere più facilmente somme di denaro da passanti di buon cuore. Per loro è scattata l’ennesima denuncia per il reato di abuso della credulità popolare.


 
http://www.ilpiacenza.it/cronaca/marito-e-moglie-si-fingevano-profughi-scampati-alla-guerra-per-avere-l-elemosina.html

Lituana uccide il convivente ucraino

Una lituana di 26 anni, aggredita dal convivente ucraino di 31 anni, durante l’ennesima lite nel loro appartamento, a Milano, ha afferrato un coltello e lo ha colpito al cuore uccidendolo. La donna, che ha avvertito i carabinieri, ha raccontato di essere stata picchiata in precedenti occasioni ma questa volta ha reagito afferrando un coltello e colpendo l’uomo al petto.

Milano, litiga e uccide il compagno
L’omicidio è accaduto poco dopo le 22 di venerdì in via Ripamonti, in un quartiere popolare nella zona sud di Milano. Nell’appartamento in cui vivevano la donna, una lituana di 26 anni, e l’uomo, un ucraino di 31 anni, è scoppiata una lite, l’ennesima nella coppia. Ma questa volta, di fronte all’aggressività dell’uomo (la donna ha raccontato di essere stata picchiata già in precedenti occasioni) la compagna ha reagito afferrando un coltello e colpendolo al petto.

Vedendolo stramazzare a terra ha subito chiamato il 118 ma i soccorritori non sono riusciti a rianimarlo. La donna, invece, che presentava alcune ferite da colluttazione, è stata trasportata insieme alla figlia di lei, avuta in una precedente relazione, all’ospedale per degli accertamenti. Sia l’uomo che la donna sono incensurati e il convivente era in regola con il permesso di soggiorno ma, secondo quanto riferito ai carabinieri dai vicini, era spesso aggressivo e in preda a crisi di gelosia.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/milano-litiga-e-uccide-compagno_2104244-201502a.shtml