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Coi soldi del massacro fanno ‘business’ in Marocco

marocchini

Una condanna esemplare, peccato che non sarà mai scontata, salvo che i due feroci rapinatori non tornino in Italia.

Possibilità remota visto che, con i soldi arraffati spaccando la testa ad un’ottantenne sola in casa, hanno messo su bottega in Marocco.
Si occupano di moda. E chissà se mai sapranno che il bottino più grosso, pari a 104 mila euro in contanti, rimase nel cassetto dal quale avevano trafugato ori per un valore di 20 mila euro.
Il processo contro Adil Channita, 22 anni, e Mohamed Lamghari, 25, entrambi marocchini, difesi dall’avvocato d’ufficio Marinella Pasin, si è chiuso ieri dopo un rapido dibattimento e un’altrettanta rapida discussione. La vittima è Maria De Freitas, a Rasai: i due la legarono e poi la picchiarono in testa usando pare un portacenere in marmo che non venne mai ritrovato. Poi sparirono con destinazione Marocco. Le lesioni riportate furono gravi, tanto che l’anziana finì in rianimazione, riportando danni permanenti. La giustizia ha fatto la sua parte. Ma la sentenza è destinata a restare carta straccia.

http://www.leggo.it/NEWS/ITALIA/marocco_massacrano_anziana_rapina_negozio_foto/notizie/330991.shtml

Vengono qui e razziano. Per poi investire a casa loro. E non solo chi delinque, ma anche quelli che si comportano ‘bene’: solo di rimesse perdiamo 3 punti di Pil ogni anno.
Intanto, mentre il Marocco istituisce corsi di Islam nelle scuole italiane col beneplacito del nostro non governo – caso di Treviso – noi non riusciamo nemmeno a farci rimandare i delinquenti.

Un paese serio direbbe: “Non mi estradi questi due? Allora riprenditi tutti i marocchini.” E poi via.

SEGNALAZIONE

Vi seguo sempre con interesse e piena condivisione di valori e ideali.

Ho fatto una piccola ricerca su Google e questa è la pagina di uno dei due marocchini che nel 2011 hanno massacrato di botte una anziana signora e poi hanno aperto un negozio in Marocco con i soldi rubati.

http://it.netlog.com/adilchnnaydar (nato nel 1991)

Il suo nome è Adil Channita o più esattamente Adil Chnnaydar.

Ha anche un canale di Youtube dove appare in sella ad una moto

http://www.youtube.com/user/adil9519

Da quel poco che ho capito, vive nella zona della Medina (città vecchia) di Fès.

Le persone devono vedere la faccia di questo delinquente.

 

Immigrati spacciano morte tra i giovanissimi


TrevisoToday
Appartamento a uso “fumeria” per studenti, denunciata commessa
TrevisoToday
giovani e giovanissimi, ed era attivo nei pressi della stazione ferroviaria di Castelfranco Veneto. In concomitanza dell’arresto del 21enne furono segnalati ben 32 acquirenti, tredici dei quali minorenni. Annuncio promozionale. Dagli accertamenti  

Brandendo un coltellaccio: “Devo uccidere qualcuno” e si scaglia contro una bimba e passanti

 

VERONA – Una follia cieca ha portato un nigeriano dell’87, incensurato e regolare in Italia, a seminare il terrore per strada, tra i passanti. Armato di coltello e delirante. Un caso che, nonostante abbia avuto un epilogo fortunatamente meno drammatico, ha portato con la mente a quanto successo a Milano, tre settimane fa. Un nigeriano, armato di piccone, nel quartiere Niguarda, all’alba.

