Tag: bottiglia di vetro

Stuprata con una bottiglia di vetro nell’hotel dei ‘profughi’

PORTO RECANATI – Un giovane tunisino è finito davanti al Gup di Macerata Enrico Zampetti con l’accusa di violenza sessuale. Secondo la ricostruzione della Procura il
nordafricano, insieme a due persone non identificate, avrebbe costretto un’italiana a subire atti sessuali violenti minacciandola con un coltello. Inoltre l’avrebbero costretta a effettuare un gioco erotico con una bottiglia di vetro, tenendole la mano sulla bocca per non farla urlare. Inoltre al tunisino è contestato lo spaccio di alcune dosi di eroina all’Hotel House. I fatti risalgono al 30 luglio del 2011

http://www.corriereadriatico.it/MACERATA/stupro_spaccio_eroina_hotel_house_processo/notizie/451324.shtml

Bambini osano giocare in cortile, marocchino gli tira bottiglia di vetro

Bologna 28 agosto 2013 – Un gesto incosciente ai danni di un gruppetto di bambini: infastidito dalle loro voci mentre giocano nel cortile, un uomo si è affacciato alla finestra e ha lanciato contro i piccoli una bottiglia di vetro. L’uomo, marocchino 45enne residente a Bologna, è stato poi denunciato dai Carabinieri, per getto pericoloso di cose. E’ accaduto intorno alle ore 15:30 di ieri, quando la centrale operativa del 112 ha ricevuto la segnalazione di una lite tra condomini in via Roncaglio. Giunti sul luogo, i militari venivano a conoscenza che un uomo, poi identificato nel marocchino, infastidito dalle urla di alcuni bambini che stavano giocando nel cortile condominiale, si era affacciato alla finestra del suo appartamento e gli aveva lanciato contro una bottiglia di vetro, senza attingere nessuno. Lo scorso aprile, il 45enne era stato denunciato dai Carabinieri della Stazione di Bentivoglio per minaccia e appropriazione indebita.

http://www.bolognatoday.it/cronaca/condomini-bambini-cortile-lancio-bottiglia.html

 

“Sono immigrato, devi pagarmi se vuoi parcheggiare”: poliziotto preso a cinghiate da egiziano

Roma 24 agosto 2013 – Gli ha prima chiesto i soldi per il parcheggio senza averne nessun diritto e una volta scoperto che era un poliziotto libero dal servizio lo ha minacciato dicendogli che gli avrebbe distrutto l’automobile appena posteggiata. E’ accaduto ieri sera in via del Porto Fluviale in zona Ostiense. Quando l’agente di Polizia ha parcheggiato l’autovettura ed è sceso, si è visto avvicinare da un uomo che, improvvisatosi parcheggiatore, gli ha chiesto dei soldi  per il posteggio dell’auto. L’agente, qualificatosi con l’esibizione del tesserino di appartenenza, gli ha chiesto di esibire i documenti di identificazione ma l’altro non ha affatto desistito dalle sue intenzioni ed ha iniziato a minacciarlo dicendo che se non avesse pagato gli avrebbe danneggiato l’autovettura. 

Vista la situazione, l’agente ha così telefonato al 113 chiedendo l’invio di una pattuglia in ausilio. L’uomo, accortosi di quanto stava accadendo, si è sfilato la cintura dei pantaloni ed ha provato a colpire il poliziotto. L’agente ha schivato il colpo e l’altro, dopo aver raccolto una bottiglia di vetro da terra gliel’ha lanciata contro. Quando sono arrivati sul posto anche gli Agenti del Commissariato Trastevere lo straniero è stato bloccato e accompagnato presso gli Uffici del Commissariato San Paolo.L’uomo, identificato in un cittadino egiziano di 32 anni, è stato arrestato per tentata estorsione.

http://www.romatoday.it/cronaca/parcheggiatori-abusivi-via-porto-fluviale.html

Sono i famosi lavori che gli italiani non vogliono fare più.

