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Genova: sudamericani rapinano gioielleria, picchiata la titolare

Genova 04 settembre 2013 – La polizia sta cercando gli autori di una rapina violenta avvenuta questa mattina a Sampierdarena. I malviventi hanno preso di mira una gioielleria, picchiando la titolare prima di darsi alla fuga. Sul posto personale della Squadra mobile e l’ambulanza del 118. La donna ferita non è grave ma è stata trasferita in ospedale per accertamenti. Gli autori del colpo sarebbero tre sudamericani: due sono entrati in gioielleria mentre il terzo ha fatto da palo. Secondo quanto trapelato dalle indagini, i due avrebbero picchiato la donna costringendola a chiamare il marito. Quest’ultimo è stato a sua volta malmenato. Il bottino della rapina è ancora da quantificare. La donna è sotto choc e il marito è stato ricoverato in codice giallo in ospedale.

http://www.genovatoday.it/cronaca/rapina-gioielleria-sampierdarena.html

Allarme rapine in casa: 70enne molestata e rapinata da gang ‘integrata’

MONREALE (PALERMO) – Mostra i lividi sulle mani, indica la sua bocca, ancora dolorante dopo essere stata imbavagliata con forza. Racconta quei momenti terribili con la paura negli occhi, descrivendo nei dettagli le fasi della rapina messa in atto da tre malviventi ieri pomeriggio, mentre si trovava a letto. Carolina Tuppo, 69 anni, stava riposando quando i rapinatori hanno fatto irruzione nella sua villa, in via Corpo di Guardia a Monreale. La casa in cui la donna abita ormai da trent’anni è circondata da campi alberati, ai confini dei quali si intrecciano numerose stradine sterrate.

L’entrata principale è su una via di passaggio per le auto, ma i malviventi – finiti ieri in manette – avrebbero raggiunto la villa a piedi, attraversando uno dei terreni vicini. Poi, avrebbero scavalcato la rete di recinzione e fatto accesso nell’abitazione dalla porta sul retro. Erano due romeni e un palermitano, due trentenni e un ventunenne: Cionta Covaci, Dorin Alin Staicu Mosneanu e Marcantonio Gnoffo. Facce già note alla polizia che ieri è riuscita a cogliere sul fatto i tre, fermati mentre si stavano dando alla fuga. Poco prima, avevano minacciato con un coltello, imbavagliato e legato ai piedi del letto la donna, che durante il suo racconto aggiunge un particolare sconcertante, quello delle molestie subite da parte di uno dei rapinatori.

“Uno di loro faceva da palo e si trovava nel corridoio – racconta la 69enne – gli altri due mi hanno aggredito nella stanza da letto e mi hanno immobilizzata. Il più robusto ha cominciato a rovistare nei miei cassetti, l’altro si è seduto accanto a me sul letto e mi ha molestata. Ero sconvolta, disgustata – racconta Carolina Tuppo – ma non potevo fare nulla. Lui ha continuato dicendomi “Lo facciamo?”. Io, terrorizzata, ho ovviamente risposto di no ed è stato in quel momento che ha deciso di legarmi.

Il suo complice ha così afferrato una mia vestaglina di cotone e l’ha strappata, ricavando un lungo pezzo di stoffa con il quale mi hanno legato ai polsi. Stessa cosa hanno fatto per le caviglie e la bocca. Mi hanno imbavagliata con violenza, la bocca mi fa male, riesco a malapena a parlare. Poi – aggiunge – non contenti mi hanno legata ai piedi del letto, facendomi mettere in ginocchio. Da quel momento in poi non ho più capito cosa stessero facendo. Ero nel panico, credevo che mio nipote si trovasse nell’altra stanza e che gli avessero fatto del male”.

Invece, per fortuna, il giovane era andato a casa della madre, al secondo piano della villetta, dove la mamma abita col figlio più piccolo di quattro anni. “Ero con mia nonna fino a pochi minuti prima – racconta – ma quando è andata a riposare ho deciso di andare un poco di sopra”. E’ stato il ragazzo ad intuire quello che stava succedendo alla nonna e a lanciare l’allarme alla polizia: “L’ho sentita urlare e dire che non aveva soldi. Poi passi veloci e rumori strani, ho chiamato subito il 113”. Un gesto che ha permesso l’arresto dei tre, soprattutto in base al fatto che la polizia conosceva già quella casa, finita nel mirino dei malviventi già tra volte in pochi mesi.

“Ad ottobre scorso – spiega la figlia della vittima, Sonia Tusa, un uomo è entrato armato di un coltello ed è scappato con alcuni oggetti di bigiotteria. A dicembre la casa è nuovamente stata presa d’assalto. Posso dire che ci hanno tolto completamente la serenità”. “E’ vero – aggiunge la madre – mia figlia adesso non vuole nemmeno lasciarmi più da sola, è molto preoccupata. Qui basta voltarsi per trovarsi un ladro di fronte. Abbiamo paura”.

