Tag: 400 euro

Bande dell’Est scatenate: famiglia terrorizzata, irrompono in casa con l’ascia

Allarme rapine nel Sannio. Ad Amorosi assaltano una casa anche con un’ascia: rubati soldi e oro
Rapina nell’abitazione di un impiegato 45enne: i malviventi entrano attraverso la porta del garage. Dopo le minacce e il furto, rinchiudono la famiglia nella camera da letto

Non si fermano le rapine messe a segno nelle abitazioni della provincia, in particolar modo tra Valle Caudina e quella Telesina. Nella serata di ieri l’ennesimo colpo, questa volta ad Amorosi, in via Stazione.

Erano le 20:15 quando tre malviventi con accento dell’Est Europa e coperti da passamontagna, sciarpe e guanti calzati, – armati di pistola, fucile e ascia – hanno fatto irruzione in una villetta di un impiegato 45enne.

Una volta entrati attraverso la porta del garage, i tre rapinatori hanno minacciato l’uomo e hanno rubato circa 400 euro e alcuni oggetti d’oro.

Nell’abitazione erano presenti anche la moglie e la figlia che sono state rinchiuse nella camera da letto insieme con il 45enne. Afferrato il bottino e completato il “lavoro”, i tre sono scappati a piedi per le campagne circostanti.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale Stazione e quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cerreto Sannita per i rilievi tecnici e le indagini del caso, mentre le altre pattuglie dell’Arma del Comando Provinciale hanno effettuato una vasta battuta in tutta l’area interessata alla ricerca dei fuggitivi.

http://www.ntr24.tv/it/news/cronaca/allarme-rapine-nel-sannio-ad-amorosi-assaltano-una-casa-anche-con-unascia-rubati-soldi-e-oro.html

Genova: donna massacrata sul lungomare, arrestato marocchino

Genova 10 settembre 2013 –  Le urla strazianti provenienti dal Lungomare Canepa hanno attirato l’attenzione dei poliziotti, che si sono immediatamente recati sul posto, sorprendendo un uomo, un 40enne marocchino, che stava colpendo con calci e pugni una donna distesa a terra. Alla vista degli agenti, l’uomo ha tentato di darsi alla fuga spintonandoli, ma è stato prontamente bloccato. La donna, una cittadina polacca di 41 anni, ha riferito agli operatori di conoscere il suo aggressore, che per qualche tempo aveva ospitato a casa sua nel tentativo di farlo disintossicare dall’assunzione di sostanze stupefacenti. L’uomo, però, ben presto aveva abbandonato il suo proposito e lei si era vista costretta ad allontanarlo dall’abitazione.

Proprio nella serata di ieri, si erano incontrati per strada ed il marocchino gli aveva strappato la borsa riuscendo a rubarle circa 400 euro e le chiavi di casa. Dopo alcune ore la donna lo aveva rintracciato in Lungomare Canepa e alla richiesta della restituzione del denaro e delle chiavi, l’uomo aveva reagito molto violentemente. La vittima, accompagnata presso il pronto soccorso dell’Ospedale Galliera è stata medicata e dimessa con una prognosi di 10 giorni. L’uomo, trovato in possesso del denaro sottratto alla donna, è stato arrestato per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Nel corso dell’intervento è stato denunciato un connazionale dell’aggressore di 33 anni che, trovato in sua compagnia, è risultato inottemperante all’espulsione amministrativa e contestuale ordine del Questore.

http://www.genova24.it/2013/09/sampierdarena-violenta-rapina-in-lungomare-canepa-donna-presa-a-calci-e-pugni-55819/

Napoli: 67enne rapinato in casa da africani, preso a martellate in faccia

NAPOLI 12 agosto 2013 – Anziano picchiato e rapinato in casa, va in commissariato per sporgere denuncia dove incontra il presunto aggressore che viene fermato. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio di ieri nel quartiere di Chiaiano a Napoli. La vittima, un uomo di 67 anni, stava riposando in casa quando è stata due immobilizzata da due immigrati .Gli aggressori lo hanno colpito al voto con un martello. Poi lo hanno percosso con un punteruolo ed un coccio di bottiglia fino a quando il 67enne non ha tirato fuori la somma di 400 euro che custodiva nei pantaloni.

