Tag: illegale

Rissa a Marsala, arrestati sei romeni L’accusa: tentato omicidio – Live Sicilia


Si24 – Il mondo visto da Palermo

Rissa a Marsala, arrestati sei romeni L'accusa: tentato omicidio
Live Sicilia
MARSALA (TRAPANI) – Sei romeni sono stati arrestati dai carabinieri di Marsala per tentato omicidio in concorso e porto illegale di arma da taglio. Secondo l'accusa, sono i protagonisti di una rissa avvenuta la sera di Natale in contrada Pastorella.
Marsala, in manette sei romeni per rissaSi24 – Il mondo visto da Palermo

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Trapani: aggredisce i carabinieri durante un controllo, arrestato … – La Repubblica Palermo.it

Trapani: aggredisce i carabinieri durante un controllo, arrestato
La Repubblica Palermo.it
Trapani: aggredisce i carabinieri durante un controllo, arrestato immigrato. Palermo, 24 set. – (Adnkronos) – Con l'accusa di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate, permanenza illegale nel territorio dello stato e inottemperanza

Marconi, blitz dei vigili nel mercato clandestino dei rom: merce rubata – Il Messaggero


Il Messaggero

Marconi, blitz dei vigili nel mercato clandestino dei rom: merce rubata
Il Messaggero
Duemila persone, di cui ottocento “venditori”, molti dei quali avevano esposto merce rubata. Un mercato clandestino e illegale, quello sgomberato nella notte dalla polizia municipale, in via della Vasca Navale, nel quartiere Marconi. Qui, ogni venerdì

Como: il supermarket dove si fa la spesa in burqa

«Non andrò mai più in quel supermercato. Permette di girare con il burqa, è illegale»
Il velo delle polemiche
Lettera di una maestra: «Mi occupo di integrazione, ma la sicurezza va tutelata»

È un caso destinato a far discutere quello sollevato dalla maestra di scuola primaria del Comasco con una lettera inviata al nostro giornale. Elena Seregni, infatti, oltre all’insegnamento per così dire “normale”, nell’istituto comprensivo in cui lavora ricopre anche l’incarico di referente principale per favorire l’integrazione dei bambini stranieri ed extracomunitari. Insomma, una persona che tutto si potrebbe definire tranne che razzista o xenofoba. Eppure, la presenza di due donne di religione islamica completamente velate dal burqa e incrociate al supermercato Bennet al confine tra Como e Montano Lucino le è risultata assolutamente intollerabile. Ecco perché, direttamente dalla lettera inviata alla redazione.
«Mentre giravo tra gli scaffali – racconta – ho notato la presenza di due persone dal volto completamente oscurato da un velo. Ero sicura di ricordare che la legge italiana impone che nei pubblici esercizi si debba essere riconoscibili. Quindi, dopo aver terminato la spesa, mi sono rivolta alla cassiera per chiedere spiegazioni».
Il colloquio non ha prodotto granché. «La cassiera mi ha risposto che era a conoscenza del fatto che a volte all’interno del punto vendita circolano persone non riconoscibili – scrive Elena Seregni – ma che all’ingresso non creano difficoltà. Ho quindi pensato di rivolgermi alla cassa centrale, sperando di trovarvi un responsabile del punto vendita; l’ufficio, però, era vuoto e ho così chiesto spiegazioni alla guardia giurata che stanziava all’esterno. Ma la risposta è stata la medesima». Insomma, un sostanziale girare a vuoto, con sentimenti di rabbia e delusione crescenti.
«Alla fine – prosegue la maestra – stanca di risposte evasive, ho fatto presente quanto avevo notato alla persona che in quel momento era in servizio al punto di accoglienza dei clienti, proprio all’ingresso del supermercato. Mi è stato risposto che le persone erano velate per motivi religiosi e che, pur essendo a conoscenza della disposizione di legge, lui non poteva far nulla perché non era un rappresentante delle forze dell’ordine. “Signora”, mi ha detto, “se non fanno qualcosa i carabinieri, io non posso impedire a nessuno di entrare”».
La replica è di quelle “estreme”, per così dire. «Ho risposto che mi sembrava assurdo e che da quel momento avrebbero perso una cliente. Mi è stato ribadito che non si poteva fare nulla. E tengo a precisare che sono un’insegnante della scuola primaria e sono la referente per l’accoglienza dei bimbi extracomunitari in arrivo nel nostro istituto comprensivo».
«Le assicuro, quindi – prosegue la lettera – che non sono pregiudizialmente contro l’accoglienza, l’integrazione culturale, sociale e lavorativa di chi arriva da altri Paesi, magari con culture profondamente diverse dalla nostra. La xenofobia, le garantisco, assolutamente non mi appartiene».
Il punto, quindi, resta quello della tutela della sicurezza. «Sono convinta – scrive la maestra – che il reciproco rispetto (che nasce dalla conoscenza) sia la base per una convivenza serena e proficua per tutti. Nello specifico, ritengo che i responsabili del punto vendita, al fine di tutelare la sicurezza della clientela, debbano far rispettare a tutti la legge, anche se il velo viene indossato per motivi religiosi. Sono infatti convinta – prosegue Elena Seregni – che chiunque si trasferisca in un Paese diverso da quello in cui è nato sia tenuto ad osservarne le leggi. Mi domando: questo vale per tutti i Paesi ma non per l’Italia? O vale per tutti gli esercizi pubblici ma non per il Bennet? Mi perdoni, ma davvero non capisco». Nonostante i tentativi, ieri non è stato possibile contattare i responsabili del Bennet per una replica.

