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Appena scarcerato, non ha ottemperato all’obbligo di firma ed è … – L’Arena

Appena scarcerato, non ha ottemperato all’obbligo di firma ed è
L’Arena
Era stato arrestato nel giugno del 2013 dalla Guardia di Finanza di Verona nell’ambito dell’Operazione «Pellicano» che aveva portato allo smantellamento di un’intera organizzazione criminale, composta da cittadini italiani e nordafricani, dedita allo
Non rispetta la firma scatta nuovo arrestoTgVeronatutte le notizie (2) »

Ospiti del Comune di Asti derubano anziani

Erano entratii in un palazzo di via Vespucci con la scusa di dover controllare le tubature dell’acqua. Si erano fatti passare per operai dell’Amag e accampando tutta un’altra serie di scuse erano riusciti ad entrare nell’appartamento di una coppia di anziani.

Qui in fretta e furia avevano rubato soldi e gioielli per un valore complessivo di 14 mila euro.

Quella coppia composta da un torinese di 47 anni e da un astigiano di 22 non era però passata inosservata. Questo ha permesso ai carabinieri della stazione Alessandria Principale, di risalire a loro anche con una serie di riconoscimenti fotografici. I due sono stati rintracciati e denunciati per furto con destrezza e sostituzione di persona. Altra denuncia per reati identici e modalità simili a Castelnuovo Scrivia. Qui due nomadi di 48 e 22 anni, domiciliati nel campo di Asti, spacciandosi uno per poliziotto, l’altro per addetto all’acquedotto erano entrati nell’abitazione di un anziano di 84 anni rubando 1000 euro e gioielli.

http://www.lastampa.it/2014/02/02/edizioni/alessandria/anziani-in-casa-derubati-da-finti-addetti-allacqua-J4algNEVAtfWfZzffkOZpN/pagina.html

Allarme baby-gangs a Varese: parla una vittima

Riguardo questo, una vittima lancia un appello: http://tuttiicriminidegliimmigrati.com/varese-nella-morsa-delle-baby-gangs-di-immigrati/

Varese – «Paura? No. In quel momento ho sentito soltanto una grande rabbia. Rabbia per non poter fare niente». Marco (il nome è di fantasia), è un ragazzo di 16 anni che vive nel Gallaratese.
Un anno fa è stato aggredito da una baby gang, fenomeno che a Varese sta purtroppo diventando sempre più frequente, come dimostra il blitz dell’altro giorno in stazione ai danni di un ventenne e quello di corso Moro contro due fidanzatini: «Vicino al McDonald’s di Busto – racconta – Erano in tre. Ma di fatto soltanto uno di loro mi ha aggredito. Gli altri due gli facevano da guardaspalle».
L’aggressore, poi identificato, aveva all’epoca 17 anni. «Gente di m….. – aggiunge Marco – Insomma gente che è meglio evitare – dice spiegando il perché dell’anonimato richiesto – vorrei evitare di andarci di mezzo o che magari facciano qualcosa alla mia famiglia».
La tecnica utilizzata dalla baby gang è stata classica: il ragazzino accerchiato e isolato dal gruppetto di amici. Le minacce di botte: faccia a faccia con tre persone.
«Nel mio caso volevano i soldi. Continuava a chiedere i soldi – racconta il ragazzo – Ed è lì che mi è montata la rabbia. Erano in tre, io ero da solo. Rabbia per non poter reagire, per non essere in condizioni di fare niente. Nessuna paura, soltanto rabbia. Probabilmente per una ragazza è diverso. Probabilmente è peggio». Frustrazione e impotenza. Sei all’angolo, chi ti aggredisce è poco più vecchio di te.
Ma la gang è composta da più persone, mentre tu sei solo. Dura qualche minuto, poi finisce. Marco ha fatto la scelta giusta: «Ho denunciato quello che era successo», racconta il ragazzo.
Ha spiegato l’accaduto ai genitori e poi si è rivolto alle forze dell’ordine. Molti ragazzi non lo fanno. Molti stanno zitti per paura. «E sbagliano – spiega l’adolescente – Certo c’è un attimo di apprensione. Pensi che magari potrebbero vendicarsi. Ma stare zitti è la cosa più stupida che si possa fare». E per più di una ragione.
«La prima – dice Marco – è che se tutti stessero zitti questi continuerebbero indisturbati a fare ciò che fanno. E quello che è capitato a te, tacendo, gli consenti di farlo a qualcun altro. E questo non è giusto».
La seconda ragione è pratica e sensata. «Se stai zitto, se subisci, si accaniranno contro di te. I bulli ragionano così. Se la prendono con quello debole, con quello che resta in silenzio. Così può accadere che, se credono tu sia così la prima volta pretendono dieci euro, poi ne vorranno venti , poi ti minacceranno per avere il cellulare» prosegue Marco. E così via.
Alcune delle aggressioni registrate nel corso dei mesi hanno lasciato le vittime in mutande. Letteralmente.
Nel senso che i baby rapinatori tra minacce e botte oltre a cellulari e denaro si sono fatti consegnare anche vari capi di abbigliamento firmati. «Io ho superato quello che mi è successo – racconta Marco – Non ho minimamente cambiato le mie abitudini o smesso di frequentare i posti che di solito frequento. Non ho paura. E cambiare il modo di comportarsi, essere apprensivi sarebbe come dar loro soddisfazione».
«È successo, ho denunciato, è superato. Continuo per la mia strada: gente così non va nemmeno calcolata». Sulla denuncia Marco insiste: «Anzi faccio appello a chiunque si trovi in questa situazione:ditelo. Rivolgetevi alle forze dell’ordine. Altrimenti – conclude il ragazzo – è come se vi avessero aggredito due volte».