Un piano, quello che avrebbero voluto mettere a segno i due stranieri e il palermitano, che avrebbe portato via alla vittima oggetti dal grande valore affettivo: “Mi dicevano di dargli i soldi, ma ho più volte detto che non avevo e così mi hanno sflato dalle dita la fede d’argento e quella d’oro. Ho perso mio marito qualche anno fa e non avere più questi anelli per me sarebbe stato un dolore. Per fortuna mi è stato riconsegnato tutto. Quella che non riavrò più è la tranquillità”.

http://livesicilia.it/2013/08/29/le-molestie-poi-la-rapina-e-la-fuga-lanziana-aggredita-a-monreale-e-stato-terribile_365025/

Boldrini sarà estasiata, da questo esempio di integrazione riuscita italo-romena.

Spacciatori mimetizzati nei campi Due marocchini arrestati a Cornate – Il Cittadino di Monza e Brianza


Il Cittadino di Monza e Brianza

Spacciatori mimetizzati nei campi Due marocchini arrestati a Cornate
Il Cittadino di Monza e Brianza
Una tecnica usata spesso da due marocchini di 23 e 27 anni, in Italia senza fissa dimora e già noti alle forze dell'ordine. I due, come detto, sono stati arrestati, mentre è stato arrestato un altro nordafricano di 33 anni, che fungeva da palo per i
Pusher di “campagna” in manette: un altro blitz a CornateMBnews
Spaccio nei parchi tra Cornate e Trezzo; ma arrivano le "gazzelle"Monza Today

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Dogliani, arrestato dopo un inseguimento da film un nomade sinti … – targatocn


La Stampa

Dogliani, arrestato dopo un inseguimento da film un nomade sinti
targatocn
Continua senza sosta l'opera dei Carabinieri nella repressione del fenomeno dei furti in appartamento. Infatti, è dell'altro ieri l'arresto di uno dei ladri appartenente ad una banda che compiva furti in abitazione spostandosi a bordo di potenti
Fa da palo ai complici per un furto in casa a Dogliani: arrestatoLa Stampa
Arrestato dopo un inseguimento da filmGrandain

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Immigrati rubano elemosina in chiesa

Era in ginocchio davanti all’altare. Ma invece di pregare con una rudimentale canna – formata da un metro metallico usato nell’edilizia nella cui parte inferiore piegata era stata data una mano di colla – pescava le monete da uno-due euro e da 50 e 20 centesimi contenute nella cassetta delle elemosine. Nei guai è finita Marta Trudzik, 39 anni, specialista nei furti di monete in chiese e cappelle di mezza Italia visto che la vigilia di Capodanno era stata arrestata dalla polizia di Ancona per essere stata sorpresa a rubare le offerte nella cappellina dell’ospedale dorico dove era stata trasportata per un malore. La donna – in compagnia di un connazionale di 37 anni che fungeva da palo ed è stato denunciato a piede libero – è stata bloccata da una pattuglia della volante ieri pomeriggio nella chiesa di San Salvatore in pieno centro storico. A dare l’allarme è stato un fedele e i poliziotti hanno sorpreso la donna in flagranza di reato. Aveva già prelevato dalla cassetta delle offerte monete per 30 euro. Stamani è stata processata con rito direttissimo davanti al giudice Letizia Di Grazia e ha patteggiato la pena a un anno di reclusione. Confermata la custodia cautelare in carcere la donna è stata trasferita alla sezione femminile del carcere Don Giovanni Bosco di Pisa.

http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2013/03/05/news/ruba-le-offerte-in-chiesa-e-finisce-in-carcere-1.6643675

Armonia multietnica: Romeni pestano Bengalese

Rapina aggravata: con questa accusa gli agenti della Volante della Questura di Rimini hanno arrestato domenica sera tre giovanissimi rumeni. Si tratta di una ragazza 20enne,che fungeva da palo, mentre i suoi complici, un 21enne ed un 25enne, agivano all’interno di una bigiotteria in Viale Regina Elena, a danno del gestore: un bengalese di 32 anni. I due si sono appropriati di braccialetti e di una cover per telefonino.Il negoziante li ha colti subito in flagranza, invitandoli a risistemare la merce. Ma i due ladri hanno reagito, minacciandolo e strattonandolo per la camicia. Dopodichè sono fuggiti, prendendo il cellulare del malcapitato. Quest’ultimo, però, si è messo all’inseguimento dei ladri insieme ad un ristoratore, chiamando contemporaneamente la Polizia. Sul posto sono intervenute tempestivamente le Volanti della Questura. A quanto pare questi giovani rumeni erano predoni abituali della zona. Durante la perquisizione la Polizia ha rinvenuto addosso a uno dei due rumeni  un I-phone che risultava essere rubato la notte prima al Cocoricò di Riccione. Inoltre la polizia ha scoperto che i tre stranieri sono indagati per altri reati.

Link Articolo: http://www.altarimini.it/News53896-video-rimini-tre-rumeni-rapinano-un-negoziante-bengalese-arrestati.php