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Traffico di cocaina: maxi operazione in Calabria, arrestato anche un … – Riviera24.it


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Traffico di cocaina: maxi operazione in Calabria, arrestato anche un
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carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria sfociate stamani nell’operazione Rewind con l’arresto di 18 persone – una anche a Sanremo (un immigrato marocchino preso dai militari del Nucleo Operativo, diretti dal comandante della
Droga nella Piana di Gioia Tauro: numerosi arrestiIl Quotidiano Della Basilicata
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Colognola: la lotta di un Sindaco contro i campi nomadi

Verona, campo nomadi abusivo sgomberato in Zai: “Gente esasperata”

Cartelli e avvisi: nessuno ci bada. Il regolamento approvato in Comune impone regole più severe per la sosta di caravan e camper. Sette carovane allontanate dal territorio per circa una trentina di persone. I vigili: “Segnalazioni continue”“

Un appuntamento ricorrente. Li fanno sgomberare ma dopo qualche giorno sono ancora lì, sempre più numerosi. Al Comando della polizia municipale di Colognola ai Colli le telefonate di cittadini e lavoratori per segnalare l’accampamento abusivo di carovane di nomadi sono sempre più frequenti. L’ultimo caso si è registrato mercoledì pomeriggio. Sempre in viale del Lavoro, sulle piazzole della Zai. Gli agenti sono intervenuti verso le cinque del pomeriggio per far rispettare quel regolamento di polizia urbana approvato in Comune un mese fa. “L’articolo 23 – spiega Graziano Lovato, comandante della Muncipale – prevede il divieto di sosta finalizzata al campeggio su tutto il territorio. Abbiamo esposto anche i cartelli. Da tempo i nostri interventi si sono concentrati in Zai. La gente appare esasperata dal ‘pericolo sociale’ che porrebbe derivare”.

Sul posto i quattro agenti si sono trovati davanti un campo nomadi ex-novo di una decina tra camper e carovane. Una trentina di ‘nomadi’, in questo caso. Sarebbe la terza volta che si accampano in Zai negli ultimi mesi. Le operazioni di sgombero non sono state, tuttavia, tra le più semplici. “Inizialmente – spiega Lovato – ci hanno assicurato che sarebbero ripartiti entro sera causa guasti ai veicoli, ma la mattina dopo erano ancora lì. Ci siamo sentiti presi in giro. Allora in maniera più decisa abbiamo riferito ai presenti che si cambiava registro e che a momenti sarebbero arrivati cinque carri attrezzi pronti a sollevare l’intero accampamento”. A fornire supporto giovedì mattina, sono arrivate anche due pattuglie dei carabinieri di San Bonifacio. L’intera area è stata sgomberata alle 10.

 

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Roma: sassate a vigilessa in Campo Nomadi comunale

Rissa al campo nomadi di Castel Romano: vigilessa colpita da un sasso

Raggiunta da un sasso mentre cercava di sedare una rissa scoppiata nel cuore della notte. Ad essere medicata con tre giorni di prognosi una vigilessa del Gruppo SPE (Sicurezza Pubblica Emergenziale) in servizio di piantone al campo nomadi di Castel Romano. La rissa è scoppiata intorno alle 2 della notte del 23 settembre.Rissa al campo nomadi di Castel Romano: vigilessa colpita da un sasso

RISSA TRA ROM – Secondo quanto riferito dagli agenti del Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale diretti dal comandante Antonio Di Maggio, la agente, in servizio H24 con una pattuglia ed altri due colleghi all’ingresso del campo attrezzato di via Pontina, è interventuta nel cuore della notte per cercare di mettere fine ad una violenta discussione scoppiata tra alcuni residenti del campo. Un tentativo non riuscito che ha visto poi altri contendenti scendere in campo con un litigio che si è ben presto trasformato in una rissa. Ad avere la peggio la vigilessa: colpita prima da alcuni schiaffi e colpi e poi raggiunta da un sasso scagliato da una delle due bande contendenti in seguito ad una sassaiola.

