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Magrebini aggrediscono donna e bambino brandendo una catena

Non c’è pace in via Emilia ovest, in quell’area che termina con il cavalcavia della Madonnina e che vede affacciarsi il parco Ferrari, il purtroppo famoso palazzo Lamba, via San Cataldo, laterali e parallele. In questi giorni il degrado che già parla da solo si condisce di episodi criminosi. È ancora “fresco” il tentato stupro ad una ventunenne in via Guerrazzi, “colpevole” soltanto di essere uscita dal lavoro e di essersi incamminata per raggiungere la casa del fidanzato, che già è stato commesso un altro reato. Sempre ai danni di una donna, una mamma con il suo bambino di nove mesi e sempre di sera, non a notte fonda. Prima delle 22 dell’altra sera infatti era arrivata una chiamata molto preoccupata alla centrale della polizia che fa scattare sul posto una Volante. Un residente aveva spiegato come di fronte al palazzo Lambda, in strada, s’era creato un fitto capannello di gente. Un principio di rissa fra stranieri ed italiani, un mix piuttosto esplosivo. Il capannello si era formato invece perché una donna aveva subìto una aggressione a scopo di rapina: le sue urla, le sue richieste di aiuto avevano fatto scendere gente in strada.
La donna di 40 anni, come poi ha spiegato lei stessa agli agenti, era andata a fare una passeggiata nel parco Ferrari e stava rientrando a casa, con il bambino di nove mesi nel passeggino. Quando è stata all’altezza del palazzo Lambda è stata affrontata da due maghrebini. Uno aveva una lunga catena per chiudere le biciclette e la brandiva con fare eloquente, l’altro era entrato in azione, cercando in più tentativi di strapparle la catenina d’oro che portava al collo.
La mamma ha fato resistenza, ha urlato, si è formato il capannello di gente, è arrivata la Volante. Uno dei due banditi ha saltato la recinzione del palazzo e si è subito dileguato, l’altro ha avuto la brillante idea di infilare le scale dell’edificio. È stato così inseguito sino al quarto piano quando un agente l’ha raggiunto, sulla balconata, e gli ha infilato le manette ai polsi. Si tratta di un tunisino di ventisei anni, residente a Campogalliano: è stato pertanto arrestato per tentata rapina aggravata e per ubriachezza molesta. Tre mesi fa durante un controllo venne sorpreso, sempre ubriaco, alla guida senza la patente e con attrezzi da scasso ed alcuni coltelli. Con lui c’era un passeggero: magari potrebbe risultare il complice della rapina dell’altra sera. Ci sono pure le telecamere del palazzo che possono fornire indicazioni utili in questo senso, visto che i due sono stati immortalati. I dati del passeggero, infatti, sono già noti alla polizia dopo appunto quel controllo di maggio.

http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2013/08/10/news/mamma-con-un-bambino-aggredita-da-rapinatori-1.7561533