In quel caso i morti, aggrediti senza un movente, furono tre. In questo nemmeno uno. Tutto è iniziato in un negozio alla golosine, in via carlo alberto della chiesa, dove l’uomo, classe regolare in Italia, senza precedenti, è entrato delirando e rubando un coltello. Poi, con l’auto della fidanzata che pare lo avesse lasciato da poco, il primo tamponamento. Ripetuto, ad un auto ferma al semaforo di via albere. Quando l’automobilista è sceso la minaccia di morte con il coltello appoggiato sulla pancia. Poi la sua corsa è ripresa. Stessa scena in via mameli. Auto ferma, tamponamento, aggressione. All’altezza di Valdonega il nigeriano lascia la macchina in mezzo alla strada e prosegue a piedi, brandendo l’arma e urlando frasi sconesse. Devo uccidere qualcuno, diceva. Aggredisce anche una ragazzina, buttandola a terra. Mezz’ora in tutto, in cui il centralino del 113 viene tempestato di segnalazioni. Riescono a fermarlo, sotto la minaccia della pistola, vicino al teatro romano.

Gli agenti l’hanno portato in ospedale, a Borgo Trento, dove è stato sottoposto ad una visita psichiatrica. Non è stato però ritenuto necessario un ricovero, nonostante sembrasse, dicono, totalmente in preda alla follia. Poteva trasformarsi in una tragedia, in una seconda Milano. Fortunatamente, in questo caso, le segnalazioni alla polizia ci sono state, tempestive. L’uomo è stato arrestato, ora si trova in custodia cautelare in carcere. Nelle prossime ore ci saranno ulteriori accertamenti sulle sue condizioni psichiche.

http://www.tgverona.it/pages/356154/cronaca/raptus_di_follia_paura_di_una_seconda_milano.html

Banda di immigrati “smontava” la Toscana

Facevano parte di una banda organizzata che da alcuni mesi metteva a segno furti di gasolio, rame, utensili da lavoro e slot machine nelle province di Firenze, Pisa, Siena e Massa Carrara. Fra i colpi anche quello al cimitero comunale di Vinci nella notte del 4 marzo, quando furono rubate grondaie e una quarantina di vasi in rame.

Per questo cinque persone di nazionalità romena e moldava di età compresa tra i 24 e i 53 anni, sono state arrestate questa mattina dai carabinieri di Borgo Sa Lorenzo.
Sono domiciliati tutti tra Empoli e Scandicci, adesso si trovano in carcere a Sollicciano in attesa di essere interrogati dai magistrati.
Negli ultimi mesi avevano colpito cimiteri, esercizi commerciali, aziende, opifici, stazioni ferroviarie e cimiteri.

Secondo quanto riferito dai carabinieri, quattro malviventi sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, uno è stato arrestato in esecuzione di custodia cautelare in carcere.

Nel corso delle indagini, iniziate nell’ottobre del 2012, erano stati arrestati altri cinque componenti della banda.
In totale dunque arrestati dai carabinieri di Borgo San Lorenzo 10 persone.
In base a quanto ricostruito, il gruppo si dedicava ai furti anche per 20 ore al giorno.
Le centinaia di litri di gasolio rubati da escavatori e da cisterne, venivano riutilizzati dalla stessa banda per i rifornimenti dei furgoni usati durante i raid notturni o rivenduti ad altri connazionali al prezzo di 1 euro al litro.

L’indagine, iniziata nel mese d’ottobre del 2012, quando i carabinieri di Scarperia hanno arrestato per tentato furto due rumeni che stavano rubando cavi di rame dall’interno della ditta Top Finish, ha aperto uno scenario quasi surreale che ha delineato i tratti di un gruppo organizzato che con sistematicità quotidiana, per quasi tutto 20 il giorno, si dedicava a furti o all’esecuzione di sopralluoghi finalizzati alla loro commissione: un’attività che coinvolgeva, senza soluzione di continuità, tutti i membri della banda in un turbinio di viaggi per le strade della Toscana con furgoni pronti a caricare la refurtiva ed auto che svolgevano il ruolo di ‘staffetta’ per prevenire i controlli delle forze dell’ordine.