PIANTONE H24 – L’incidente ha coinvolto gli agenti di servizio di piantonamento al campo di Castel Romano. Una misura adottata dal Gruppo Spe dopo l’arrivo al campo di Roma ovest di alcune delle famiglie sgomberate lo scorso 13 settembre dal campo abusivo di via Salviati a Tor Sapienza. ‘Emigrazione’ dei rom di etnia serba verso il campo di via Salviati arrivata dopo l’incendio di una sessantina di nuclei abitativi dati alle fiamme dai residenti bosniaci in una sorta di guerra per il controllo del campo. Poi lo sgombero con il successivo ritorno sulla Pontina di alcune famiglie che ha reso necessario mettere almeno una pattuglia (con 3 agenti) di piantone H24 all’ingresso del campo in modo da scongiurare possibile nuove violenze all’interno dell’area.

IL SULPL – “Sono diversi mesi che stiamo chiedendo un incontro a chi si occupa di organizzare questi servizi ma non riceviamo ancora risposta” commenta Stefano Giannini, segretario del Sulp. “Si stanno esponendo colleghi a “piantonare” una guerra tra bande? Ricordiamo al Sindaco Marino che quella collega come tutti noi non ha diritto alla causa di servizio per cui è considerata un semplice malato come un fannullone qualsiasi, chiediamo che siano altri ad occuparsi di questi campi visto che si tratta oramai di interventi du pura gestione di ordine pubblico”.

http://www.romatoday.it/cronaca/vigilessa-ferita-rissa-campo-nomadi-castel-romano.html

Affitto in cambio di cocaina, arrestato albanese – fanoinforma


fanoinforma

Affitto in cambio di cocaina, arrestato albanese
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Affitto in cambio di cocaina, arrestato albanese. carabinieri. 18/09/13 09:21 Fano (PU) Pagava l'affitto fornendo dosi di cocaina alle padrone di casa, è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di Marotta, capitanati dal comandante Alfonso Falcucci.

IUS SOLI – Minorenni albanesi seviziano e uccidono un cane: “Rompeva troppo”

Rovigo, 21 agosto 2013 – PRIMA PESTANO un cane fino a togliergli la vita. Poi pubblicano la foto su Facebook dell’animale morto sul ciglio della strada, con tanto di battute agghiaccianti e promesse oscene, del tipo «Domani stessa cosa a un gattino, ma facciamo il video». E ancora: «Non è colpa nostra, l’abbiamo ucciso perché rompeva troppo… Ah ah ah ah». E così via, con una serie di battute da far inorridire il pubblico più cinico. In pochi minuti, alcuni minorenni di origine albanese,residenti a Boara Polesine, vengono ricoperti di insulti dal popolo della rete, fino a che qualcuno non ha pensato bene di denunciarli alle autorità competenti. Sollevando un caso che avrà sicuramente conseguenze.

«Prima di chiamare le autorità abbiamo chattato con i ragazzi in questione — spiega Federico, uno dei giovani che non ha sopportato la visione della povera bestiola pestata a morte su Facebook —. Gli abbiamo chiesto se fossero veramente loro i responsabili della morte dell’animale. E loro, ridendo con arroganza, l’hanno confermato: non ci ho più visto. Con un amico abbiamo chiamato subito l’assessore all’ambiente, Andrea Bimbatti, perché intervenisse. Devono pagare per ciò che hanno fatto». Bimbatti conferma la storia: «Sono subito andato su Facebook per controllare la veridicità dei fatti: i tre minorenni, molto conosciuti in paese, avevano realmente postato queste oscenità e la foto dell’animale morto. Ho subito contattato la comandante dei vigili, Sabrina Pattanella, che ha chiesto il coinvolgimento della polizia postale, e la presidente della Lega del cane, Isabella Ghinello, per verificare se l’animale fosse realmente morto a causa dei ragazzini e cosa fosse successo. Di sicuro, se tutto corrisponde al vero, i tre minorenni saranno denunciati e pagheranno le conseguenze per il loro gesto terrificante. E anche se si trattasse di una bravata su internet, fotografando un cane morto per altri motivi, saranno richiamati per un fattore educativo: ‘bullarsi’ per aver trucidato un animale è un comportamento che va punito a prescindere. E si tratta di un fatto molto grave».

http://www.ilrestodelcarlino.it/rovigo/cronaca/2013/08/21/937383-cane-seviziato-baby-gang-facebook.shtml

E’ un modo per integrarsi.

