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Trieste, picchia e violenta una prostituta: camionista turco in carcere – Il Piccolo


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Trieste, picchia e violenta una prostituta: camionista turco in carcere
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Trieste, picchia e violenta una prostituta: camionista turco in carcere. È successo in riva Traiana. L'uomo ha agito dopo aver bloccato la portiera del veicolo, infine l'ha buttata giù dalla cabina. Soccorsa da altri due conducenti che hanno chiamato i

“Sono immigrato, non puoi lasciarmi”: cileno devasta una strada per ripicca

Un brutto inizio dell’anno per un 36enne che dopo i festeggiamenti è stato lasciato dalla propria fidanzata e si è vendicato distruggendo diverse centraline. Denunciato.

Perugia 02 gennaio 2014 – Ieri mattina – primo gennaio – le Volanti hanno denunciato R. V. J. M. un cileno trentaseienne, per danneggiamento aggravato. Verso le 7.30 del mattino infatti, una chiamata da parte di una residente di via Manna, in zona San Sisto, ha segnalato al 113 la presenza di un uomo che stava litigando animatamente con una donna (risultata essere poi la sua fidanzata) e dopo che questa era andata via ha iniziato a colpire ripetutamente una cabina dell’Enel. Sul posto gli agenti hanno subito individuato l’uomo segnalato, identificato poi per R. V. J. M., cileno del 1977 domiciliato a Perugia e senza precedenti, dopo l’alterco con la compagna, aveva sfogato la rabbia contro due quadri elettrici dell’ENEL, che erano stati divelti, e contro una cassetta portaidranti a cui aveva spaccato la protezione frontale in plexiglass. Allertati i tecnici ENEL per le riparazioni del caso e tranquillizzato l’uomo, che mostrava anche evidenti segni dell’abuso di sostanze alcoliche e che aveva passato la notte di capodanno fuori a festeggiare, gli agenti lo hanno condotto in Questura per la denuncia per danneggiamento aggravato.

http://www.perugiatoday.it/cronaca/via-manna-denunciato-danneggiamenti-contatori.html

 

Stazione: Zingari ‘padroni’ dei distributori di ticket Atm, Pisapia ‘monitora’

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“Quello è il capo – dice l’impiegato Atm nella cabina del mezzanino, indicando un rom sulla quarantina – insulta gli altri questuanti e dà loro ordini. Sono una banda, sempre gli stessi. La conseguenza è che ultimamente, per intere giornate, quasi Un balletto con ruoli definiti e una regia affinata nel corso di centinaia di prove. Ognuno chiede l’elemosina di fronte alla ‘sua’ emettitrice, mentre un uomo controlla che nessuno pretenda soldi dal viaggiatore capitato al vicino di posto. Succede ogni giorno sotto la fermata Centrale della metropolitana, linea Verde. “Quello è il capo – dice l’impiegato Atm nella cabina del mezzanino, indicando un rom sulla quarantina – insulta gli altri questuanti e dà loro ordini. Sono una banda, sempre gli stessi. La conseguenza è che ultimamente, per intere giornate, quasi nessuno acquista biglietti alle emettitrici automatiche”. È vero: dai distributori presidiati dai rom i viaggiatori appena arrivati a Milano si tengono alla larga, preferendo mettersi in fila all’unico sportello con la presenza di un venditore.

Uomini e donne, adolescenti e anziani. Aspettano di fronte alle macchine e si offrono di aiutare chi passa a fare il biglietto per la metropolitana. Una volta che il turista si ferma – e accade molto
di rado – pretendono o prelevano il resto dalla cassetta della restituzione, come ricompensa per il ‘favore’ non richiesto. Se ai distributori di biglietti ferroviari, nella hall della stazione, la presenza di mendicanti è tenuta sotto controllo dai passaggi degli agenti della Polfer, nel mezzanino del metrò la richiesta di elemosina è organizzata e costante. “Chiamiamo la polizia ferroviaria, ma ci dicono che non è loro compito intervenire – racconta il dipendente Atm – ripetono ogni giorno che in metropolitana i controlli spettano ai vigili”.


La stessa Atm precisa: “Cerchiamo di contrastare questi comportamenti facendo passare ronde di nostro personale, ma non possiamo intervenire direttamente perché è un problema di ordine pubblico”. I vigili, dal canto loro, sostengono di non sapere come gestire la situazione, al punto
che in più occasioni i ghisa presenti alla Centrale hanno avanzato la proposta di spostare o addirittura rimuovere le emettitrici.

“Purtroppo oggi non esistono strumenti legislativi contro l’accattonaggio molesto – dice Daniele Vincini, segretario del sindacato dei vigili Sulpm – il sindaco dovrebbe varare ordinanze per permetterci di allontanare queste persone dalle emettitrici “. Anche quando le ordinanze
c’erano, sotto la giunta Moratti, le cose non andavano molto meglio. “Le sanzioni non le pagava nessuno – dice Danilo Tosarelli, delegato dei ghisa per Usb – è indispensabile un lavoro di intelligence per individuare chi gestisce e sfrutta il fenomeno”. L’assessore alla Sicurezza, Marco Granelli, spiega: “Da mesi la polizia locale ha intensificato i controlli contro scippo e accattonaggio molesto nelle zone turistiche”. E nello specifico, “monitoriamo i fenomeni di accattonaggio davanti ai distributori automatici Atm – dice Granelli – questi episodi coinvolgono le fasce sociali più fragili, come persone vittime di dipendenze da alcool e droga e giovani rom. Vengono allontanate, ma capita che nell’arco di pochi giorni si ripresentino, oppure ne arrivino di nuove”.

Granelli è geniale. Non dipenderà mica dal fatto che li ospitate nei campi nomadi?