L’uomo ha riconosciuto però uno dei aggressori. Secondo il suo racconto sarebbe un sudanese di 35 anni che qualche giorno prima aveva eseguito alcuni lavori di tinteggiatura nel suo appartamento. L’immigrato lavora in una autorimessa che si trova al confine con Mugnano, nel Napoletano, dove gli agenti si sono recati immediatamente ma dello straniero nessuna traccia. Qualche ora dopo mentre il 67enne stava formalizzando la denuncia in commissariato, negli uffici della polizia è giunto anche l’immigrato che, riconosciuto dalla vittima come uno dei responsabili della rapina, è stato sottoposto a fermo perchè indiziato di tentato omicidio e rapina aggravata in concorso con un’altra persona da identificare.

http://www.ilmattino.it/napoli/cronaca/napoli_rapina_casa_anziano_picchiato/notizie/314490.shtml

Mai far entrare in casa immigrati.

Roma: zingare predano turisti ai Fori Imperiali

Ecco il momento in cui la zingara rovista nel borsello del turista mentre quest'ultimo è distratto a far foto con un tablet...

Ecco il momento in cui la zingara rovista nel borsello del turista mentre quest’ultimo è distratto a far foto con un tablet...

PINOscippoforiA2Il Colosseo e i Fori Imperiali sono un patrimonio archeologico che – fuor di retorica – nessun’altra città sulla faccia del pianeta può vantare e appunto da tutto il mondo ogni anno milioni di turisti arrivano a Roma per visitarli immergendosi in una storia lunga oltre venti secoli. Troppo spesso però la loro esperienza è rovinata dai borseggiatori che infestano la zona.Specialmente per chi arriva dall’estero, subire il furto dei documenti, del denaro o delle carte di credito, equivale automaticamente a compromettere la vacanza irrimediabilmente. Una vera piaga che andrebbe sanata, rappresentando per la città un danno di immagine (e quindi economico) esorbitante: coloro che serbano ricordi del genere difficilmente sono propensi a tornare e probabilmente sconsiglieranno un soggiorno nella Città Eterna ai propri conoscenti o sui siti specializzati in resoconti di viaggio.

Un esempio di quanto accade quotidianamente è la sequenza fotografica scattata nei giorni scorsi da uno dei tanti visitatori dell’area e che ritrae due borseggiatrici intente a derubare un turista tutto preso dal proprio tablet: indossando abiti casual per non dare nell’occhio, una gli svuota il borsello mentre l’altra tiene d’occhio la situazione.

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L’autore degli scatti aveva però nel frattempo avvisato i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, ai quali ha mostrato le immagini (i vantaggi della fotografia digitale!). I militari hanno immediatamente fermato le due delinquenti – risultate due zingare minorenni provenienti dal campo di Tor San Lorenzo – trovandole in possesso di qualcosa come 2.400 euro e 1.400 dollari americani (oltre ad altra valuta estera).

C’è poco da stare allegri, però: la più grande, diciassettenne in stato di gravidanza, è stata solo denunciata a piede libero. Per l’altra addirittura nemmeno si è potuto procedere penalmente perché troppo giovane per essere imputabile ed è quindi stata portata dai genitori (ossia da chi si presume la manda in giro a delinquere). Chiedendosi dove siano nel frattempo quei servizi sociali così solerti in altri casi a togliere l’affido di minori, non resta che continuare a tenere gli occhi aperti e le mani ben ferme sul portafogli.

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Rom rubano in chiesa. Parroco diventa sceriffo – Affaritaliani.it

Rom rubano in chiesa. Parroco diventa sceriffo
Affaritaliani.it
di Chestochowa” e stavano tentando di allontanarsi potando con loro un computer da 1.400 euro, ma non avevano fatto i conti con il tenace parroco che le ha sorprese e bloccate prima di consegnarle ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma.

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Nuove culture: filippini importavano droga etnica, tradizione della loro terra