Entra in negozio cinese e viene picchiato: si scoprirà che è tutto abusivo

Roma 09 agosto 2013 – Era entrato in un negozio di abbigliamento gestito da cinesi all’Esquilino, voleva comprare un vestito esposto in vetrina. “No, questo è un negozio all’ingrosso, non è possibile”. Si è sentito rispondere più o meno questo dai titolari.  Per nulla convinto dalle spiegazioni ricevute, il cliente ha insistito. Ma, per tutta risposta, i commessi lo hanno picchiato e allontanato. Il malcapitato si è subito recato alla Stazione dei Carabinieri di Piazza Dante e ha denunciato l’accaduto. I militari hanno richiesto l’intervento della Polizia Locale del I Gruppo, diretto dal comandante Stefano Napoli, per gli accertamenti sulla regolarità della licenza. Così, due vigili urbani della Sezione Amministrativa in borghese si sono finti clienti interessati ad acquistare all’ingrosso un considerevole quantitativo di merce.

L’affare si era appena concluso con la consegna della bolla per il ritiro di duecento abiti in un magazzino di via dell’Omo al Prenestino. A quel punto, quando il negoziante pensava ormai di incassare, è scattato l’intervento congiunto dei Carabinieri e dei Vigili, stavolta in divisa. Dai controlli della Polizia Locale è emerso che l’attività era autorizzata per la sola vendita al dettaglio e in un unico spazio commerciale. Il titolare la effettuava invece all’ingrosso e in due locali distinti, di cui uno totalmente abusivo. Abusivo anche il magazzino che si trovava nel sottoscala. Tra i dipendenti, tutti cinesi, sono state individuate due donne che lavoravano completamente in nero. In corso gli accertamenti per contestare al responsabile della società gli addebiti sia amministrativi che penali.

http://www.romatoday.it/cronaca/picchiato-negozio-cinese-esquilino.html

 

Blitz al campo nomadi con polemica sull’acqua – La Stampa


La Stampa

Blitz al campo nomadi con polemica sull'acqua
La Stampa
Ieri all'alba un'ottantina di carabinieri (guidati dal vice comandante della Compagnia di Villanova, luogotenente Finocchiaro e dal maresciallo Scola, della locale Stazione) hanno compiuto un nuovo blitz al campo nomadi alla periferia del paese. Tra

Uccisa a coltellate dal marito albanese: bimbe assistono all’omicidio

SAN GIOVANNI 19 giugno 2013 – Una lite furibonda, le grida, le accuse reciproche poi è spuntato il coltello. Lulzmin Hadai, 36 anni, cittadino di nazionalità albanese residente a San Giovanni al Natisone, ha ucciso a coltellate la moglie Irma Hadai, di 32 anni, anche lei cittadina albanese.

È successo ieri sera in una casetta a due piani in via Palmarina. È stato lui a telefonare ai carabinieri poco prima delle 22. Nel frattempo, il vicino di casa, attratto dalle grida all’interno dell’abitazione, ha bussato alla porta ed è entrato. Nel corridoio c’erano tracce di sangue e in cucina, dove i segni di quel massacro erano evidenti sulle pareti e sui mobili, c’era il corpo della donna riverso a terra in un mare di sangue. L’uomo era chino su di lei. «Non mi interessa se vado in carcere – ha detto –, almeno l’ho fatta finita».

La donna è stata colpita a morte da una serie di fendenti calati sul suo corpo sotto gli occhi esterrefatti delle figlie, due bambine di 8 e 5 anni. Quando il personale del 118 è arrivato sul posto, lei era ormai priva di vita, è toccato al medico legale Carlo Moreschi constatare il decesso. Quindi sono arrivati i Carabinieri del Norm di Palmanova, del Nucleo radiomobile, coordinati dal comandante Fabio Pasquariello e dal magistrato Monica Loffredo, sul posto anche la polizia.

