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Ferrara: ragazza riconosce il suo aggressore marocchino

Nella mattinata di ieri il personale delle Volanti, transitando in via Cassoli, notava un uomo che poteva corrispondere alla descrizione di un rapinatore che, nella nottata antecedente, aveva aggredito una ragazza in via Mazzini e le aveva sottratto portafogli e cellulare.

L’uomo, alla vista della macchina della polizia, si dava alla fuga a piedi, ma veniva raggiunto in viale IV Novembre. L’individuo, un marocchino di 34 anni, prima di essere bloccato estraeva dalla tasca un oggetto cercando di disfarsene: gli agenti lo recuperavano subito, appurando che si trattava di un telefono cellulare.

Lo straniero veniva accompagnato in questura per gli accertamenti del caso.

Le verifiche effettuate sul telefono cellulare permettevano di accertare che questo era in uso a una ragazza che la scorsa notte era stata aggredita alle spalle mentre era intenta a prelevare da un distributore automatico delle sigarette, il rapinatore le aveva fatto sbattere con forza il volto sul vetro del distributore automatico, quindi si era impossessato del portafogli e del cellulare e si era dato alla fuga.

La ragazza, invitata in Questura, riconosceva senza ombra di dubbio il marocchino come il suo aggressore, pertanto l’uomo veniva posto in stato di fermo di indiziato di delitto, in quanto ritenuto responsabile del reato di rapina e trasferito nella locale casa circondariale come disposto dall’autorità giudiziaria.

http://lanuovaferrara.gelocal.it/cronaca/2013/05/27/news/rapina-una-ragazza-preso-1.7144607

Africani spacciano al capolinea dei bus

Venezia 21 magg 2013 – Sfruttavano il capolinea degli autobus di San Donà per spacciare droga ai giovani del paese, con questa accusa è stato arrestato un 29enne nigeriano e fermato un suo connazionale. La coppia era tenuta d’occhio da tempo dai carabinieri del nucleo radiomobile e venerdì scorso i militari hanno finalmente avuto l’occasione di far scattare le manette.

NEL SELLINO DELLA BICI – Gli uomini dell’Arma da circa un mese tenevano sotto controllo piazza IV Novembre, dove si trova la stazione dei mezzi pubblici. Proprio a due passi dal capolinea, infatti, “clienti” e spacciatori erano soliti darsi appuntamento per gli scambi. La sorveglianza dei carabinieri si è concentrata su un giovane straniero, soprannominato “Markus”, sospettato di essere uno dei principali pusher del luogo. I militari l’hanno seguito mentre, in bicicletta, raggiungeva un altro straniero. Gli uomini dell’Arma hanno quindi fermato i due e li hanno perquisiti, scoprendo sotto la sella della bici di “Markus” un calzino contenente 18 dosi di marijuana, confezionate in involucri di cellophane e pronte per essere vendute. Inoltre, all’interno dell’ombrello del nigeriano, è stato trovato un ulteriore involucro di cellophane contenente una quantità più elevata della stessa sostanza. A quel punto i carabinieri hanno deciso di controllare anche l’appartamento dello spacciatore.

IN FUGA – In casa del nordafricano gli uomini della radiomobile hanno infatti trovato quattro grossi involucri di marijuana nascosti sotto al materasso. I militari hanno deciso di passare al setaccio anche la stanza del coinquilino, anche lui visto spesso in piazza IV Novembre e in quel momento non presente in casa. Sono stati quindi trovati, all’interno di una busta per la spesa, due grossi involucri contenenti un chilogrammo e mezzo di marijuana compressa, pronta per essere suddivisa in dosi minori. Il coinquilino, connazionale e coetaneo del pusher fermato in piazza, era però sparito, forse proprio vedendo che in casa stavano arrivando i carabinieri. I militari, sospettando che avesse cercato di fuggire in treno, hanno quindi allertato i colleghi di Venezia, che sono infatti riusciti a fermarlo alla stazione di Mestre. Entrambi gli stranieri sono ora nella casa circondariale di Venezia, come disposto dal pm di turno che ha richiesto e ottenuto la convalida dei provvedimenti restrittivi durante l’udienza che ha avuto luogo lunedì nelle aule del Tribunale di Mestre.

http://www.veneziatoday.it/cronaca/spaccio-droga-capolinea-autobus-san-dona-piave-piazza-iv-novembre.html

 

 

Pistola alla schiena dopo lo shopping

Pistola alla schiena dopo lo shopping, rubati i vestiti nuovi Città Giardino, trentacinquenne aggredito da tre giovani che gli hanno portato via i costosi abiti appena acquistati in centro 

PADOVA – L’hanno seguito, gli hanno puntato una pistola alla schiena e poi rapinato. Stavolta, però, non erano i soldi l’obiettivo. Un trentacinquenne di Curtarolo è stato aggredito da tre ragazzini che gli hanno rubato le borse che contenevano i vestiti appena acquistati: capi d’abbigliamento Gucci, Dolce & Gabbana e Louis Vuitton. È successo ieri sera, poco prima delle 20 in via Cadorna, nel cuore di Città Giardino. Un agguato in piena regola quello messo a segno ai danni di F.C., arrivato da Curtarolo, che dopo una giornata dedicata allo shopping si stava dirigendo all’auto parcheggiata. I tre giovani, molto probabilmente africani, jeans tre taglie più grandi e cappuccio in testa, l’hanno assalito alle spalle, puntandogli la pistola alla schiena. Non ci hanno nemmeno provato a chiedere soldi: hanno preteso solamente le borse con i vestiti acquistati nel pomeriggio. Il valore della merce rubata ammonta a circa tremila euro. La vittima della rapina ha dato immediatamente l’allarme alla questura anche se l’intervento è stato poi diramato ai carabinieri. Sul posto è accorsa una gazzella del nucleo Radiomobile dei carabinieri. I militari si sono fatti dare una prima descrizione dei tre rapinatori che, a quanto riferito dalla stessa vittima, potrebbero essere ragazzini poco più che maggiorenni. La pattuglia ha poi battuto a tappeto le vie di Città Giardino: Thaon di Revel, Configliachi, IV Novembre, Santa Maria in Vanzo. Ma anche dopo un’ora di perlustrazione nulla da fare. Il sospetto è che i tre giovani abbiano tenuto d’occhio il trentacinquenne mentre girava in negozi del centro e che l’abbiano seguito fino al punto in cui aveva parcheggiato la vettura, decidendo di entrare in azione nel’angolo più buio di via Cadorna e nel momento in cui per strada non passava nessuno. Gli investigatori dell’Arma nei prossimi giorni controlleranno anche se le telecamere di qualche villa in via Cadorna abbia per caso ripreso l’agguato della banda. Ma quella di ieri è stata una giornata non proprio da incorniciare per alcuni visitatori giunti in città per approfittare del periodo dei saldi. Tra mattina e pomeriggio infatti sono stati registrati numerosi borseggi, sia a bordo del tram che al mercato di Prato della Valle. Più di qualcuno si è presentato nella stazione dei carabinieri che si affaccia nella piazza simbolo della città proprio per denunciare il furto del portafoglio. Il fenomeno si ripete quasi ogni anno in questo periodo, stavolta però sembra si manifesti con una preoccupante frequenza: quasi sicuramente anche a causa della profonda crisi economica. I militari della stazione di Prato della Valle hanno cercato di raccogliere tutti i particolari utili per avviare un’indagine mirata a scoprire i malviventi.