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Jesolo infestata: immigrati spacciano nei bagni pubblici, aggredita guardia giurata

Venezia 18 agosto 2013 – Scoperto da una guardia giurata mentre spacciava, un tunisino di 31 anni, è stato arrestato dalla polizia a Jesolo e, processato per direttissima, è stato condannato ad un anno e due mesi. La guardia giurata, durante un giro di perlustrazione, ha notato il 31enne che passava alcune pasticche sospette ad altre persone, ne è nata una colluttazione che ha permesso di bloccare lo spacciatore.

Erano le 22:45 del 15 agosto quando l’attenzione di una guardia giurata che si trovava per servizio all’ingresso del disco-bar “Capannina Beach” è stata attirata da un passante che gli riferiva di aver notato due giovani intenti a spacciare sostanze stupefacenti nei pressi dei bagni pubblici posizionati lì vicino. A quel punto il vigilantes si è avvicinato per verificare la situazione e, fatta luce con la propria torcia nella direzione indicatagli, ha sorpreso effettivamente un ragazzo nell’atto di cedere alcune pastiglie e ricevere in cambio del danaro da una terza persona che al contempo riceveva anche altra sostanza da un secondo ragazzo consegnando, anche a quest’ultimo, un corrispettivo.

La guardia ha immediatamente cercato di raggiungere il terzetto e, mentre uno dei ragazzi si dava alla fuga e si dileguava con il sospetto cliente, è riuscita invece a bloccare l’altro giovane, colto di sorpresa poiché rivolto di spalle all’arrivo dell’addetto alla sicurezza. Ne è scaturita una colluttazione, visto che il ragazzo da subito ha opposto una strenua resistenza fatta di spintoni e graffi. La guardia giurata nel trambusto è riuscita però a strappare gli stupefacenti dalle mani del pusher, per poi consegnarli agli agenti della volante accorsi sul posto. I poliziotti hanno poi accertato l’identità del ragazzo fermato, identificato per un giovane nato nel 1982 a Tunisi, risultato positivo agli accertamenti e con a suo carico numerosi precedenti di polizia per reati in materia di stupefacenti e contro il patrimonio, nonché per violazioni della disciplina in materia di immigrazione. Il quadro indiziario e i precedenti hanno fatto scattare le manette per il giovane che, dopo l’arresto, è stato giudicato con rito direttissimo e condannato alla pena di un anno e due mesi di reclusione, che sconterà presso la casa circondariale di Venezia, nonché di 24mila euro di multa.

http://www.veneziatoday.it/cronaca/spaccia-droga-bagno-pubblico-jesolo-arrestato-rissa-guardia-giurata.html

 

Immigrato a caccia di italiani, con la spranga: “Vi voglio ammazzare tutti”

GENOVA – L’area pedonale di via Rolando come la periferia nord di Milano. Se lì a colpire all’impazzata con un piccone gli ignari passanti fu il tristemente noto Mada Kabobo, un clandestino ghanese; a Sampierdarena ad aggredire chiunque gli passasse davanti con una mazza e con lo sguardo vitreo è stato Jhon Fernando Ordonez, un ecuadoriano, anche lui irregolare sul territorio italiano, anche lui spinto solo dalla follia.

Quando è stato fermato l’immigrato ha gridato confuso quello che tutti avevano già capito: «Lasciatemi stare, sono pericoloso, voglio ammazzare tutti». Secondo i poliziotti, accorsi in via Rolando per bloccare l’uomo, se non ci sono stati né vittime, né feriti gravi lo si deve solo al caso. «È andata bene – hanno detto gli agenti -perchè lo straniero impugnava una spranga di alluminio, un metallo leggero, e non un pesante piccone come aveva fatto invece il folle di Milano».
L’allarme per il raid di via Rolando ieri mattina è stato lanciato da alcune telefonate giunte al centralino di polizia e carabinieri attorno alle 10.30. «C’è uno straniero impazzito che aggredisce chiunque incontri sul marciapiede. Fate presto, bloccatelo, è armato di una spranga e può uccidere, si comporta come quel pazzo che ha ucciso tre persone a Milano…».
La centrale operativa della questura invia subito sul posto tre pattuglie di agenti in servizio fra Sampierdarena e le vie della bassa Valpolcevera. La prima volante che giunge sul posto è la Di Negro. La scena che gli agenti si trovano davanti fra via Rolando e via Fillak è da film dell’orrore. I passanti hanno la paura stampata sul volto e indicano sotto choc ai poliziotti la direzione di fuga del folle armato di spranga. Fra di loro anche il tunisino ferito alla schiena, che dice solo: «appena mi ha visto mi ha colpito con quella spranga piegata in due che stringeva in pugno».
Stando alle prime testimonianze, l’ecuadoriano quando si è accorto che il pezzo di alluminio usato come arma non era abbastanza robusto lo ha piegato in due per raddoppiare l’effetto. Poi ha proseguito il raid farfugliando parole minacciose all’indirizzo di tutti quelli che incrociava. Fra le persone incontrate e minacciate anche un genovese abitante da quelle parti, Riccardo N., che ha raccontato il suo drammatico faccia a faccia con il folle latinos: «Mi ha guardato fisso negli occhi, pensavo volesse uccidermi, per fortuna sono riuscito a scappare».
Determinante per bloccare l’ecuadoriano risulterà la dettagliata descrizione fornita dal primo testimone che ha telefonato alla centrale operativa del 113. «Quello straniero indossa una maglia grigia con cappuccio e pantaloncini corti».