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/io-vittima-di-una-baby-gang-ho-reagito-denunciando-tutto_1038426_11/

In via Chiabrera è stato sgomberato l’edificio pericolante occupato … – L’Unione Sarda


Casteddu on Line
In via Chiabrera è stato sgomberato l'edificio pericolante occupato
L’Unione Sarda
In via Chiabrera è stato sgomberato l'edificio pericolante occupato da una famiglia di rom. La famiglia rom, composta da quattro persone, che aveva ieri occupato un edificio diroccato e pericoloso in via Chiabrera, è stata fatta sgomberare. Gli agenti
Rom abusivi allontanati da via Chiabrera: la reazione dei residentiCasteddu on Line

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Rapine in villa: immigrati puntano pistola alla tempia di imprenditore

VENEZIA 19 luglio 2013 – Aggredito, picchiato e rapinato. L’agguato ieri verso mezzanotte ai danni di Vanni Doretto, 46 anni titolare del ristorante “Ai Pini”, al civico 21 di viale dei Gabbiani del Lido Altanea di Caorle. Il commando, armato di pistola, si è fatto consegnare un bottino tra i 20 e 25mila euro, per poi legare la vittima in casa e scappare. Un colpo in piena regola che si è concluso con l’abbandono dell’auto con cui i malviventi si sono messi in fuga. Una Mercedes Classe A che i banditi hanno abbandonato a 100 metri dall’abitazione di Doretto, in via Pollastrona 8 ad Altanea. Da quella vettura gli investigatori dell’Arma hanno iniziato le ricerche, a partire dalle impronte digitali. Con ogni probabilità la banda, composta da tre persone, proviene dall’est Europa. Le imprecazioni pronunciate infatti alla vittima non lascerebbero molti dubbi sulla loro origine.

