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Tecniche di conquista: centinaia di immigrati sbarcano e poi si dileguano

SIRACUSA 02 luglio 2013 – Un barcone di 15 metri che trasportava circa 150 immigrati, secondo le testimonianze raccolte dalle forze dell’ordine, si è incagliato stamane, intorno alle 7,20 nei pressi della foce del Fiume Tellaro, in provincia di Siracusa. Sul natante i militari della capitaneria di Porto hanno trovato tre minorenni; gli altri clandestini hanno cercato di dileguarsi nelle campagne circostanti (comportamento tipico di chi si reca in un’altra nazione per “integrarsi”).  Finora polizia, carabinieri e militari della Guardia di Finanza hanno bloccato una settantina di extracomunitari – tutti maschi sedicenti egiziani e siriani (ai quali bisognerà quindi fornire donne italiane per l’integrazione) – che sono stati condotti nel Commissariato di Polizia di Noto. Nella zona sono in corso battute per rintracciare i fuggitivi. Il barcone, che aveva una falla in sala macchine, è stato disincagliato per scongiurare il pericolo di sversamento in mare di carburante, da una motovedetta della Capitaneria di Porto di Siracusa e trainato nel porto di Marzamemi.

http://livesicilia.it/2013/07/02/sbarco-a-siracusa_342887/

Dello “sversamento” di milioni di africani in Europa, invece, non si preoccupa nessuno. Hanno deciso che bisogna diventare multietnici, senza chiedere un parere agli europei. La chiamano democrazia.

AGRIGENTO 02 luglio 2013 – Una ventina di clandestini sono stati bloccati da polizia e carabinieri dopo essere sbarcati sulla spiaggia di Punta Bianca, sulla costa di Agrigento. Gli immigrati erano su un barcone che si sarebbe incagliato tra gli scogli. Undici sono stati fermati subito, gli altri sono stati rintracciati lungo le strade tra Zingarello e Punta Bianca. Secondo quanto raccontato da alcuni di loro, il barcone sarebbe partito da Sfax con a bordo 57 persone. Le forze dell’ordine cercano ancora gli altri.

http://livesicilia.it/2013/07/02/agrigento-venti-migranti-bloccati-dopo-lo-sbarco-a-punta-bianca_342816/

Tunisia vuole processare Carabinieri

Sparatoria di Ravenna. Si prospetta un processo a Tunisi per i Carabinieri che a Ravenna avevano inseguito una banda di immigrati.
Tutto è iniziato con una rocambolesca fuga di tre immigrati tunisini a Marina di Ravenna. La loro vettura stava procedendo a a zig zag a tutta velocità su viale delle Nazioni e una pattuglia della polizia municipale ha intimato l’alt.
Dopo aver cercato di investire un agente, i tre giovani immigrati (due dei quali in Italia con permesso di soggiorno per motivi umanitari) hanno compiuto 4 speronamenti e hanno gettato fuori strada una prima auto dei carabinieri per poi dirigersi contromano nel pieno centro di Ravenna.
Poi avrebbero puntato delle pistole (rivelatasi in seguito delle repliche senza tappo rosso) contro i carabinieri che sono stati costretti a far fuoco uccidendo Ben Hassen già arrestato per resistenza, spaccio di droga e privato della patente di guida perché già in quell’occasione cercò di fuggire in auto dalla polizia.
Ora la beffa: la magistratura tunisina avrebbe chiesto formalmente gli atti dell’inchiesta sulla vicenda e avrebbe inviato una richiesta formale al Ministero degli Esteri, che, anziché rispedirla al mittente, l’ha girata alla Corte d’Appello di Bologna.
Infatti, il codice penale di Tunisi contempla la norma per cui si procede nei confronti del cittadino straniero (il carabiniere) che fuori dallo stato interessato abbia commesso a danno di un cittadino (Ben Hassen) un delitto.
Intanto l’inchiesta italiana (spiega ravenna24ore.it)sta volgendo al termine, e si dovrebbe chiudere – salvo colpi di scena – con l’archiviazione per entrambi i carabinieri indagati per omicidio colposo: uno perché estraneo ai fatti, l’altro perché si tratta di legittima difesa.

http://www.imolaoggi.it/?p=49756&fb_source=message

Già vediamo la congolese portare di persona i Carabinieri a Tunisi, e tornare in Italia con un bel carico di tunisini.