Gli agenti così quando hanno incrociato il sudamericano che camminava a passi veloci e con lo sguardo perso nel vuoto all’inizio di via Fillak non hanno faticato a riconoscerlo: lo hanno bloccano, dichiarato in arresto. La spranga stata trovata poco più in là e sequestrata. Lui, urlando come un invasato, ha detto: «Lasciatemi stare, sono pericoloso, voglio ammazzare tutti!».

http://www.corrieremercantile.it/readnews.jsp?id=7418&fb_source=message

Tentato stupro: il racconto della vittima sotto choc

CECINA. «Quando è entrato in negozio ero sola. Lui barcollava, si vedeva che aveva bevuto. Poco dopo ha iniziato a dirmi che dovevamo stare insieme almeno per cinque minuti, che voleva fare l’amore con me. Si è avvicinato e ha iniziato a baciarmi sulle braccia. Mi sono divincolata una prima volta e allora ha cercato di scavalcare il bancone per venire dall’altra parte, la mia: mi ha stretto a sé, l’ho respinto e mentre si rialzava da terra ho preso il cellulare. Ho chiamato l’ultimo numero che avevo in memoria, era quello di mia cugina. Le ho chiesto aiuto, lui è tornato alla carica ma sono fuggita fuori, verso la strada. Mi ha raggiunta e mi ha stretta più forte, siamo caduti. Ma ormai ero salva».

È sotto choc la ragazza che giovedì sera è stata vittima dell’aggressione nel locale dove lavora. Piange appena finisce di raccontare la violenza sessuale subita giovedì sera intorno alle 23 in un negozio nella zona di piazza Guerrazzi. Il suo aggressore si chiama Brahim Aitgouzal, ha 28 anni, è marocchino e sulle sue spalle gravano due decreti di espulsione che non sono mai stati eseguiti. È stato arrestato pochi minuti dopo l’allarme dalla polizia che lo ha salvato dal linciaggio da parte di alcuni che erano accorsi. L’accusa è di violenza sessuale e lesioni. Intanto i negozianti del centro protestano perché il salotto di Cecina sta diventano una zona pericolosa e chiedono maggiori controlli, soprattutto di notte.

http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2013/06/29/news/mi-stringeva-sono-riuscita-a-fuggire-1.7335773

Ancona: rissa tra immigrati fuori dal night

Rissa fuori dal night J’Adore Un accoltellato e tre denunce
Cronache Maceratesi
Un rissa fra immigrati nordafricani e dell’Est Europa è scoppiata ieri notte ad Ancona in via XXV aprile, fuori dal night J’Adore. I carabinieri, accorsi sul posto, hanno identificato e denunciato tre tunisini, uno dei quali ha riportato una ferita da

 

Ingenua 83enne fa l’elemosina a Zingara che le spacca il femore

ROMA – Una donna di 83 anni è uscita da un ufficio postale di Montesacro dopo avere ritirato la pensione: ha fatto l’elemosina a una nomade che, invece di accettare i pochi spiccioli, l’ha aggredita per prenderle il portafogli. La rapina non è riuscita ma l’anziana è caduta e si è fratturata un femore. Trasportata in ospedale in ambulanza, i medici del pronto soccorso le hanno diagnosticato una prognosi di trenta giorni. La roma è riuscita a fuggire.

LA DINAMICA
La brutale aggressione è avvenuta ieri mattina verso le 11 davanti le Poste centrali di piazzale Adriatico. Numerosi passanti e automobilisti sono stati testimoni della scena che si è svolta in modo così fulmineo che nessuno ha fatto in tempo a bloccare la nomade che è riuscita a dileguarsi a piedi.