 

Effetto Kyenge – Rifiuta ‘estorsione del carrello’: “Rassista!” e la insegue con bottiglia rotta

ABANO TERME. Momenti di paura venerdì pomeriggio sul parcheggio dell’Aliper di Abano dove un giovane extracomunitario di colore ha rincorso, impugnando una bottiglia di vetro rotta, una cliente che stava caricando la spesa nel baule della macchina e l’addetto alla sicurezza del supermercato.
La donna, vista la malaparata, si è infilata in tutta fretta nell’abitacolo dell’automobile ed è uscita dall’area di sosta, mentre il vigilante si è rifugiato all’interno del supermercato, da dove, col telefono cellulare, ha chiesto l’intervento dei carabinieri.
Tutto è nato perché C. S., una giovane donna di Treponti di Teolo, la quale si era recata, come tutti i venerdì, al centro commerciale a far provviste, si è rifiutata di dare l’euro del carrello al nordafricano. Un ragazzo dalla pelle scura, alto e magro, che, stando al racconto della cliente indossava bermuda, t-shirt e berrettino.
Sembra si tratti della stessa persona che il 23 marzo scorso ha aggredito un addetto alla sicurezza del centro commerciale, provocandogli la distorsione della mano sinistra dopo averlo minacciato di tagliargli il collo (nella foto proprio quell’episodio). «Stavo mettendo la spesa nel bagagliaio della macchina quando si è avvicinato questo personaggio a chiedermi l’euro che blocca il carrello», spiega la donna, «gli ho risposto che non glielo avrei dato e a quel punto mi ha gridato: “Sei una razzista”. Poco lontano, ad assistere alla scena», continua la cliente, «c’era uno degli addetti alla sicurezza dell’Aliper che ha intimato all’africano di andarsene altrimenti avrebbe chiamato i carabinieri. Non l’avesse mai fatto. Dopo aver inveito nella sua lingua contro la guardia, il giovane è corso verso uno dei cestini dei rifiuti che sono posizionati nell’area di sosta. Nello spazio di pochi secondi è tornato con fare minaccioso brandendo il coccio di una bottiglia di vetro. A quel punto abbiamo avuto paura e siamo scappati per evitare il peggio. La guardia mi ha riferito che non è la prima volta che succede e che questo personaggio di colore è da un po’ che bazzica in zona. Non è possibile andare a fare la spesa con il rischio che al momento di tornare alla macchina, con il carrello pieno, succedano questi episodi. Gli addetti alla sicurezza ce la mettono tutta, ma anche loro rischiano grosso e di più non possono fare».
Su tutta l’area esterna del supermercato sono posizionati dei cartelli che vietano qualsiasi forma di accattonaggio. La frase dove si proibisce di chiedere l’euro del carrello è stata però cancellata.

http://mattinopadova.gelocal.it/cronaca/2013/08/04/news/nega-l-euro-del-carrello-donna-aggredita-all-aliper-1.7527507

Importante definirlo ‘di colore’, non vorrete anche voi essere accusati di ‘razzismo’ ed essere inseguiti con una bottiglia rotta. E’ l’effetto Kyenge. Perché ovviamente si arresta qualcuno se chiama l’aggressore ‘negro’, e non l’aggressore negro.

Magistratura eversiva: indagato per omicidio aggredisce donna, libero!

Immigrato di 30 anni, arrestato per violenza privata, è subito tornato libero

Magistratura eversiva

Ha avvicinato una donna all’uscita del supermercato Carrefour di via Recchi. Ha preteso che le consegnasse del denaro.
Al rifiuto della signora, ha impugnato una bottiglia di vetro e l’ha lanciata addosso alla vittima.
Una scena di ordinaria violenza andata in onda di fronte a più persone, che ha poi ”regalato” un inatteso retroscena: il responsabile, poi arrestato dai carabinieri della stazione di Como, non è nient’altro che Karol Grzeszczyszyn, polacco di 30 anni domiciliato in via Natta, già noto alle cronache cittadine in quanto indagato dalla procura per la morte del connazionale (Pawel Zbigniew Pietrucha, 38 anni) trovato senza vita al Quarto Ponte. Una vicenda che risale alla notte tra il primo e il 2 marzo scorso. 