Modena magg 2013 – Un grammo vale 400 euro e con un grammo ci si possono ricavare una quarantina di dosi: allo stato “naturale” si presentai in cristalli, come fosse sale grosso, ma una volta sciolta questa dosa viene inalata, come se si dovesse fare un aerosol. Due, massimo tre inalazioni ed si “guarisce” dalla normalità: questa droga che si chiama shaboo è molto più potente dell’abituale cocaina che si trova in commercio, ha effetti allucinogeni, crea una forte euforia e anche una forte dipendenza.
E in breve tempo, non occorre essere degli abitudinari. In più è una metanfetamina, si tratta di un prodotto, di una droga del tutto sintetica, non c’è bisogno di tagliarla. È puramente devastante e, purtroppo, forse perché il mercato punta all’eccesso, sta prendendo piede. E Modena è già alla moda: sono già stati effettuati due importanti operazioni con sequestro di grossi quantitativi e relativi arresti.
L’ultimo l’altro giorno, ad opera dei Carabinieri, reparto operativo della Compagnia di Modena. I militari infatti hanno tenuto d’occhio alcune vecchie conoscenze legate al mondo della cocaina, hanno seguito i loro giri a e alla fine le tracce e gli elementi raccolti li hanno portati ad intervenire in un appartamento in via Giardini. Qui sono finiti nella rete quattro filippini: d’altra parte lo shaboo ha la doc, è una droga etnica, diffusa e consumata delle loro parti. Tre sono finiti in manette, il quarto, una donna in stato di gravidanza al sesto mese, è stata denunciata.
I carabinieri hanno complessivamente sequestrato 130 grammi di metanfetamina, per un valore d sessantamila euro. In via Giardini erano stati trovati subito venticinque grammi di shaboo: i due residenti avevano ricevuto la visita di due connazionali che provenivano dalla Spagna.
Erano due corrieri, incaricati di portare la preziosissima merce ai richiedenti modenesi. Non si fa tanta strada per soli 25 grammi, per quanto la droga sia carissima.
I due erano partiti da Barcellona, dove erano era saliti su un pullman, per non lasciare tracce, ed erano scesi a Bologna. A Modena alloggiavano in un albergo in via Vignolese. Ecco che i militari si portano allora nella stanza d’albergo e la perquisizione ha esito positivo: in un sottofondo del trolley vengono ritrovate le altre bustine con i cristalli di shaboo, 105 grammi. E anche 5mila euro in contanti, con ogni probabilità il compenso ricevuto per la consegna della droga.

http://gazzettadimodena.gelocal.it/cronaca/2013/05/29/news/trovati-con-droga-per-60mila-euro-tre-arresti-e-una-denuncia-1.7157383

Immigrati assaltano villa: con fucili e pistole rapinano due famiglie

Caserta 14 mag 2012 – Ormai erano quasi arrivati a casa dopo aver messo a segno, nel cuore della notte, una rapina in una villetta familiare. Ma la loro fuga è stata interrotta dopo un rocambolesco inseguimento da parte dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile del reparto territoriale di Aversa. Inseguimento conclusosi in via San Lorenzo con l’auto dei fuggitivi finita contro un muretto di contenimento. E’ terminata in manette, con l’accusa di rapina, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale, la nottata di violenza di due albanesi, entrambi domiciliati in Casaluce.

I due immigrati sono stati intercettati a bordo di un auto, rapinata poco prima presso una villetta familiare di Alife, centro dell’alto Casertano, dove sotto la minaccia di un fucile e duna pistola si erano fatti consegnare dalle due famiglie presenti in casa oggetti in oro, denaro in contanti per 400 euro e vari orologi. Il bottino è stato recuperato dai militari.I due albanesi entrambi domiciliati a Casaluce sono stati intercettati dai carabinieri, allertati dalle centrali operative di Aversa e di Piedimonte Matese, a bordo dell’auto rapinata. I militari hanno intimato l’alt ma l’auto ha proseguito a folle velocità. Durante l’inseguimento il conducente ha tentato di speronare l’auto dei carabinieri. Il rocambolesco inseguimento si è concluso in via San Lorenzo.

http://www.ilmattino.it/caserta/caserta_albanesi_rapina_villa_alife/notizie/279420.shtml

I figliocci della BoldrinI: 3 rapine nel giro di 3 ore

Due immigrati di 15 e 16 anni hanno tentato tre rapine in banca in meno di 3 ore, nell’hinterland di Milano, riuscendo soltanto in un caso prima di essere arrestati. Sono due tunisini incensurati che venerdì pomeriggio sono stati bloccati dai carabinieri mentre studiavano un piano per assaltare la filiale del Monte dei Paschi di Siena a Trezzano sul Naviglio (Milano).
La loro giornata è iniziata alle 12.30 a Buccinasco, dove hanno fatto irruzione nella filiale Bpm armati di due taglierini con i quali hanno intimato alla cassiera di consegnare il contante; non sapevano, però, che la cassaforte aveva la chiusura temporizzata e quindi hanno dovuto rinunciare.
Mezz’ora dopo si sono presentati nella sede di Banca Intesa ad Assago, dove sono riusciti a portar via 800 euro seguendo lo stesso copione.
Alle 15 l’ultimo colpo a Trezzano, fallito perché il direttore li ha notati mentre si aggiravano con fare sospetto all’ingresso e ha chiamato i carabinieri.
Quando i militari li hanno bloccati avevano 400 euro in tasca e i taglierini, oltre alle chiavi di uno scooter rubato il 26 marzo a Milano.

