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Abusivi lanciano pietre contro vigili urbani

L’hanno schivato per un soffio, ma hanno davvero rischiato i vigili urbani che ieri pomeriggio, nella zona di Borgo Pio, stavano sequestrando merce contraffatta a sette ambulanti abusivi senegalesi. Gli immigrati hanno fatto resistenza anche approfittando della loro superiorità numerica, ma gli agenti della polizia municipale non si sarebbero mai attesi che uno degli ambulanti si difendesse a colpi di sampietrini. Uno dei “selci” è stata scagliato con forza contro un vigile che non è stato colpito solo grazie alla prontezza di riflessi. La violenta reazione dei sette immigrati non ha tuttavia impedito alle forze dell’ordine di portare a termine l’operazione.

http://m.ilmessaggero.it/m/messaggero/articolo/ROMA/1316793

Autista chiede biglietto a Rom: “Come ti permetti?” – VIDEO CHOC

Autobus linea Vicenza/Padova ore 8:44 di questa mattina. Autista minacciato perche' chiede il biglietto a questa "portatrice di sapere e conoscenza"

Posted by Forza Nuova Vicenza on Venerdì 17 aprile 2015

MINACCE ALL’AUTISTA. Sono le otto e trenta di venerdì mattina quando un passeggero riprende la scena: una signora, con in braccio un bambino piccolo, sale sul mezzo senza biglietto. L’autista le chiede di pagare, ma la donna non vuole sentire ragioni. La ricerca di un “biglietto a prestito” tra i passeggeri dura poco e quando il conducente le chiede di scendere arrivano le minacce.

IL VIDEO SU FACEBOOK. Il video ha superato le mille visualizzazioni in pochissimo tempo. Pesanti alcuni dei post: “C’è solo una cura. È verde e costa 1,5 euro al litro”, scrive qualcuno. “Il problema siamo noi”, prova a spiegare una ragazza. Unanime, comunque, la solidarietà all’autista minacciato.

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‘Profughi’ invitano amici a dormire nel ‘loro’ hotel

“Con la compiacenza di alcuni connazionali, reduci di guerra e ospiti di un albergo di via Pietralata, dove soggiornano in attesa di cure, una decina di cittadini libici sono entrati con la forza nella struttura ed hanno occupato alcune stanze.
Il portiere dell’hotel, preoccupato per la situazione che si era venuta a creare, ha deciso di chiamare la Polizia e sul posto sono intervenuti gli agenti del Reparto Volanti” è quanto reso noto da un comunicato della Questura di Roma.
“Dopo aver preso contatti con il richiedente, i poliziotti sono saliti al piano superiore ed hanno intimato agli ospiti irregolari di uscire dall’albergo. Gli stranieri, però, anziché aderire all’invito rivolto loro, hanno iniziato una strenua resistenza oltraggiando gli agenti.

Uno in particolare, approfittando della situazione, ha tentato di barricarsi in una delle camere occupate regolarmente da un connazionale che, nel tentativo di difenderlo e favorirlo, ha anche tentato di colpire gli uomini in divisa con un cacciavite. Intervenuti energicamente, gli agenti hanno bloccato i due stranieri.

Identificati per H.A.S e A.A., rispettivamente di 30 e 27 anni, i due sono stati dichiarati in arresto e stavano per essere condotti in ufficio ma tale manovra è stata ostacolata da altri connazionali che si sono posizionati davanti all’uscita impedendo di fatto il passaggio.

A quel punto gli agenti hanno contattato la sala operativa della Questura e chiesto l’ausilio di altro personale.
Dopo pochi minuti sul posto sono giunte alcune pattuglie che, al loro arrivo, sono state prese d’assalto dai cittadini libici, i quali hanno lanciato contro i poliziotti diversi oggetti tra cui una specchiera in metallo di grosse dimensioni.

Uno straniero, in particolare, dopo aver preso un estintore a muro, lo ha scaricato sugli agenti creando una nube di fumo che ha consentito ad alcuni suoi connazionali di fuggire.

Malgrado le difficoltà respiratorie e la poca visibilità causata dalla polvere, i poliziotti sono riusciti ugualmente a bloccare altre sette persone, tutte responsabili del lancio degli oggetti e del tentativo di interrompere l’operazione di Polizia.
Gli agenti intervenuti sono dovuti ricorrere alle cure dei sanitari. Per alcuni di loro si è resa necessaria la somministrazione di ossigeno a seguito delle difficoltà respiratorie conseguenti alla inalazione delle polveri fuoriuscite dall’estintore”.

http://lanotiziah24.com/2015/04/roma-cittadini-libici-occupano-alcune-stanze-di-un-albergo-nella-zona-di-santippolito/#

Autista circondato da africani: pestaggio selvaggio – VIDEO

Quando finiremo di farci sottomettere a casa nostra?