Doretto dopo aver chiuso il locale, si è diretto a casa con l’auto e al momento di scendere è stato subito aggredito dai tre, coperti in volto dal passamontagna. Con la pistola in mano (pare una semi automatica), il gruppo ha trascinato il ristoratore in casa, dove vive da solo. Lo hanno malmenato per farsi dire dove fosse la cassaforte, che l’uomo non ha mai installato. Ne è nata una colluttazione, in cui Doretto ha cercato di difendersi, ferendo uno dei banditi alla mano e strappandogli il passamontagna. Poihanno caricato la pistola e gliela hanno puntata alla tempia. La banda ha raccolto il consistente bottino in contanti, legando la vittima in casa con cravatte e cinture. Poi i tre si sono messi in fuga con la Mercedes che avevano a disposizione ed il cellulare del commerciante. In realtà i tre hanno percorso solo un centinaio di metri, poi hanno abbandonato l’auto, che non risulta rubata, poco dopo per mettersi in fuga tra i campi circostanti. A notare il gruppetto è stata una guardia giurata che vive in zona, che poi ha raccontato tutto agli investigatori.

Intanto Vanni Doretto è riuscito a liberarsi e a chiedere aiuto al 112 con l’aiuto del vicino. Subito sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Portogruaro e di San Donà che hanno setacciato la zona, senza trovare i banditi. Una battuta durata per tutta la giornata con i militari della Compagnia diretta dal luogotenente Corrado Mezzavilla, mentre il Nucleo operativo diretto dal Maresciallo Gianmarco Geminiani con i colleghi dell’Investigativo, agli ordini del maggiore Carmelo Graci e del capitano Enrico Risottino, stanno indagando sul caso, molto simile a quello accaduto 24 ore prima a Noale.

http://www.gazzettino.it/nordest/venezia/assalto_in_villa_i_banditi_puntano_la_pistola_alla_tempia_di_un_imprenditore/notizie/306170.shtml

Droga, 50 arresti tra Milano e Padova – Crimeblog.it (Blog)

Droga, 50 arresti tra Milano e Padova
Crimeblog.it (Blog)
A Milano, invece, i carabinieri hanno sgominato un'organizzazione criminale composta da cittadini bulgari, accusati di aver importato in Italia ingenti quantitativi di cocaina in arrivo dal Perù e di eroina afghana proveniente dalla Bulgaria e di

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Verona, immigrati dell’est assaltano villa

VERONA 04 mag 2013 – Paura nella notte in una zona residenziale di Verona: una banda composta da tre malviventi ha dato l’assalto ad una villa in una via del quartiere San Massimo. I malviventi, che secondo gli investigatori della polizia sarebbero dell’Est europeo, erano travisati con passamontagna e armati con una pistola, coltelli e mazze da baseball. Sono penetrati nella casa da una porta finestra. Il rumore provocato dallo scasso ha svegliato uno dei due figli, entrambi maggiorenni, della coppia padrona di casa.

Il giovane è stato immobilizzato prima dell’arrivo del fratello che picchiato e ferito ha trovato la forza di reagire ai criminali e spaventarli. Il terzetto, infatti, che forse non si attendeva la reazione, è fuggito a bordo di un’auto abbandonando un coltello nel giardino della villa che si trova in via Lugugnana. Sul posto sono intervenute due squadre delle Volanti della questura di Verona e la polizia scientifica che avrebbe rilevato impronte utili alle indagini.

http://www.ilgazzettino.it/nordest/verona/assalto_in_villa_nella_notte_legano_uno_dei_figli_picchiano_il_fratello_poi_fuggono/notizie/276288.shtml

Terni: prostituta peruviana violentata da Rom

Terni, escort peruviana violentata e rapinata: i carabinieri arrestano i
Umbria 24 News
Picchiata, rapinata e violentata nel suo appartamento in via delle Conce. Vittima una giovane prostituta di nazionalità peruviana. Le indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Terni, coordinati dal maggiore Pietro Petronio, hanno portato all’arresto di una banda composta da tre persone, due uomini e una donna, già noti per altri reati analoghi consumati fra Roma e Latina. In manette ci sono finiti P.D., 23 enne di nazionalità rumena (di etnia roma), e due italiani (di etnia rom): il 53 enne A.C. e una donna, C.I. di 34 anni.

