Tag: Palazzo

Ospiti del Comune di Asti derubano anziani

Erano entratii in un palazzo di via Vespucci con la scusa di dover controllare le tubature dell’acqua. Si erano fatti passare per operai dell’Amag e accampando tutta un’altra serie di scuse erano riusciti ad entrare nell’appartamento di una coppia di anziani.

Qui in fretta e furia avevano rubato soldi e gioielli per un valore complessivo di 14 mila euro.

Quella coppia composta da un torinese di 47 anni e da un astigiano di 22 non era però passata inosservata. Questo ha permesso ai carabinieri della stazione Alessandria Principale, di risalire a loro anche con una serie di riconoscimenti fotografici. I due sono stati rintracciati e denunciati per furto con destrezza e sostituzione di persona. Altra denuncia per reati identici e modalità simili a Castelnuovo Scrivia. Qui due nomadi di 48 e 22 anni, domiciliati nel campo di Asti, spacciandosi uno per poliziotto, l’altro per addetto all’acquedotto erano entrati nell’abitazione di un anziano di 84 anni rubando 1000 euro e gioielli.

http://www.lastampa.it/2014/02/02/edizioni/alessandria/anziani-in-casa-derubati-da-finti-addetti-allacqua-J4algNEVAtfWfZzffkOZpN/pagina.html

Pesta a sangue la moglie e la butta dal balcone: era ai domiciliari!


 “Bisogna valorizzare la figura del migrante, portatore di sapere e conoscenza”

“Bisogna valorizzare la figura del migrante, portatore di sapere e conoscenza”

ROMA, 24 SET – Una donna di 36 anni è in gravi condizioni dopo che il marito marocchino l’ha spinta giù dal balcone al primo piano di un palazzo a Lavinio, sul litorale a sud di Roma. L’uomo, un connazionale di 35 anni, l’aveva prima picchiata brutalmente. La vittima é ricoverata in gravi condizioni all’ospedale San Camillo della capitale, con una frattura alla testa. L’uomo è ricercato dagli agenti del commissariato di Anzio: era agli arresti domiciliari per reati legati alla droga.

Modena, scontri etnici: romeni contro moldavi armati di catene

Modena 10 settembre 2013 – Cocci di bottiglia di vetro, lucchetti e catene. Queste le armi improvvisate utilizzate durante la rissa che ha avuto luogo ieri sera intorno alle ore 19 nei pressi del palazzo Prora. A fronteggiarsi sono stati due rumeni e due moldavi di età compresa tra i 44 e i 25 anni. Scaturita per futili motivi, i contendenti non hanno lesinato “carezze” scambiandosi colpi al viso con pesanti catene lungo la pista ciclabile di viale Amendola, resistendo al vano tentativo di due donne di riportare la calma. La zuffa è stata interrotta dall’intervento provvidenziale degli agenti della squadra volante della polizia di stato: con i visi ridotti a maschere di sangue, gli uomini sono stati separati e le fazioni sono state rispettivamente trasportate al pronto soccorso del policlinico di Modena e a quello dell’ospedale di Baggiovara. Tutti e quattro, con diversi precedenti a carico per furto e porto abusivo di armi, sono stati tratti in arresto con l’accusa di rissa aggravata e porto ingiustificato di strumenti allo scasso. L’ipotesi, è che la rissa sia il risultato di un diverbio per il controllo delle zone da depredare, in questo caso il quartiere residenziale posto nelle vicinanze del parco Amendola.

http://www.modenatoday.it/cronaca/rissa-catene-palazzo-prora-modena.html

 

Marocchino minaccia inquilini con l’ascia: ai domiciliari nello stesso palazzo!