Da quanto ricostruito, proprio Karol colpì il connazionale con un pugno. Sul posto intervennero le volanti che identificarono i responsabili. Gli stessi che ora sono indagati in quanto la mattina successiva, la vittima di quel pugno fu trovata senza vita al Quarto Ponte sotto una coperta usata per proteggersi dal freddo della notte. L’autopsia sul corpo della vittima ha permesso di appurare la causa della morte, ovvero un edema polmonare. Difficile comunque attribuire la causa dell’edema stesso e del successivo decesso alla rissa della sera prima. Motivo per cui, una volta che la relazione del medico legale sarà consegnata in procura, probabilmente cadrà l’accusa di omicidio in concorso. 

Ma, al momento, Karol Grzeszczyszyn – che è già stato a lungo sentito nella caserma dei carabinieri di Como – rimane indagato per quella morte.
Non pago di queste grane con la giustizia, il 30enne polacco ha pensato bene di andarsi a cercare nuovi guai.
Così nella giornata di venerdì, prima è stato fermato e identificato in piazza Duomo a Como – intorno alle 15 – mentre litigava con un connazionale in evidente stato di ebbrezza (tanto da rimediare una multa per ubriachezza), poi, solo un’ora dopo, alle 16, Karol si è spostato in via Recchi dove ha atteso l’uscita di una signora che aveva appena finito di fare la spesa e l’ha aggredita lanciandole addosso una bottiglia di vetro. Il tutto, dopo aver preteso invano dei soldi.
L’uomo si è poi allontanato, ma i molti testimoni dell’accaduto hanno fornito ai carabinieri le indicazioni giuste – soprattutto in base all’abbigliamento – per individuarlo poco dopo nei pressi della tangenziale.
Karol Grzeszczyszyn è così stato arrestato e la segnalazione è stata girata in procura a Como.
Il sostituto procuratore di turno, il pm Massimo Astori, ha aperto un fascicolo con l’accusa di violenza privata.
Il 30enne polacco è stato arrestato e ieri mattina è comparso in tribunale a Como per essere processato per direttissima.
Alla fine ha optato per patteggiare la pena di 6 mesi che è poi stata sospesa ed è tornato libero. Oltre all’omicidio in concorso, sul suo capo pende anche un altro fascicolo (pm Simone Pizzotti) con modalità pressoché identiche a quelle dell’aggressione avvenuta al Carrefour.

Terrore a Perugia: ferroviere massacrato da tre ‘migranti’, stazione devastata

CATTIVI MAESTRI

Perugia, 22/03/2013 – E’ stato aggredito con inaudita ferocia da tre immigrati giovedì intorno alle 21.30 alla stazione di Ponte San Giovanni, a Perugia, un ferroviere di 52 anni. I carabinieri di Ponte San Giovanni cercano gli aggressori nell’ambito dei “migranti” che frequentano il quartiere. Una caccia non semplice. Sfortunatamente nella stazione non ci sono telecamere, quindi le ricerche dei responsabili partono dalle testimonianze del ferroviere e del collega che si trovava nel gabbiotto. Secondo la ricostruzione di Ferrovie dello Stato, l’uomo, impegnato sul binario 1 a ricevere un treno in arrivo, si è accorto dell’immotivata aggressione che stava subendo un ragazzo da parte di un gruppo di 3 stranieri, pare maghrebini. Intervenuto per cercare di difendere il ragazzo il capostazione è stato colpito al viso da una bottiglia di vetro prelevata dal cestino portarifiuti ed intenzionalmente rotta. Pochi istanti dopo è stato raggiunto da una coltellata al torace, sferrata da uno dei 3 aggressori: inseguito fino al suo ufficio, nel quale si era rifugiato, è stato infine fatto oggetto di lancio di sassi ed oggetti metallici (prelevati dalla massicciata e dai binari) da parte del branco di immigrati, che è riuscito anche a sfondare la porta vetrata dell’ufficio. L’avvertimento di aver già chiamato il 112 ha dissuaso gli aggressori dal continuare la violenza e li ha spinti a scappare. Intervenuti sul posto i carabinieri di Perugia, la polizia ferroviaria e un’ambulanza del 118, che ha trasportato il capostazione al reparto di chirurgia toracica dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove gli sono stati riscontrati tagli al volto e una ferita da arma da taglio al torace.