 

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OPERAZIONE ANTI IMMIGRAZIONE, ARRESTI ANCHE A PESCARA – Abruzzoweb.it


Ancona.OggiNotizie.it
OPERAZIONE ANTI IMMIGRAZIONE, ARRESTI ANCHE A PESCARA
Abruzzoweb.it
L'AQUILA – La Guardia di Finanza di Bergamo ha eseguito 9 ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere e 6 ai domiciliari) stroncando una banda composta da italiani ed extracomunitari specializzata nel favoreggiamento dell'immigrazione clandestina su
Bergamo – Immigrazione clandestina, nove arrestiAncona.OggiNotizie.it
False richieste di lavoro e immigrazione clandestina: nove arrestiBresciaToday
BERGAMO: 9 ARRESTI DELLA GDF PER FAVOREGGIAMENTO AgenParl – Agenzia Parlamentare
ANSA.it
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Padova, blitz contro accattonaggio molesto: cacciati immigrati, applausi della folla

Padova 28 apr 2013 – Continuano tra l’entusiasmo dei padovani i pattuglioni anti mendicanti del week end. Una squadra interforze guidata dal commissario capo Valeria Pace e composta da nucleo cinofili della questura, da poliziotti di quartiere e vigili urbani ieri mattina, tra le 9.30 e le 12.30, ha identificato una decina di persone, tra cui una coppia di serbi, beccati a mendicare con i figli piccoli tra piazzetta San Nicolò e Capitaniato. Un’operazione che i cittadini, commercianti e fruitori delle piazze, soprattutto anziani, hanno accolto con entusiasmo, complimentandosi con le forze dell’ordine fermate per la strada mentre allontanavano i mendicanti: «bravi», «è ora che la smettano», i commenti dei presenti. C’è scappata anche qualche stretta di mano e, racconta chi c’era, anche qualche applauso.

Ad essere particolarmente soddisfatti, a un mese dall’avvio delle pattuglie di sorveglianza, in campo il venerdì e il sabato, proprio i commercianti che, qualche tempo fa, stanchi dell’assalto dei mendicanti che scoraggiavano i clienti, avevano cominciato a pensare di tutelarsi con vigilantes privati. Proprio loro ora, ammettono di avere assistito a un miglioramento significativo delle condizioni di vivibilità e sicurezza delle piazze. Complessivamente, il pattuglione che ha operato nelle piazze Signori, Erbe, Frutta, Capitaniato, San Nicolò e soprattuttuo in zona Salone, ha portato all’identificazione di dieci persone, tutti rumeni a parte i due serbi e un nigeriano, quest’ultimo bloccato in via Manin: tutti sono stati multati per accattonaggio molesto dalla polizia municipale.

I due serbi, entrambi ventenni, sono stati individuati mentre chiedevano l’elemosina, lui con il bimbo di tre anni per mano, lei con quello di un anno in braccio a poche decine di metri di distanza l’uno dall’altro: risultano residenti nel campo nomadi di via Tassinari.I due sono stati identificati prima di essere rimessi in libertà: operazioni come queste, spiegano le forze dell’ordine, oltre a far perdere la giornata di guadagno, servono soprattutto a fotosegnalare gli individui – in particolare donne – che, in diversi casi, risultano coinvolti anche nei furti nelle abitazioni o in altre attività illecite. Queste operazioni permettono, quindi, di tenere la situazione sotto controllo, espellendo gli extracomunitari senza permesso di soggiorno e mappando gli spostamenti degli altri.

«I cittadini apprezzano l’operato delle forze dell’ordine soprattutto quando intervengono sul campo per tutelare i cittadini» sostiene Massimiliano Pellizzari, del ComRes «del resto, in centro ci sono alcune zone ad elevata criticità. Questo riguarda anche via San Fermo dove gli spacciatori ne approfittino per depositare la droga nelle fioriere. Le forze dell’ordine fanno quello che possono, il problema è la legge: servono norme più severe. Non è possibile che queste persone vengano individuate e arrestate e poi, nel giro di un giorno, siano di nuovo per la strada libere di proseguire con i loro traffici».

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/04/28/news/mendicanti-allontanati-dalle-piazze-i-cittadini-applaudono-la-polizia-nbsp-1.6965740