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La scaraventa fuori dall’auto ferma e ruba auto: panico per le vie di Milano

PAVIA. Rapina un’auto a Pavia e la guida a Milano completamente ubriaco. Un marocchino di 34 anni è stato arrestato dalla polizia nel capoluogo lombardo dopo un lungo inseguimento. La vettura è stata recuperata ed è stata restituita ai legittimi proprietari.
Ecco la ricostruzione di una vicenda iniziata giovedì mattina a Pavia. Marito e moglie si fermano all’angolo tra via Fasolo e via Trento. Lui scende ed entra in una tabaccheria dove acquista un pacchetto di sigarette. Seduta sul sedile a fianco del conducente c’è la moglie, una donna di 49 anni. Le chiavi della vettura restano inserite nel quadro. Il marito non le ha prese perchè sarebbe ritornato nel giro di qualche minuto. Ma l’imprevisto era dietro l’angolo. Un uomo ha visto la passeggera sola e ne ha approfittato. Si è avvicinato alla vettuta e ha minacciato la passeggera. «Scendi subito e non ti succederà niente», l’ha minacciata. L’ha strattonata e l’ha costretta a scendere. Lui è salito al posto di guida, ha ingranato la marcia e si è allontanato velocemente. La donna si è messa a urlare e qualcuno ha chiesto l’intervento di polizia e carabinieri. E’ scattata la caccia all’auto rapinata ma non c’è stato niente da fare. La vicenda sembrava finita così ma la parte più movimentata doveva ancora arrivare. Il rapinatore, il marocchino che sarebbe stato arrestato, è fuggito verso Milano. Poi ha incontrato alcuni amici e ha trascorso la serata con loro. Si è ubriacato e, verso le due della scorsa notte, un’auto della polizia lo ha notato in via Quaranta. La vettura procedeva a zig-zag sulla carreggiata e gli agenti gli hanno ordinato di fermarsi. Lui, invece di accostare, ha ingranato la marcia ed è fuggito a tutta velocità. E’ così iniziato un inseguimento per le vie di Milano che si è concluso in via Ravenna. Qui l’auto rapinata a Pavia è sbandata ed è andata a sbattere contro un marciapiede. Il conducente è uscito dalla vettura e si è messo a correre nel tentativo di sfuggire alla cattura. Ma i poliziotti lo hanno inseguito e, in pochi istanti, lo hanno raggiunto e lo hanno bloccato.
L’uomo è stato sottoposto all’alcol test che ha confermato i primi dubbi: l’automobilista era uscito. I poliziotti hanno poi eseguito un controllo al terminale con la targa dell’auto e hanno scoperto che era stata rapinata a Pavia il giorno prima. Così il marocchino è stato arrestato con le accuse di rapina e guida in stato di ebbrezza.

http://laprovinciapavese.gelocal.it/cronaca/2013/12/14/news/crosione-aggredita-e-rapinata-dell-auto-1.8303224

Compenso: “Pisapia paga la famiglia del rom che uccise il vigile”


Giornalettismo

“Pisapia paga la famiglia del rom che uccise il vigile”

MILANO –  Tra le case abusive dei rom di via Monte Bisibino, a Baranzate (Milano) che verranno abbattute per l’Expo, con rimborsi di migliaia di euro agli abitanti, c’è anche quella di Remi Nikolic, il giovane rom che, con un suv, travolse e uccise l’agente della polizia locale di Milano, Niccolò Savarino.
La notizia è data dal quotidiano Libero, che riporta quanto sostenuto da Daniele Vincini, segretario lombardo del sindacato di polizia locale Sulpm al quotidiano Repubblica.
Vincini ha chiesto di fare chiarezza a Comune, Regione e Inrastrutture Lombarde (la società che si occupa degli espropri dei terreni che ostacolano l’area dell’Expo 2015).
L’agente ha spiegato a Libero:
“Durante le indagini condotte dai colleghi sul caso Savarino era emerso che al momento dell’omicidio in via Monte Bisbino abitavano i genitori di Remi Nikolic. Visto che all’interno della comunità c’erano state diverse persone che avevano cercato di coprirgli la fuga, vogliamo la certezza che nemmeno un euro finisca a chi lo aveva aiutato. E questo non per una questione di parentela, ma per il rischio che qualcuno che è stato connivente con un assassino riceva soldi pubblici, cosa che vale sia per la famiglia, sia per i vicini che potrebbero in qualche modo avere agito per aiutarlo”.
Tra gli agenti della polizia locale di Milano, poi, brucia ancora la decisione del Tribunale dei minorenni di Milano di concedere a Nikolic le attenuanti generiche per il “contesto di vita familiare in cui è cresciuto, caratterizzato dalla commissione di illeciti da parte degli adulti di riferimento”.
Dal Pirellone, sede della Regione Lombardia, dicono che spetta al Comune verificare la lista dei destinatari degli indennizzi. Come per la decisione e i soldi, anche in questo caso c’è un rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione. Nel frattempo, sottolinea Libero,
le case abusive si stiano svuotando. Così, la richiesta del sindacato di polizia di “verificare dieci volte la lista di chi sta ricevendo denaro per gli espropri, inmododa bloccare eventuali somme destinate ai parenti o a chi può avere aiutato in qualche modo Nikolic durante la fuga” rischia non solo di essere disattesa. Ma anche di trovare una risposta certa quando sarà ormai troppo tardi per bloccare un eventuale risarcimento

 

 

 

Libero: “Pisapia paga i rom, anche i parenti di Nikolic, killer di Blitz quotidiano

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