Rete ferroviaria italiana, del quale il capostazione è dipendente, denuncia il «grave episodio di violenza». Rfi ne elogia «il comportamento spinto fino a compromettere la propria incolumità nella difesa dei frequentatori della ‘sua‘ stazione».

Anche la Filt-Cgil dell’Umbria esprime «profonda solidarietà» al lavoratore di Rfi. «Sconcertati da un atto di tale violenza – dice il sindacato – ci vediamo costretti a rilanciare per l’ennesima volta il problema della sicurezza nelle stazioni ferroviarie della nostra regione. Già da tempo come sindacato di categoria, assieme alle altre sigle, avevamo denunciato il degrado della stazione di Perugia, in cui la presenza di senzatetto (non sempre pacifici) e “avventori” del mercato della droga, mettono in una situazione di grave disagio tutto il personale, sia di Fs sia degli appalti». «Più volte – insiste la Filt – abbiamo denunciato situazioni al limite, con il personale da noi rappresentato costretto a “mediare” con i senzatetto che dormono nelle carrozze, oppure con i consumatori di eroina che, purtroppo, usufruiscono degli spazi pubblici della stazione per drogarsi , oltre alle numerose e ormai quasi endemiche aggressioni ai capitreno, in costante aumento negli ultimi anni.  Purtroppo, sempre più assistiamo a casi di “ultimi” che se la prendono con i “penultimi”, spezzando quella solidarietà sociale a noi tanto cara, pertanto chiediamo a gran voce che la sicurezza del personale in stazione e dei clienti sia garantita, e che si faccia di più per combattere il disagio sociale e l’ emarginazione, due fattori primari in cui tali situazioni si generano e che ad oggi risultano assai aggravati dalla pesantissima crisi economica che stiamo vivendo. Per noi anche questa è sicurezza sul posto di lavoro, pertanto, ribadendo la nostra vicinanza al lavoratore aggredito, chiediamo alle istituzioni tutte, di intervenire con forza e responsabilità».

http://www.umbria24.it/perugia-e-caccia-agli-accoltellatori-del-capostazione-di-ponte-san-giovanni-tre-stranieri-nel-mirino/158779.html

Quante parole al vento da parte di questi sedicenti sindacati. Il disagio sociale, l’emarginazione e la crisi economica non c’entrano un bel nulla con questi episodi. Se le aggressioni ai lavoratori che dovreste difendere sono in costante aumento è colpa dell’immigrazione, non è così difficile capirlo. Solidarietà sociale? Ma di cosa parlate, lo sanno tutti che le società multietniche sono caratterizzate dalla totale assenza di solidarietà sociale, essendo divise, in base a etnia e religione, in tante comunità distinte che si combattono tra loro . In una società frammentata lo capisce anche un bambino che i legami sociali si spezzano e la solidarietà viene meno. Cercate di dire cose più intelligenti se realmente vi interessa tutelare i lavoratori. Il problema è l’immigrazione.

Rimini: aggredito e sfregiato da un Marocchino

 

A gente come questa il Pd vuole svendere la cittadinanza

Ha aggredito un giovane riminese che stava passeggiando nei pressi di via Regina Elena, sfregiandolo con il collo di una bottiglia di vetro su una guancia dopo avergli intimato la consegna del denaro. Fallita la rapina, si è scagliato contro uno straniero che si trovava in bicicletta. Il bandito, un marocchino di 33 anni, è stato subito arrestato dagli agenti della Volante della Questura di Rimini dopo una breve collutazione. Diversi i capi d’imputazione.

 

Anche in Questura ha continuato a dare in escandescenza, ferendo ad un polso un poliziotto (prognosi di sei giorni). L’extracomunitario dovrà rispondere delle accuse di rapina, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni. Inoltre dagli accertamenti è risultato inottemperante ad un decreto di espulsione firmato dal Questore. Ora è in carcere. Nel frattempo gli inquirenti sono al lavoro per chiarire se il 33enne non abbia commesso altri scippi notturni nella zona di Marina Centro.

http://www.riminitoday.it/cronaca/terrorizza-passanti-in-viale-regina-elena-catturato-rapinatore.html