Posted by Forza Nuova Vicenza on Martedì 7 aprile 2015

Gang multietnica aggredisce passante a calci, schiaffi e pugni

L’hanno aggredito alle spalle, poi sono partiti calci, schiaffi e pugni. Ennesima aggressione del gruppetto di minorenni che imperversa nelle ultime settimane tra piazza Ferretto e piazza Barche a Mestre. Con ogni probabilità sono sempre gli stessi: quelli che hanno picchiato una quindicenne in piazzale Candiani qualche giorno fa e che nella tarda serata di venerdì sono entrati in azione di nuovo.

Verso le 23, davanti ad altri passanti, mentre i locali pubblici si apprestavano a chiudere, il violento blitz che allo stato non avrebbe alcuna motivazione di fondo. “E’ solo la voglia di questo gruppetto di quindicenni di farsi forza tra loro e sentirsi più grandi – dichiara un esercente della piazza – li vedo a ogni ora della giornata. Non fanno nulla. Quando chiudiamo si siedono sui gradini e continuano a bivaccare. Dove sono i loro genitori? Le forze dell’ordine dovrebbero controllare di più la piazza”. Fatto sta che, senza che nessuno se l’aspettasse, in cinque aggrediscono il venditore di rose. Tra loro anche una ragazzina. Volano schiaffi e calci da dietro, dopodiché, visto che alcuni testimoni avrebbero iniziato a urlare di fermarsi, il gruppetto (ma in questo caso appare più appropriato chiamarla proprio “baby-gang”) è scappato in direzione della Torre civica, facendo perdere le proprie tracce.

Il gruppetto sarebbe ‘misto’, con ragazzi di origini diverse. La gente ora ha paura di venire in piazza. A causa loro stiamo perdendo clienti, come se la situazione già non fosse difficile.

Potrebbe interessarti: http://mestre.veneziatoday.it/baby-gang-minorenni-piazza-ferretto-4-aprile-2015.html

Auto immigrati sperona veicolo Carabinieri: uno è in fuga

Non si sono fermati all’alt intimatogli dai Carabinieri ed anzi hanno puntato dritto all’auto dei militari speronandola per poi proseguire la fuga. Sono stati inseguiti dai Carabinieri che alla fine gli hanno raggiunti: il conducente è sceso e fuggito a piedi il passeggero, risultato anche proprietario dell’auto, dopo aver cercato di resistere con la forza ai Carabinieri veniva bloccato e arrestato.

Con l’accusa di violenza e resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento di mezzo militare i Carabinieri della Stazione di Bagnolo in Piano hanno arrestato Abderrahim Eddarif di 30 anni, residente a Cadelbosco Sopra, ristretto al termine delle formalità di rito a disposizione della Procura reggiana.

L’origine dei fatti ieri poco dopo le 23,00 quando una pattuglia della Stazione di Bagnolo in Piano, pattugliando Via Ponte Forca (confine con il Comune di Novellara) notavamo giungere una Fiat Punto con due stranieri uno dei quali veniva riconosciuto nel suddetto 30enne poiché già arrestato dagli stessi Carabinieri per spaccio di stupefacenti nel 2013.

La vettura anziché ottemperare all’alt puntava la vettura militare speronandola per poi proseguire la fuga. A seguito del contraccolpo subito dall’urto un militare sbatteva la testa nel montante (per lui un trauma cranico lieve, con prognosi iniziale di gg. 3).

I Carabinieri si ponevano quindi all’inseguimento dei fuggitivi, diretti a forte velocità verso Santa Maria della Fossa, riuscendo a raggiungerli. Il conducente apriva la portiera e riusciva a scappare nei campi adiacenti facendo perdere le proprie tracce, mentre il passeggero, Eddarif Abderrahim, veniva bloccato seppur a fatica vista la resistenza e tratto in arresto in ordine ai citati riferimenti normativi.

Alle cure mediche ricorrevano anche altro Carabiniere per la condotta violenta subita dal fermato (trauma al piede destro e alla caviglia omolaterale, con prognosi di gg. 3) e la stesso arrestato rimasto lievemente contuso a seguito del speronamento dell’auto dei Carabinieri. E caccia al complice riuscito a fuggire: la sua identificazione potrebbe essere questione di ore.

http://www.4minuti.it/citta/fuggono-posto-blocco-speronano-auto-carabinieri-0079761.html

Tassisti: “Da quando ci sono gli immigrati è un massacro”

Pino stava facendo il suo lavoro alla guida del suo taxi. E’ domenica notte. In stazione centrale, a Milano, fa salire a bordo una cliente. Destinazione viale Brianza. Mentre raggiunge il numero civico si accorge che un ciclista sta viaggiando in contromano e glielo fa notare.

