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Ruba tv, stereo e alimenti dall’Aqualena: arrestato, è libero – La Repubblica

Ruba tv, stereo e alimenti dall'Aqualena: arrestato, è libero
La Repubblica
I carabinieri di Parma hanno arrestato giiovedì notte un cittadino moldavo del 1985, già pregiudicato per reati contro il patrimonio, sorpreso in flagranza di reato mentre cercava di asportare materiale elettronico e generi alimentari da un complesso

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Cinese trasportava surgelati andati a male

Un 32enne, di origine cinese residente a Perugia, è stato denunciato in stato di libertà dagli agenti della squadra volante del Commissariato di Città di Castello alla competente Autorità Giudiziaria: è accusato della violazione di alcune norme relative al trasporto di derrate alimentari e surgelati. L’operazione si è svolta durante un normale controllo del territorio operato dal personale del Commissariato tifernate.

I fatti – Il 32enne si trovava a bordo del proprio furgone, assieme ad altro connazionale, quando alla vista dell’equipaggio della Volante, mentre attraversava il territorio cittadino di Città di Castello, ha cercato di dileguarsi. Una volta fermato, il personale operante ha appurato che all’interno del vano del furgone erano presenti derrate alimentari, destinate ad alcuni esercizi commerciali, anche di Perugia, non trasportate secondo le normative vigenti. In particolare alimenti destinati al mercato della ristorazione non erano trasportati in regime di temperatura controllata, non garantendo la cosiddetta “catena del freddo”. Il trasporto avveniva in totale assenza di gruppo frigorifero e coibentazione del veicolo, entrambi atti a garantire la permanenza delle temperature di congelamento.
Sul posto è intervenuta anche una pattuglia della Polizia Stradale di Città di Castello, che insieme alla Volante, ha proceduto alle contestazioni del caso.
Inoltre, per i provvedimenti di competenza, è intervenuto su richiesta del Commissariato, anche il personale della locale Asl.
Z.S. è stato così multato ai sensi degli art. 79, 82 del C.d.S., violazione di leggi sul trasporto di derrate alimentari, commercio di sostanze adulterate e nocive.

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Condannata gang di nigeriani: costringevano malata di cancro a prostituirsi, è morta

TERAMO. Lilian, 23 anni, costretta alla strada con un linfoma all’ultimo stadio e catapultata sul palcoscenico della cronaca. Un momento prima nome anonimo e silenzioso, un momento dopo vittima di una storia che incrocia l’abisso dei marciapiedi e, in tempi di escort ed olgettine, obbliga a vedere l’inferno della tratta delle nigeriane. Nel giorno in cui una Corte d’assise condanna a 45 anni di carcere cinque nigeriani per tratta e morte come conseguenza di altro reato perchè, sostiene l’accusa, le avrebbero impedito di curarsi, in aula per Lilian non c’è nessuno. La madre avrebbe voluto, ma la Nigeria non è dietro l’angolo e i soldi non sono per tutti. Parte civile per questa ragazza di 23 anni è l’associazione On The Road. I volontari l’hanno raccolta per strada, l’hanno vista morire. «Non ha avuto giustizia da vita, l’ha avuta da morta» dice il pm David Mancini, magistrato della procura distrettuale antimafia dell’Aquila. Ha firmato decine di inchieste sulla riduzione in stato di schiavitù, conosce bene il fenomeno della tratta e sa quanto alimenti un mercato illegale che nel volume d’affari è dietro solo al traffico di stupefacenti e di armi. Un mercato in continua evoluzione. Un business ignobile quanto diffuso favorito dalla miseria, dalla fame, dalla povertà e dall’ignoranza di chi non sa neanche di essere una vittima, di chi è sicura che si può far male con i riti woodoo . Un business che non conosce crisi e che, giorno dopo giorno, incrementa il suo fatturatoperchè i clienti ci sono sempre. Uno scenario su cui si staglia la storia di Lilian, raccolta sulla Bonifica dagli operatori dell’associazione On The Road con un linfoma all’ultimo stadio, morta nel 2011 all’ospedale di Pescara. Il suo testamento, quello di una ragazza che era stata una miss, è un’intervista, agli atti del processo, fatta tre mesi prima di morire in un documentario girato dal regista Giuseppe Laganà. Lilian, come molte altre ragazze sue connazionali, era stata comprata dai suoi aguzzini che l’avevano fatta arrivare in Italia dalla Nigeria. Era stata a Milano, a Crema e poi, dopo un aborto illegale che le aveva provocato emorragie continue, era arrivata in Val Vibrata, chiusa, dice l’accusa, in casa di quelli che sono finiti a processo. Di quelli che, ripete Mancini, non l’hanno aiutata. Sono stati condannati per morte come conseguenza di altro reato, oltre che di riduzione in schiavitù e favoreggiamento della prostituzione. Per Victoria Ofiebe la sentenza più pesante: 15 anni e 6 mesi. Per l’accusa è lei che l’avrebbe ospitata. Evans Aimerohe è stato condannato a 12 anni, mentre Rose Mary Damisah a 9 anni. Per tutti la sospensione della potestà genitoriale. Quattro anni ciascuno a Edith Aiyuduebie e Evans Aiwekhoe. Assolto il tassista Gino Schiavoni, unico teramano del gruppo, accusato di favoreggiamento per aver portato alcune ragazze sulla Bonifica. Il collegio difensivo (composto dagli avvocatiFelice Franchi, Maria Chiaria Bianchi, Francesco Silvestri, Odette Frattarelli e Umberto Gramenzi),in attesa di conoscere le motivazioni della sentenza annuncia ricorso in appello.

