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Abbaia contro i ladri: cane massacrato da immigrati dell’Est

TREVISO – Il quartiere di Monigo e la frazione di Castagnole sono assediate dai ladri. Svaligiano case, capannoni, giardini, garage e non risparmiano neppure attrezzi da giardino, strumenti da lavoro, biciclette, moto, scooter e oggetti anche di scarso valore. In alcuni casi i malviventi arrivano a mettere ko l’unico sistema d’allarme di cui molte famiglie sono dotate: i cani. E non sempre si limitano a narcotizzarli per avere via libera.

Qualche settimana fa, in effetti, i malviventi sono arrivati perfino a uccidere a badilate, con ferocia, il cane di un noto avvocato trevigiano che abita in via Falzadel. La bestiola, la cui unica colpa era stata di abbaiare per avvertire il padrone, è stata massacrata per rubare una moto dal vialetto d’ingresso. È solo il caso più eclatante di una situazione che sta diventando ingestibile, anche per i residenti, che si sentono abbandonati.

«Abbiamo paura» è una frase che si sente rieccheggiare sempre più spesso nel quartiere e non rappresenta più l’appello di qualche residente, ma si leva come un coro pressochè unanime. E non mancano aspetti di polemica legati alla scarsissima attenzione riservata al quartiere da polizia e carabinieri, anche se la recrudescenza di furti non si spiega solo con la scarsa vigilanza. Il sospetto che ci sia un nesso tra i continui raid e la vicinanza con la Dogana è una convinzione comune tra gli abitanti di Monigo. «Arrivano camion pieni e stranamente ripartono pieni, sono quasi tutti dell’Est. E ogni tanto si vede in zona strana gente mentre si aggira a piedi» dice una giovane residente. Tornando ai colpi, quello degli ultimi tre mesi è un vero e proprio bollettino di guerra.

A dicembre è stato saccheggiato il bed and breakfast Ai Brondi, comprese una decina di abitazioni tra via Sovernigo e via Sant’Anna dove da un capannone sono stati portati via attrezzi agricoli per un valore di oltre 20mila euro. Anche via Casoni non è stata risparmiata, senza contare le due case di via Falzadel, tra cui quella dell’avvocato a cui hanno ucciso il cane. In febbraio le cose non sono cambiate: nei primi giorni di questa settimana i ladri hanno derubato altre tre abitazioni in via Sovernigo. Uno dei furti è stato sventato per una pura casualità: il figlio dei padroni di casa è uscito in giardino notando dei pacchi di materiale in giardino e due giovani vestiti di bianco che si sono dileguati saltando la rete di recinzione. Quella di fronte ai suoi occhi era refurtiva già impilata dopo aver svuotato il magazzino dell’abitazione. Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri ma dei malviventi non c’era più nessuna traccia. In ordine di tempo, in questa lunga rassegna di furti, l’ultimo risale a mercoledì sera quando è stata svaligiata un’abitazione di via del Comune, una laterale di via Sant’Anna, a cui probabilmente va la palma di strada più derubata della città.

 

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