L’episodio che aveva scosso l’intero quartiere intorno alle case Aler di via Marsala 64, risale al primo pomeriggio del 26 luglio. La lite era iniziata nei garage tra il 38enne italiano e il maggiore dei fratelli marocchini. Inizialmente erano volati calci e pugni. A quel punto erano intervenuti il padre dell’italiano, di 64 anni, e il fratello dell’altro, 26enne. Quest’ultimo brandendo un’ascia aveva colpito alla gamba il trentottenne. A quel punto era iniziata la fuga del ferito e l’inseguimento a piedi degli altri. L’italiano 64enne aveva invece in mano una sprangacon la quale aveva colpito il ventiseienne alla testa lasciandolo in un lago di sangue. Prima che arrivassero i carabinieri, nel parcheggio davanti alla scuola Collodi, il marocchino ha cercato di disfarsi dell’ascia, gettandola nel cortile, mentre l’anziano correva in casa a prendere una pistola scacciacani per finire l’opera. Ma lì era stato arrestato insieme agli altri.

feriti erano stati soccorsi e portati in ospedale. I carabinieri inizialmente avevano contestato il tentato omicidio per l’uomo armato di ascia e le lesioni gravissime per gli altru, ma alla fine il reato contestato è stato quello di rissa aggravata. Tre dei protagonisti della vicenda erano rimasti in carcere alcune settimane e poi inviati ai domiciliari. Proprio in quella casa dove le vecchie ruggini sono maturate in tanti anni e dove adesso rimarranno per un bel po’.

Negli stessi appartamenti, a piani diversi di quel palazzo di via Marsala dove lo scorso 26 luglio era scoppiata una rissa a colpi di ascia. I giudici hanno ridotto a rissa un episodio di violenza inaudita, dettata da vecchi rancori tra vicini e che  

Passeggia, tunisino la scambia per ‘prostituta’ e tenta stupro

Le sue grida hanno richiamato l’attenzione di passanti e vicini, che una volta affacciatisi alle finestre del palazzo l’hanno vista a terra, presa a schiaffi dal suo aggressore.
Una tentata violenza sessuale che ha avuto per teatro le sponde del fiume Mella, in città: vittima una ragazza di 27 anni, aggredita da un tunisino.
Scambiandola per una prostituta, l’uomo le si è scagliato contro spingendola a terra e stringendole le mani intorno al collo. La ragazza ha cercato di liberarsi, ha iniziato a gridare e a quel punto sono intervenuti i vicini, consentendole di scappare verso via Milano.
Lì ha trovato gli agenti della Volante, che l’hanno soccorsa e hanno poi arrestato il suo aggressore, completamente ubriaco.

http://www.giornaledibrescia.it/in-citta/tenta-di-violentarla-la-salvano-i-vicini-1.1757523

Tre rom arrestate per furto, una era incinta al 6° mese – Il Tempo


Il Tempo
Tre rom arrestate per furto, una era incinta al 6° mese
Il Tempo
Tre giovani donne rom, tra le quali una 20enne al sesto mese di gravidanza, sono state arrestate per tentato furto aggravato. Approfittando dell'uscita dal palazzo di un inquilino, si sono intrufolate all'interno, sono salite ai piani superiori e hanno
Tentano furto a Nomentano, la Polizia le interrompeCastellinews.it

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Rom gli saccheggiano l’orto: lui li aspetta armato

Vi racconto un anedotto che mi ha raccontato il mio amico M. stamattina. Dunque dietro gli obrobri di palazzi davanti all’ipercoop ci sono degli orti coltivati da degli anziani e meno anziani. Ieri c’era un signore di Matera di 55 anni che abita nel palazzo di M. che ha sorpreso i nostri amici ROM (…ma va?) che gli avevano saccheggiato l’orto e distrutto mezza roba. Lui era con le nipoti, gli ha fatto un bercio e questi egregi sono telati via su motorini senza casco ovvio. Il signore per intimarli ha fatto la finta di fargli la foto alla targa….l’avesse mai fatto: sono tornati indietro “tu non fare foto a me ah. Tu essere sgozzato…” e ha tirato fori un coltellaccio da 25 cm da sotto la maglia. Le bambine piangevano impaurite. Il signore non ci ha visto più: “vado a posare le bambine e torno….” E’ tornato con una doppietta e c’è stato tutto i giorno davanti ai suo di orto. Nessuno si è visto. Ecco l’integrazione.