Poi si ferma al numero civico, scende e viene raggiunto dal ragazzo che gli urla “Che cazzo vuoi?”. Pino risponde “Eri in contromano cosa vuoi? Vai e vedi di camminare dritto!”. Una frase che è stata recepita come un’offesa. ” Il ragazzo era un extracomunitario, sui trent’anni, aveva un alito pesante, probabilmente aveva bevuto qualche birra. Ma non era ubriaco, avrebbe sbandato e non avrebbe avuto tutta quella forza nel colpirmi” – commenta il tassista.

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/tassisti-massacro-1106098.html

Pordenone: arrivano i ‘profughi’, iniziano i tentati stupri

PORDENONE. «Aiuto, mi uccidono, mi uccidono». Il silenzio all’ora di cena, in un condominio del quartiere di Torre, è stato rotto dalle grida di una insegnante trentenne. Uno sconosciuto l’aveva bloccata davanti alla porta del palazzo. «Non gridare e non ti succederà nulla», era l’ordine del bruto. Ma lei ha reagito, infilandogli le dita negli occhi, facendogli cadere gli occhiali a terra, mettendolo in fuga mentre i condomini scendevano in massa nel giardino condominale. Intanto monta la preoccupazione: è il secondo caso in una settimana, dopo quello accaduto a Cordenons, ovvero a un paio di chilometri di distanza. Polizia e carabinieri cercano un africano.

L’inquientante episodio è accaduto l’altra sera, dieci minuti dopo le 20, nell’androne di un condominio nel quartiere di Torre. La donna era appena rientata, in bicicletta. Stava parcheggiando nella rastrelliera situata nell’angolo opposto all’entrata del palazzo, illuminato e in prossimità di un parco dove il presunto aggressore molto probabilmente si era nascosto.

E’ stata aggredita alle spalle da un uomo di origini africane, incappucciato e con una felpa di colore grigio, privo di armi. «Stai zitta, non urlare», le ha ordinato. La donna è stata scagliata contro il muro, ma non si è persa d’animo: l’ha morso e ha urlato. Tanto che i residenti si sono allarmati. Pochi secondi dopo ha suonato ai campanelli del palazzo. Visto che lo sconosciuto non desisteva, l’insegnante gli ha infilato le dita negli occhi, facendogli cadere a terra gli occhiali.

«Mi uccidono, mi uccidono!», ha continuato a gridare. Pochi secondi dopo i condomini erano nel parchetto d’ingresso in suo aiuto mentre lo sconosciuto è riuscito a fuggire attraverso il vialetto del giardino. Sul posto, in pochi minuti, sono giunte le volanti della questura, che hanno avviato indagini per risalire all’aggressore.

Non è escluso che si tratti dello stesso che, solo una settimana prima, aveva tentato di violentare una donna a Cordenons. Era uscita di casa per gettare la spazzatura nel cassonetto, quando era stata affrontata da uno sconosciuto, anche in quel caso africano, che aveva un coltello in mano. Le aveva intimato di non urlare, scagliandola contro un muro.

Ma anche in quel caso la donna aveva urlato, chiedendo aiuto e provocando in questo modo la fuga del presunto aggressore. Pochi chilometri separano la via dove è accaduto questo episodio dal palazzo di Torre, dove l’insegnante è stata aggredita. Tanto che gli inquirenti non escludono che si tratti dello stesso uomo. Tra Cordenons e Torre, intanto, monta la preoccupazione.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/pordenone/cronaca/2015/03/08/news/insegnante-aggredita-davanti-a-casa-1.10999363

PORDENONE – Un episodio dai contorni inquietanti, fotocopia di un altro accaduto qualche giorno fa a Cordenons, a qualche centinaio di metri di distanza. Stessa scena, forse stesso protagonista e, nelle intenzioni dell’aggressore, stessa vittima: una giovane ragazza.

Erano circa le venti di venerdì, la ragazza parcheggia l’automobile davanti ai palazzi di mattonelle in via Galilei, laterale di via San Valentino.
Scende dalla vettura, chiude la serratura e si appresta ad entrare in casa, avvicinandosi all’ingresso di uno dei condomini. Dal buio esce un uomo di colore, africano secondo la ragazza. «Non urlare», le intima. Nulla più. Tanto basta per terrorizzarla, ma non per farle perdere la forza d’animo. Con un guizzo si avvicina ai campanelli e li suona tutti, chiedendo aiuto e urlando a squarcia gola. Gli inquilini rispondono alle chiamate e alle grida e l’aggressore, impaurito, scappa.