L’uomo è stato condotto alla caserma di San Giovanni al Natisone e sottoposto a un lungo interrogatorio. Lui, muratore, ultimamente era rimasto senza occupazione, ma si dava da fare facendo lavoretti; lei faceva le pulizie alla casa di riposo e in un locale. Fra i due, stando ai racconti dei vicini, non c’erano particolari liti, solo qualche discussione, come normalmente accade nelle coppie, ultimamente però lui sembrava sofferente e nervoso.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cronaca/2013/06/19/news/uccisa-dal-marito-davanti-alle-figlie-foto-1.7285317

Emergenza “nuovi italiani”: aggredivano coetanei a scuola, costringendoli a “svenire”

Thiene, li salva la polizia. Denunciati
tre “nuovi italiani” che avevamo imparato
la tecnica sul web. «Erano spietati»
VERONA – Cinque ragazzini costretti ad andare in iperventilazione, procurandosi così la perdita di coscienza: un vero e proprio svenimento. E per svegliarli, come se non bastasse, volavano schiaffi e calci, tra le risate generali della banda. A ordinare loro di svenire sotto minacce e persecuzioni, tramite una tecnica pescata dal sottobosco del web più oscuro, un trio di “nuovi italiani”: due ragazzi di 15 anni di origine marocchina e un sedicenne di origine ghanese. Il gruppetto soggiogava e umiliava in questo modo i cinque ragazzini, quasi tutti delle medie.

Un gioco, per la gang di bulli, che si consumava fuori da scuola, in provincia di Vicenza. Ma che costerà loro caro: sono infatti stati tutti denunciati dalla Polizia Locale di Thiene (Vicenza) alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Venezia per atti persecutori in concorso nei confronti di cinque minorenni (quattro italiani e un ghanese). Il comandante Giovanni Scarpellini, che ha coordinato le indagini, non esclude però ulteriori sviluppi.

I tre infliggevano quello che per loro era solo un “passatempo” (assurdo e pericoloso, oltre che stupido), usando la forza del branco e isolando prima l’uno poi l’altro studente, per poi prenderlo di mira.
Ad accorgersi che qualcosa non andava, i genitori delle vittime. L’umiliazione aveva provocato uno strano stato d’ansia che non passava inosservato, soprattutto agli occhi delle mamme, le quali non ci hanno pensato due volte a segnalare le situazioni alla dirigenza scolastica dell’istituto, da subito collaborativi con la Polizia.
«I ragazzi, quasi tutti delle scuole medie thienesi, venivano attirati o aspettati fuori da scuola all’inizio o al termine delle lezioni. Sono stati segnalati episodi di bullismo anche all’interno dei bagni e nel cortile: quasi tutti gli episodi miravano a stabilire una gerarchia interna, una sorta di catena di comando», spiega il Comandante Scarpellini. Le indagini della polizia sono state a tutto campo, tanto che sono venuti alla luce altri episodi in cui veniva sottratta la merenda ad altri alunni con minacce più o meno velate di ritorsioni: ai bulli bastava una semplice frase, «ti aspettiamo fuori», per rendere le vittime totalmente succubi. In un caso – comunque fuori dalla scuola – uno dei bulli indagati ha sfilato anche un coltello minacciando di usarlo, in caso di mancata «consegna» della merenda.
Attorno alla violenza perpetrata da questa banda di piccoli delinquenti senza scrupoli, un mondo fatto anche di droga, con spinelli fumati prima e dopo le lezioni.
Le indagini continuano. Intanto la situazione è seguita anche dal Servizio Tutela Minori dell’Ulss n. 4 di Thiene, e dal Consiglio dell’Istituto Scolastico Comprensivo, il quale si pronuncerà a breve sui provvedimenti disciplinari da applicare.

http://www.lastampa.it/2013/05/13/italia/cronache/costretti-a-svenire-dai-baby-bulli-nel-cortile-della-scuola-media-mZHE6pXBZecvfFKhPtjcwK/pagina.html

Pensate il caso opposto: razzismo! razzismo!

"Dare la cittadinanza ai figli degli immigrati, ce lo chiede la società civile"

“Dare la cittadinanza ai figli degli immigrati, ce lo chiede la società civile”

Arresto di due nomadi per estorsione, dichiarazione del Sindaco di … – Faenzanotizie.it

Arresto di due nomadi per estorsione, dichiarazione del Sindaco di
Faenzanotizie.it
"L'arresto dei due nomadi segue di pochi giorni una riunione convocata dal Sindaco con il Commissario di Polizia ed il Comandante della PM, per un confronto in merito alle azioni che, ciascuno secondo le proprie competenze, sono attivabili nei riguardi

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