Potete diffondere questa incresciosa notizia?

Grazie A.F.

Albisola, tentano furto in appartamento: due romeni arrestati e … – Il Vostro Giornale


Il Vostro Giornale
Albisola, tentano furto in appartamento: due romeni arrestati e
Il Vostro Giornale
Albisola S. Quella finestra semiaperta al primo piano di un palazzo di piazza Dante ad Albisola Superiore è sembrata probabilmente un'occasione ghiotta per non tentare di entrare nell'appartamento per svaligiarlo. Il piano di due romeni, Andrei Lako e 

Tentano il furto in zona Portone: due rom denunciate e allontanate … – Senigallianotizie.it


Senigallianotizie.it
Tentano il furto in zona Portone: due rom denunciate e allontanate
Senigallianotizie.it
Per entrambe è scattata la denuncia per aver forzato gli ingressi e per porto di arnesi atti allo scasso. Nei confronti delle due rom è stato emanato, a firma del Questore di Ancona, un provvedimento di allontantamento dal territorio comunale di
Sorprese a forzare l'ingresso di un palazzo in zona Portone, fermate Vivere Senigallia

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Brutale aggressione razzista: escono dalla moschea e lo massacrano di botte

Integrazione obbligata

Integrazione obbligata

VENEZIA – Un condominio in centro a Meolo, nel Veneziano. Un appartamento di proprietà da dieci anni. A due chilometri dal posto di lavoro. Mai un problema. Fino a un paio di anni fa. Quando al piano terra, nel locale accanto a una macelleria etnica, si è insediato un centro di cultura islamica. «Dovrebbe essere la sede di un’associazione, invece è stata trasformata in una sala di preghiera, frequentata quotidianamente da una trentina di bengalesi che si ritrovano anche di notte e che, nel recitare le loro preghiere, non si preoccupano per nulla se recano disturbo ai residenti». A parlare è Fabio, 34 anni, operaio, che vive proprio sopra la “moschea” con la moglie e il figlioletto di appena sette mesi.

«In questo palazzo ci sono altri inquilini asiatici, alcuni di fede musulmana con i quali la convivenza è civile e tranquilla e che come noi hanno più volte chiesto ai connazionali di rispettare le esigenze degli altri specie nelle ore notturne. Io faccio i turni e non riesco a dormire per le loro lunghissime implorazioni espresse a voce alta. Giovedì scorso, esasperato dalla situazione, alle quattro e mezza di notte sono andato giù e ho detto loro di smetterla, che dovevano finirla». E sarebbe questo episodio, secondo Fabio, che avrebbe motivato la “spedizione punitiva” di cui è stato vittima la sera successiva.

«Era mezzanotte e mezza e come al solito sono sceso con la cagnolina a gettare l’immondizia. A un certo punto mi sono sentito afferrare alle spalle. Erano in tre e hanno tentato di immobilizzarmi dandomi calci e pugni mentre mi gridavanoTu non devi rompere le scatole alla moschea hai capito?“. Non so come ma sono riuscito a divincolarmi e fuggire. Adesso, dico la verità, ho paura soprattutto per mia moglie e il bimbo. Noi non siamo razzisti, non lo siamo mai stati e non lo saremo. Però pretendiamo rispetto. Qualcuno ci ha consigliato di vendere la casa e trasferirci. Ma vi sembra giusto?».

Fabio si è recato al pronto soccorso dell’ospedale di San Donà di Piave (Venezia) dove è stato medicato e dove gli hanno consigliato di fotografare i lividi alla schiena e alle gambe. Ha quindi sporto denuncia ai carabinieri della stazione di Meolo. Del fatto è stato informato anche il sindaco di Meolo, Michele Basso.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/venezia/moschea_troppo_rumorosa_sotto_casa_minacciato_e_picchiato_dopo_le_proteste/notizie/297407.shtml