Obiettivi prescelti erano prevalentemente le vecchie fabbriche o le aziende ormai chiuse per la crisi economica all’interno delle quali sono spesso accantonati ingenti quantitativi di rame o altri utensili, nell’attesa che si risolvano le procedure fallimentari o che subentrino nuovi proprietari.
Una strategia che portava a ridurre il rischio di essere scoperti per la minore sorveglianza che normalmente viene dedicata ai siti dismessi, senza considerare, in alcuni casi, le mancate denunce. Tra
Tra gli episodi più significativi si possono ricordare il furto di slot machine la notte del 5 gennaio ai danni del bar “Art Caffè” di Vaglia, quando venne arrestato in flagranza uno dei complici e recuperata l’intera refurtiva. Ma anche il furto di 150 litri di gasolio rubati da una cisterna delle FS alla stazione di Firenze Castello nella notte del 5 febbraio; il furto di 100 kg di rame ed attrezzature da lavoro rubate la notte del 7 febbraio ai danni di una ditta di Scandicci; il furto di 300 chilidi rame e 200 litri di gasolio e numerosi utensili da lavoro rubati a Monteriggioni la notte del 13 febbraio ai danni di un impresa edile del posto. Alla banda si imputa anche il furto di 2500 Kg di rame nella notte del 21 febbraio in un’azienda di Massa, circostanza nella quale i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un ulteriore complice che stava trasportando la refurtiva poi interamente recuperata.
http://www.gonews.it/articolo_185318_Stakanovisti-dei-furti-sgominata-una-banda-Arresti-Empoli-Scandicci-Fra-colpi-anche-quelli-al-cimitero-di-Vinci.html

Si trova in mezzo a rissa di immigrati: accoltellato


VeneziaToday
Si trova “in mezzo” durante la rissa al Rivolta: accoltellato un paio di
VeneziaToday
A fronteggiarsi in una zuffa iniziale furono infatti, secondo la ricostruzione della Digos, due giovani di nazionalità moldava e l’aggressore, poi denunciato. Durante il parapiglia, però, è finito “in mezzo” anche un gruppo di giovani chioggiotti che  

Lanciò “acido corrosivo” sulla folla: confessa Albanese

Sajmir Thekna  interrogato dai magistrati avrebbe ammesso di essere stato lui a lanciare, la notte del 22 giugno 2012, acido sulla folla durante un concerto a Caltagirone. Questo quanto si apprende da fonti giudiziarie.

CALTAGIRONE – Sajmir Thekna ha confessato. Gli interrogatori svolti nella giornata di oggi dai magistrati confermano quanto scoperto dagli investigatori. Le indagini  condotte dalla polizia di Caltagirone e dalla Squadra mobile etnea, con il coordinamento  della procura calatina, hanno portato all’arresto, domenica scorsa, dei fratelli Filippo e Francesco Piazza e dell’albanese Sajmir Thekna, tutti e tre accusati di lesione aggravata in concorso . L’albanese, secondo fonti giudiziarie, sembra aver confermato le dichiarazioni rese subito dopo l’arresto. Sarebbe lui, dunque, ad aver materialmente gettato sui giovani spettatori quella sera l’acido corrosivo che ha causato il ferimento di oltre 30 ragazzi.

Resta ancora aperta la posizione dei fratelli Piazza che, invece, negano le proprie responsabilità.

o: Albanese confessa di aver lanciato acido contro la folla che nel giugno 2012 assisteva a un concerto (ci furono oltre 30 feriti) http://catania.livesicilia.it/2013/01/29/lalbanese-ha-confessato-ho-lanciato-io-lacido-sulla-folla_222722/

Arrestati i due assassini di De Meo – Il Centro


abruzzo24ore.tv

Arrestati i due assassini di De Meo
Il Centro
I due giovani, di etnia rom, dopo aver trascorso un periodo di carcerazione preventiva, furono rimessi in libertà. Recentemente la procura generale della Repubblica presso la Corte D'Appello di L'Aquila – ufficio esecuzioni penali – preso atto del
OMICIDIO DE MEO: CASSAZIONE CONFERMA, ASSASSINI IN Abruzzoweb.it

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