"Go home" via sms, a Londra campagna contro i clandestini


Atlas Quotidiano di Esteri

"Go home" via sms, a Londra una controversa campagna contro gli
Atlas Quotidiano di Esteri
I cartelloni informano anche sul numero di arresti di immigrati irregolari realizzati in una determinata zona. L'insolita iniziativa, che rientra nelle misure contro l'immigrazione illegale annunciata dal premier David Cameron tre mesi fa, ha scatenato

Con patente falsa e nome nuovo albanese beffa la giustizia – La Stampa


AT news

Con patente falsa e nome nuovo albanese beffa la giustizia
La Stampa
Arrestato dai poliziotti del Commissariato di Casale, con una patente falsa e un passaporto con nome nuovo, ha patteggiato otto mesi, ma solo per rientro illegale in Italia, in quanto le altre accuse sono cadute. Anche quella della patente falsa, che è
Arrestato clandestino albanese domiciliato ad Asti, consegna alla AT news

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«Sono immigrato, dovete curare prima me!» E accoltella due infermiere

Triggiano, 25 apr – I Carabinieri della Compagnia di Triggiano hanno tratto in arresto un cittadino ghanese di 46 anni, ritenuto responsabile di lesioni aggravate e porto illegale di arma bianca. In particolare, poco prima, presso una struttura sanitaria del luogo, armato di coltello, dopo aver serrato con un armadio la porta della stanza in cui si trovava ricoverato, ha aggredito due operatrici socio sanitarie, in quel momento impegnate ad assistere un altro ospite della struttura, sferrando un fendente che ha colpito una delle due all’emicostato, senza tuttavia procurarle gravi ferite. La pronta reazione delle malcapitate ha permesso loro di disarmare l’uomo e di lanciare l’allarme, dopo essere riuscite ad uscire dalla stanza. Prontamente intervenuta sul posto, una “gazzella” dell’Aliquota Radiomobile ha così tratto in arresto lo straniero, che, su disposizione della Procura della Repubblica di Bari, è stato poi associati presso la casa circondariale del capoluogo. Le due vittime, invece, soccorse presso il locale pronto soccorso, se la caveranno rispettivamente in 15 e 4 giorni per le lesioni riportate e per lo spavento.

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Basta “coccolare” invasori a nostre spese.

Trentola Ducenta, albanese illegale sul territorio, arrestato dai … – l’eco di caserta (Blog)

Trentola Ducenta, albanese illegale sul territorio, arrestato dai
l’eco di caserta (Blog)
TRENTOLA DICENTA (Caserta) – I Carabinieri della locale Stazione, nel corso di un controllo straordinario del territorio finalizzato al contrasto del fenomeno di furti e rapine in abitazione, hanno tratto in arresto in flagranza di reato il cittadino

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Risorse: Egiziano impiegava Egiziano, clandestino

Due fruttivendoli egiziani denunciati dalla Polizia, il gestore del negozio aveva impiegato un connazionale clandestino. Ieri la Squadra Volante, durante la normale attività di controllo e prevenzione, ha identificato due cittadini egiziani di 22 e 19 anni, rispettivamente gestore e dipendente di un negozio di ortofrutta in zona Cospea. Il gestore, residente a Roma, è risultato in regola con il permesso di soggiorno, al contrario del dipendente che ha dichiarato di essere entrato in Italia da oltre un anno e mezzo; è stato denunciato per ingresso illegale sul Territorio Nazionale ed espulso, dovrà lasciare l’Italia entro 7 giorni. Il suo datore di lavoro, invece, è stato denunciato per impiego di manodopera clandestina

http://www.ternimagazine.it/99339/il-fatto/terni-polizia-denuncia-due-fruttivendoli-egiziani.html

Nove arresti e 60 sequestri: smantellato l’impero illegale cinese in … – Corriere della Sera


Corriere della Sera

Nove arresti e 60 sequestri: smantellato l'impero illegale cinese in
Corriere della Sera
della Gdf e dallo Scico, hanno portato all'emissione da parte del gip di Venezia di nove custodie cautelari in carcere, di due arresti domiciliari e tre divieti di dimora. Sotto sequestro sono finiti 60 tra appartamenti, negozi, centri massaggi
Impero economico con i soldi delle squillo Arrestati cinesi e "colletti Il Gazzettino
Venezia, sgominata organizzazione criminale italo-cinese: 11 arrestiLaPresse
Italia: GdF sgomina organizzazione italo-cinese, 11 arrestiTicinOnline.ch
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