Non ha puntato alcun taglierino contro la ragazza, l’ha spintonata e ha completamente ignorato la borsetta e il portafoglio che conteneva. Per questo la Polizia di Stato, che sta indagando sull’accaduto, esclude per ora il tentativo di rapina, ma non l’intenzione di violenza sessuale.
E visto che era accaduta la stessa cosa pochi giorni fa a Cordenons – in quel caso però l’uomo, sempre di colore, aveva tirato fuori un taglierino – ora gli agenti confronteranno indizi e testimonianze con i carabinieri, che erano intervenuti per la precedente aggressione.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/PORDENONE/pordenone_aggressione_campanelli/notizie/1225829.shtml

Stuprarono italiana in cantina: condanne di 4 anni…

Nel frattempo c’è chi fa retorica ideologica sulla “difesa della donna”..

(ANSA) – BOLOGNA, 6 MAR – La trascinarono a forza in uno scantinato di un condominio nella periferia di Bologna e abusarono di lei.
I tre romeni ritenuti responsabili dello stupro di gruppo di una 41enne italiana, avvenuto il 19 marzo 2014 in via Mitelli, furono fermati pochi giorni dopo da agenti della squadra mobile, coordinata dal Pm Morena Plazzi.
Processati in rito abbreviato, sono stati condannati a sette anni e otto mesi Victor Bambaloi, 34 anni, quattro anni e otto mesi Ion Gavril, 34, e Catalin Guita, 29.
http://www.ansa.it/emiliaromagna/notizie/2015/03/06/stupro-di-gruppo-in-cantina-3-condanne_5f6f6df0-d52f-45fe-9208-44c13face1e5.html
Pochi anni di vitto e alloggio pagati ( che de facto saranno ancor meno, sicuramente), per aver distrutto la vita di una signora. Nel mentre, ministri inadeguati parlano di “ospedale della donna” e altre stupidaggini ideologiche per farsi notare…

Quartiere denuncia papponi di Marino: loro danno fuoco ad auto residenti

ROMA – Un’altra notte di fuochi, un’altra notte di tensione. Prati Fiscali e più in generale la zona di Monte Sacro attorno a viale Ionio si scoprono in balìa dei piromani. Dopo i venti veicoli dati dalle fiamme nella notte fra venerdì e sabato, un altro raid, alla stessa ora, sempre fra le quattro e le cinque, nello stesso quartiere dove la lotta alla prostituzione e agli sfruttatori del mercato del sesso ha portato a scontri, anche fisici, fra residenti e malavitosi. Ecco perché resiste l’ipotesi che dietro ai roghi di auto parcheggiate sotto ai palazzi, gli stessi edifici assediati dalle prostitute e dai loro clienti, ci siano proprio i clan che si spartiscono sempre più indisturbati il mercato del sesso in quella parte della città, che gestisce anche il redditizio traffico delle prostitute sulla Salaria.

Questa volta sono state bruciate dodici auto. In via Val di Sangro (già presa di mira 24 ore prima), via Monte Fumaiolo e proprio viale Ionio. Gli abitanti sono stati svegliati di soprassalto dal bagliore delle fiamme che avevano avvolto i veicoli e dalle esplosioni dei serbatoi. Nessun dubbio che si tratti di episodi dolosi, proprio nei giorni della polemica per l’apertura di zone a luci rosse autorizzate, volute dal Campidoglio, con la sperimentazione all’Eur da aprile e con una dozzina di municipi che si sono detti favorevoli all’iniziativa. «Creare zone ghetto non è una soluzione, ci mobiliteremo sotto al municipio: è immorale che le istituzioni sostengano che sia tollerata una zona per la prostituzione», attacca il coordinatore romano di Forza Italia Davide Bordoni, mentre per Paolo Voltaggio del Nuovo Cdu le zone a luci rosse sono «obsoleti e pericolosi palliativi».

Perplesse anche le forze dell’ordine, anche se da tempo non si hanno più notizie di pattuglioni e controlli sulle strade della Capitale per identificare le prostitute e i loro sfruttatori – che sembrano aver vinto la loro battaglia illegale -, identificare e multare i clienti. «Un’altra conseguenza – è stato spiegato – delle carenze di personale da utilizzare in questi servizi». Ma se in quasi tutta Roma la situazione appare tranquilla, nonostante i disagi per la cittadinanza, ai Prati Fiscali si rischia invece che la situazione possa degenerare. La caccia ai piromani era già scattata nella notte di venerdì, con un inseguimento durato un’ora intera durante il quale però i vandali avevano continuato a bruciare le macchine dei residenti. E lo stesso si è verificato nella notte fra sabato e domenica con identiche modalità. Difficile pensare che possa trattarsi di una persona sola, anche se non viene esclusa questa possibilità, come vengono analizzati – insieme con i filmati della videosorveglianza – anche i modelli di vetture distrutte dal fuoco, fra i quali spiccano Ford Fiesta e Daewoo Matiz. Ma questa potrebbe davvero essere soltanto una coincidenza

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_febbraio_08/prostituzione-clan-racket-sospettati-roghi-auto-334413fe-afb3-11e4-bc0d-ad35c6a1f8f9.shtml