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Ius soli: arrestato 14enne pakistano che terrorizzava giovani

Brescia 18 settembre 2013 – Un gruppetto di amici un po’ esaltati che terrorizzava i giovani del paese con minacce ed estorsioni, senza alcuna remora quando c’era bisogno di ricorrere alla violenza. Una vera baby gang il cui ‘capetto’ altro non era che un ragazzino di 14 anni, di origini pakistane, finito agli arresti domiciliari per rapina, estorsione e appunto lesioni. Vittima prediletta un ragazzo appena più grande, un 17enne residente in zona: negli ultimi mesi era stato preso di mira più volte, tanto da non poter più uscire di casa da solo. Un paio di giorni fa l’ennesima aggressione: avvicinato dal 14enne poi arrestato, era stato minacciato e percosso, gli erano stati rubati gli occhiali da vista. Il giovane figlio di immigrati ha poi chiesto un vero riscatto: “Se vuoi indietro i tuoi occhiali devi darmi 50 euro”. Il giovane aggredito allora ha trovato il coraggio che cercava, e ha raccontato tutto ad una pattuglia della Polizia Locale. Le indagini si sono risolte in tempi brevi: il ragazzino violento è stato rintracciato e arrestato. Ora si trova agli arresti domiciliari, in attesa di nuovi sviluppi.

http://www.bresciatoday.it/cronaca/baby-gang-montichiari.html

 

 

Apre il maxi campo rom di via Lombroso – Corriere della Sera

Apre il maxi campo rom di via Lombroso
Corriere della Sera
Un paio di documenti arriveranno lunedì, dice l'assessore alla Sicurezza Marco Granelli. Nullaosta, timbri. Formalità burocratiche. Il nuovo centro di «smistamento e transito» per i nomadi è pronto e sarà aperto a giorni, entro questa settimana o al

Banda di albanesi terrorizzava anziane: espulsi e recidivi erano liberi

Hanno seminato il terrore per giorni, settimane, tra donne sole, in gran parte anziane. Bersagli facili, colpi vigliacchi ai danni di vittime inermi, spesso con acciacchi vari, proprio in considerazione dell’età avanzata. Le derubavano per strada, razziando le catenine e le borse, oppure aspettandole al rientro a casa, negli androni dei palazzi.

E domenica avevano già messo a segno un altro paio di «imprese», in corso Matteotti e corso Alessandria, sempre ai danni di pensionate. Poi, in serata, l’epilogo: in via Arò un’ottantenne uscita a cercare un po’ di refrigerio dalla calura estiva, si è sentita strappare la borsa.

Appena il tempo di vedere due giovani fuggire di corsa: ha urlato e un testimone, intuito quanto stava accadendo, ha avvisato il «113».

È scattata un’azione congiunta di polizia e carabinieri, con l’arrivo anche di una pattuglia della polstrada. Pochi minuti dopo il primo bandito è stato bloccato dagli agenti della Volante su un balcone di via Micca, dove si era arrampicato per cercare di nascondersi. Aveva una pistola giocattolo priva del tappo rosso regolamentare. Subito dopo anche il presunto complice è stato preso in via Arò, dai carabinieri del Radiomobile. I due sono albanesi, entrambi giovani, clandestini e con precedenti per espulsioni e reati vari. Ora sono in carcere a Quarto. Stamane saranno processati per direttissima.

Soddisfazione tra gli investigatori. Il coordinamento tra forze dell’ordine ha funzionato alla perfezione. «Qui non si tratta – ha precisato il questore Filippo Di Francesco – di fare distinzioni tra polizia e carabinieri: qui conta il risultato. E se la gente collabora, come è avvenuto in questo caso segnalandoci in tempo reale i fatti sospetti, la risposta dello Stato è altrettanto immediata».

Il questore (e con lui il capitano dei carabinieri Marco Pettinato) ha ribadito l’importanza della prevenzione e delcontrollo svolti sul territorio. «Stiamo attuando – grazie all’ammirevole impegno di tutto il personale e di quello dell’Arma - un’intensa attività di vigilanza e pattugliamento. Certo, non abbiamo la bacchetta magica, ma i risultati si vedono».

Pavia, anziana ammazzata per 100 euro: catturato immigrato romeno

Pavia 27 apr 2013 – Svolta nella vicenda di Alma Pecorara, l’anziana trovata morta mercoledì mattina nella sua abitazione di Montecalvo Versiggia, nell’Oltrepò Pavese. Un uomo è stato fermato dai carabinieri nella nottata: si tratta di Costantin S., un romeno di 34 anni.

Alma Pecorara, uccisa in casa da immigrato romeno

Sembra che la donna sia stata uccisa per un debito di 100 euro.  Il motivo dell’omicidio è emerso dalle indagini che hanno portato al fermo del 34enne. Sembra che la donna non gli volesse restituire una caparra d’affitto.

L’uomo fermato è un pregiudicato romeno senza una dimora fissa, già noto alle forze dell’ordine per risse e ubriachezza. I carabinieri lo hanno fermato mentre si trovava nella stanza dove viveva in affitto in un paese vicino a Montecalvo Versiggia, Golferenzo. Fa il lavoratore stagionale. Tra lui e la donna c’erano state diverse liti per una caparra di circa 100 euro che la donna, che gestisce un paio di immobili nella zona, non voleva restituire allo straniero a cui aveva affittato in nero una stanza e che poi aveva “sfrattato”. Sembra che lui non si fosse mai rassegnato alla perdita di quel denaro, che aveva più volte chiesto indietro. E proprio la mattina dell’omicidio aveva tentato di parlare con la proprietaria telefonandole, ma lei si era rifiutata di incontrarlo.

Gli investigatori del Comando provinciale di Pavia hanno anche trovato la presunta arma del delitto, un coltello su cui sono in corso le analisi scientifiche per confermare il quadro accusatorio. Intanto, i primi rilievi effettuati sul cadavere della pensionata, che verrà sottoposto ad autopsia soltanto domani, hanno confermato l’omicidio, che sarebbe stato perpetrato tramite una coltellata. Una prova determinante per le indagini è stata una macchia di sangue lasciata sull’interruttore del bagno della casa della vittima. Venerdì i carabinieri hanno ascoltato per quasi 8 ore il figlio della donna, Andrea Castaldi, che ha dichiarato di avere trascorso la serata di martedì – quella in cui è avvenuta la morte della Pecorara – in pizzeria con gli amici e di avere sentito telefonicamente la madre prima di uscire.

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/articoli/1092562/pavia-anziana-uccisa-per-100-euro-un-fermo.shtml

Reggio Emilia: la refurtiva? Al campo nomadi

L’intervento della polizia di Reggio che ha permesso di recuperare diversa refurtiva stanotte è avvenuto in via Strozzi, frazione di Ghiarda, nel locale campo nomadi. Il nascondiglio della merce rubata è stato localizzato grazie al gps di cui era dotato un ipad _ tra gli oggetti rubati _ e un altro sistema di localizzazione di cui era in possesso il derubato, un uomo residente a Modena. Tra la merce rubata, oltre all’ipad, una macchina fotografica, una borsa di colore rosa contenente un paio di scarpe da donna da ballo, e una cassa per impianti hi-fi. Non c’è invece, come era stato riferito in un primo momento, un’auto. Tutto il materiale era stato trafugato, secondo la denuncia del derubato, da un furgone la notte scorsa. La refurtiva è stata trovato sul retro di un’abitazione, tra questa e la recinzione, nel campo nomadi di via Strozzi.

Link  Articolo: http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2013/02/06/news/auto-e-merce-rubata-recuperata-dalla-polizia-1.6484044