L’ottantenne è rimasta accasciata su un tratto di marciapiede stordita dal dolore. Dopo pochi minuti è intervenuta un’ambulanza del 118. Il personale sanitario s’è reso subito conto che l’anziana si era fratturata il femore destro. Alcuni equipaggi delle volanti sono accorsi nella zona della tentata rapina.

I poliziotti hanno setacciato il quartiere da piazza Sempione fino all’inizio di via della Bufalotta, ma non sono riusciti a trovare la nomade. Sono stati controllati anche i passeggeri sugli autobus ma senza risultato. L’ottantenne rapinata abita vicino le Poste: la donna ha chiamato con il cellulare la figlia che è accorsa anche lei a dare aiuto alla madre. L’anziana è stata trasportata all’ospedale Sandro Pertini di via dei Monti Tiburtini dove è stata raggiunta da un equipaggio delle volanti. I poliziotti si sono fatti descrivere dalla vittima nel modo più dettagliato possibile le sembianze della rapinatrice. Avrebbe i capelli neri e circa quarant’anni. L’aggressione è avvenuta poco distante un gazebo del Movimento Cinque Stelle.

I TESTIMONI
«È stato un attimo – racconta un passante -. La rapina è durata pochi secondi. Ho visto l’anziana avvicinarsi a una donna scura di carnagione. La vecchietta ha aperto la borsa. A un certo punto le due donne sono state molto vicine. La più giovane ha cercato di prendere il portafogli all’anziana. Poi l’ha spintonata in terra ed è scappata». Secondo alcuni abitanti della zona lì, davanti alle Poste, sarebbero avvenuti episodi analoghi anche se non così violenti.

A indagare sul caso sono gli agenti del commissariato Fidene che, anche grazie all’identikit, contano d’individuare nel giro di poco la rapinatrice.

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/roma_fa_elemosina_rom_rompe_femore/notizie/263498.shtml

Venezia: ragazza bloccata in auto e massacrata a colpi di bastone da Zingari del Campo Nomadi comunale

Una delle villette a disposizione degli Zingari del campo nomadi di via del Granoturco

MESTRE – Un pestaggio in piena regola. Sotto gli occhi dei passanti. Intorno alle 18.20, a Favaro veneto, in via Altinia, con la loro auto hanno tagliato la strada a un’altra vettura con dentro una donna di 38 anni. Mazze da baseball e caschi, in mezzo alla strada, in cinque sono scesi e hanno cominciato a sfasciarle parabrezza e carrozzeria. Poi, l’hanno tirata fuori dall’abitacolo e l’hanno colpita selvaggiamente con le mazze provocandole lesioni su tutto il corpo e mandandola in ospedale.

Al momento la donna si trova in pronto soccorso. Motivo del pestaggio, con ogni probabilità, legato ad attriti tra diversi clan di famiglie nomadi. Gli agenti delle volanti veneziane, accorsi sul posto, non sono riusciti a bloccare l’auto degli aggressori ma pare che i responsabili siano già stati identificati, e gravitino intorno al campo sinti di via del Granturco.  Gli investigatori stanno lavorando per capire l’esatta dinamica dell’accaduto.

E pensare che gli antirazzisti – come sempre teste vuote – cianciavano di presunte diffamazioni dei giornali per quei poveri bravi ragazzi del Campo Nomadi di via del Granoturco:

Quei delinquenti del campo sinti. Quando i giornali infamano

Campo nomadi gestito e finanziato dal Comune di Venezia con i soldi delle tasse: http://noiza.wpengine.netdna-cdn.com/wp-content/uploads/sinti-in-manette-la-lega-allattacco.pdf e già al centro delle cronache per altre vicende criminali:

http://notizielocali.notiziaultima.com/veneto/mestre-abbattute-le-strutture-abusive-del-campo-sinti/2012/08/29

http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2013/02/02/news/controlli-al-villaggio-sinti-sugli-intestatari-degli-affitti-1.6464619

Rissa tra immigrati di “varia estrazione” a Genova

Europa senza frontiere

Genova – Violenta lite fra senza tetto, ieri pomeriggio, domenica 17 febbraio 2013, in piazza della Vittoria. Gli agenti accorsi sul posto hanno identificato alcuni clochard, tutti in evidente stato d’ebbrezza alcolica, tra cui un polacco di 38 anni, un lettone di 33 e una 22enne slovacca che si trovava riversa per terra, in stato d’agitazione.

http://www.genovatoday.it/cronaca/lite-piazza-vittoria-17-febbraio.html