I giudici della Corte d’Assise (presidente Roberto Veneziano, a latere Carlo Saverio Ferraro) hanno riconosciuto una provvisionale di 15mila mira all’associazione On The Road.

«La scienza ci dice che se fosse stata curata», ha detto in aula il consulente medico del pm, «avrebbe avuto una buona probabilità di sopravvivenza». Ma la vita, anche e soprattutto quei pezzi di vita che finiscono nei processi, è molto più complicata della scienza. La vita non è ordinata e non risponde alla nostre regole. Nella vita ci sono i colpi di fortuna e le disgrazie: si vince al Superenalotto e si muore a 23 anni perchè sei nigeriana, fai la prostituta e se sei malata non ti fanno curare perchè devi lavorare sulla strada per guadagnare i soldi da dare a chi ti tiene in ostaggio. Tutto il resto sono solo vuote parole.

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2013/04/16/news/fatta-prostituire-col-cancro-cinque-condanne-a-teramo-per-la-vicenda-del-film-schiavi-1.6894290

Topi, sporcizia, cibo avariato: tipico ristorante cinese

VERONA – Sporcizia diffusa, alimenti in cattivo stato di conservazione, unto e polvere in gran quantità: i carabinieri di Verona hanno segnalato al Dipartimento di prevenzione dell’Uls scaligera un ristorante cinese trovato in pessime condizioni igieniche.
Il Dipartimento ha disposto l’immediata sospensione dell’attività di ristorazione, per le necessarie opere di pulizia, sanificazione e derattizzazione, mentre l’Arma ha denunciato il gestore, un cinese di 50 anni, per aver detenuto un quintale di alimenti in pessimo stato di conservazione.

 

 

 

 

http://www.ilgazzettino.it/nordest/verona/un_quintale_di_cibo_deteriorato_sporcizia_e_unto_denunciato_un_ristoratore_cinese/notizie/250080.shtml

Ritirare la licenza no?

Cinese consegnava a Ristoranti cinesi surgelati a “temperatura ambiente”

Genova. Durante normali controlli di routine, la polizia stradale di Sampierdarena ha fermato un uomo di nazionalità cinese di 35 anni che con il suo furgone trasporava cibi freschi ai ristoranti della città. A riscontri più approfonditi, però, la realtà è apparsa diversa.

Dong Ping, questo il nome dell’autista, veniva invitato in caserma per un controllo più approfondito. Le norme sanitarie prevedono per i surgelati una temperatura di trasporto di -18° mentre per i prodotti freschi la conservazione in quei frangenti deve avvenire a 0°. Sul furgone i prodotti surgelati si attestavano sui -4° mentre i formaggi freschi tali non erano più visti i 19° che evidenziavano.

Il pericolo in questi casi è che una volta giunti a destinazione gli alimenti siano riportati alla giusta temperatura, con conseguenze gravemente deleterie per chi li mangia. Accertata la situazione gli uomini dell’Ispettore Rappa chiamavano gli Ufficiali sanitari della ASL 3 genovese che senza indugi sequestravano tutta la merce per ovvi motivi sanitari di salute pubblica. La multa comminata a Dong Ping è stata di 1.000 euro.

Link Articolo: http://www.genova24.it/2013/02/portava-ai-ristoranti-cibi-freschi-in-frigoriferi-inadeguati-1-000-euro-di-multa-46365/

Prato provincia di Pechino: produzione abusiva di alimenti

Prato – La Polizia municipale di Prato ha accertato la presenza in via Filicaia di un laboratorio abusivo di alimenti. Era situato in un immobile di cui una parte in uso a L.L., donna cinese di 36 anni.

Gli uomini dell’Unità Operativa Commerciale, Amministrativa e Anticontraffazione di Piazza Macelli si sono trovati davanti un laboratorio di alimenti con preparazione, cottura e successiva fase di trasporto dei cibi appena preparati, presso ditte di connazionali. Presente un significativo quantitativo di derrate alimentari, insieme ad accessori per la produzione, conservazione e consegna dei pasti preparati: in particolare oltre mille vaschette in alluminio per il
confezionamento, 3 rotoli da 300 metri l’uno di pellicola per alimenti e 4500 bicchieri in plastica.

Gli agenti intervenuti hanno sanzionato l’attività illecita ai sensi del cosiddetto ”pacchetto igiene”, norma di recepimento di direttive europee, per l’esercizio abusivo dell’attività di produzione, trasformazione e distribuzione di alimenti,
somministrando alla responsabile una sanzione amministrativa di 3mila euro. Merci ed attrezzature sono state sequestrate.

Link: http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2013/01/25/835756-Scoperto-a-Prato-laboratorio-abusivo-di-alimenti.shtml