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Romeni assaltano oleodotto: rischiata strage

E una conseguente strage. Due romeni trentenni infatti hanno tentato di rubare benzina gia’ raffinata , praticando un foro all’ oleodotto nei pressi di San Miniato, dove passa la vicina linea ferroviaria Firenze Pisa Livorno. Per fortuna l’ oleodotto non era in pressione altrimenti non si sa cosa ci sarebbe stato da commentare…. Probabilmente anzi sicuramente una strage , dovuta all’ assalto di una criminalita’ romena sempre piu’ violenta, che non esita a devastare impianti vitale per la Toscana e per il Paese come Oleodotti e Ferrovie, vedi furti di rame e metalli. Una criminalita’ romena sempre piu ‘ pericolosa che rischia con questi atti insensati e ” terroristici ” di creare delle spaventose stragi. Si e’ passato il limite, intervengano il ministro Alfano, il governo guidato dal Pisano On Letta, che non possono piu’ restare indifferenti alle politiche scellerate della regione Toscana, che favoriscono l’ insediamento di centinaia di migliaia di nomadi provenienti dai paesi dell’ Est Europa, con progetti fallimentari d’ integrazione come la costruzione di case a Coltano e Firenze, o la concessione di case popolari scavalcando famiglie toscane bisognose. E di fronte a sistematici sabotaggi di ferrovie, con furti di rame, di fronte al pericolo di gravi sciagure , come quella rischiata oggi a San Miniato, urge SOSPENDERE IL TRATTATO DI SCHENGEN come saggiamente in questi giorni ha fatto la Danimarca, per impedire l’ afflusso di criminali da Romania, Ungheria, Ex Jugoslavia, Albania, Macedonia, Polonia, una ” feccia ” criminale che assolutamente non deve piu’ entrare in Italia e soprattutto in TOSCANA
OSSERVATORE TOSCANO

 

http://voxnews.info/2013/05/22/assalto-all-oleodotto-di-san-miniato-rischiata-la-catastrofe/

“Profughi” protestano: «Ci vogliono dare solo 500€, ne vogliamo almeno 1.500»

Professione: "Profughi"


Un gruppo di sedicenti profughi dalla Libia,  sbarcati nell’ormai lontano 2011 a Lampedusa e da allora ospitati nel Comune di Massarosa hanno protestato perché “non soddisfatti” della buonuscita di 500€ che il governo ha gentilmente predisposto per loro. Ne vogliono almeno 1500.
Si tratta di 18 persone di stati come Bangladesh, Nigeria, Senegal. Dal primo marzo la Prefettura ha chiesto loro di liberare gli alloggi, offrendo un contributo una tantum di 500 euro a persona. Da lì nasce un accordo, col Comune di Massarosa, perché l’ente locale aggiungesse alla somma stanziata dalla Prefettura altri 700 euro.«Purtroppo però – spiega l’assessore al sociale del Comune di Massarosa Simona Barsotti – secondo la Prefettura non è possibile stanziare più di 500 euro».
La vicenda provoca reazioni contrastanti nel mondo politico. «La protesta dei profughi di Massarosa è il risultato di una scellerata strategia di accoglienza da parte della Regione Toscana». Di questo avviso è Claudio Morgantieuroparlamentare della Lega Nord.
«Fossi nel sindaco di Massarosa, Franco Mungai – asserisce Morganti –, inviterei i profughi a protestare sotto il Palazzo della Regione Toscana visto che è stato il Presidente Rossi a rendersi disponibile ad accogliere i profughi libici, salvo poi lasciarli a carico delle Amministrazioni locali e al proprio destino».

Sulla richiesta dei rifugiati, invece, di ottenere 1500 euro per lasciare la struttura di Ficaia, anziché accettare i 500 euro previsti dal Ministero dell’Interno, Morganti è lapidario: “Molti cittadini – sottolinea l’europarlamentare – sono senza lavoro o in gravi difficoltà economiche e non ricevono certo soldi giornalieri come i 40 euro dati ai libici fino ad ora. Massarosa e la sua Amministrazione hanno già fatto tanto per accogliere i profughi, accettando anche eventuali rischi di disordine come poi si sono effettivamente verificati. I profughi, finita l’accoglienza, devono tornare nel proprio Paese d’origine visto che le guerriglie sono terminate. Ormai, è evidente che la “ricetta Rossi” sull’accoglienza e sull’integrazione è fallita. D’altronde, non è la prima volta che il Presidente si vanta dei propri modelli, salvo poi essere smentito dai fatti: si veda la sanità».

Viceversa si dice vicino alla protesta il gruppo locale di Rifondazione Comunista«Esprimiamo la nostra solidarietà ai rifugiati politici libici – scrivono – che hanno manifestato sotto il comune per rifiutare un accordo che li avrebbe rispediti in libia con 500 euro di “buona uscita”».

Firenze: immigrati si prendono a sprangate vicino sede Regione

ORMAI LE NOSTRE CITTA’ SONO UN FAR WEST

Un trentunenne romeno è stato circondato e picchiato da cinque uomini, questa mattina intorno alle 4,40 in via di Novoli a Firenze: la vittima è stato gettata a terra e poi colpita ripetutamente con uno sgabello in legno e con un tubo metallico. Il romeno ha riportato varie ferite alla testa, tra cui fratture al naso e all’orbita sinistra, giudicate guaribili in 20 giorni. Tre dei suoi aggressori, due albanesi di 29 e 30 anni e un romeno di 27, sono stati arrestati dalla polizia con l’accusa di lesioni aggravate. Secondo quanto emerso, il trentunenne ha detto di non conoscere i malviventi e di non ha saputo spiegare il motivo dell’aggressione. Si stava recando a casa dopo aver consumato un panino in un chiosco della zona, quando è stato circondato da cinque uomini, nei pressi degli uffici della Regione Toscana. La polizia, arrivata sul posto su segnalazione di alcuni residenti svegliati dalle grida che provenivano dalla strada, è riuscita a bloccare tre aggressori, mentre altri due sono riusciti a fuggire a piedi. Sequestrati lo sgabello in legno e il tubo metallico usati per il pestaggio.
http://www.gonews.it/articolo_178177_Pestaggio-cinque-contro-uno-un-31enne-in-ospedale-dopo-colpi-alla-testa-con-un-tubo-uno-sgabello.html