http://www.milanotoday.it/cronaca/rapine-minorenni-trezzano-buccinasco-6-aprile.html

Romeno stupra prostituta di 19 anni

Per lei,  giovane prostituta rumena di appena 19 anni, era una serata di lavoro come tutte le altre. Alla ricerca di quei soldi per sbarcare il lunario. Per lui, Iulian Balauru,connazionale di 32 anni, era una serata di caccia, sulle tracce della sua nuova vittima. Si sono incontrati la sera del 25 febbraio sulla regionale 11, dove la prostituta vende il suo corpo. Si sono appartati a bordo dell’auto di lui, hanno consumato il rapporto velocemente. Poi, il 32enne mentre riaccompagnava la giovane sulla regionale, in uno scatto d’ira ha fermato l’automobile, è sceso, ha aperto lo sportello del passeggero, ha trascinato fuori la ragazza tirandola brutalmente per i capelli. L’ha aggredita, minacciata di morte e tenuta sottotiro con questo spray al peperoncino. In velocità le ha rubato la borsa ed è quindi scappato, lasciando la 19enne al freddo. Dopo qualche giorno, la vittima ha denunciato l’episodio alla questura di Verona. Gli agenti le hanno mostrato alcune foto segnaletiche, all’interno delle quali ha senza ombra di dubbio riconosciuto il suo aguzzino, che lavora per un corriere espresso. Nella borsa il rumeno aveva trovato oltre 400 euro e uno smartphone. Proprio l’utilizzo di questo cellulare gli è stato fatale. La mobile è infatti riuscito a rintracciarlo in un appartamento di Castel d’Azzano. Gli inquirenti sono convinto che abbia già commesso crimini simili, peraltro in continuo aumento a Verona e in tutta la regione.

Ora basta: disabile in carrozzina massacrato da Zingaro

Adriano Pimpini vive da anni su una carrozzella

TERAMO. Aggredito, preso a pugni e rapinato sotto casa. La vittima è un disabile: Adriano Pimpini vive da anni su una carrozzella, ora piange mentre racconta la sua notte di terrore. Ha il braccio sinistro fasciato e appeso al collo, la spalla gli fa ancora molto male e gli occhi si bagnano di lacrime mentre contrae il viso per il dolore. Con se aveva 400 euro, la tessera del Postmat e i documenti. E quei soldi gli servivano per aiutare il suo miglior amico, Vincenzo Di Michele, notissimo a Teramo, che in queste ore sta lottando contro la morte in una clinica di Ascoli Piceno da dove sta per essere trasferito a Pisa. I soldi per il viaggio della speranza di Vincenzo sono spariti dopo l’aggressione sotto le palazzine popolari all’ingresso di Teramo. Adriano rivede come in un film di violenza l’auto con quattro persone a bordo che gli taglia la strada mentre con la carrozzella alimentata a batteria sta per arrivare davanti al portone.
Sono le 20,40 di martedì, saluta gli amici del bar Alterego, che gli vogliono bene e gli stanno vicino. Si avvia, piano piano, verso via Longo. Supera ponte San Francesco, gira a destra e si avvicina a casa. Ma all’improvviso spunta l’auto di colore scuro: alla guida c’è un rom che scende e lo aggredisce. Lo colpisce con un pugno alla testa, gli urla parole incomprensibili, gli afferra il braccio e glielo storce.
E’ un uomo in carrozzella, un disabile, la persona che il rom sta massacrando di botte mentre gli altri tre restano immobile nell’auto. «Ho cercato di difendermi, ho provato a sfilarmi la cinta dei pantaloni mentre quell’uomo mi colpiva alla testa», racconta Adriano, « dalla tasca della giubba mi cade qualcosa sulla pedalina della carrozzella: sono i soldi per Vincenzo. Ma in quegli attimi terribili erano l’ultima cosa che pensavo di raccogliere». Adriano deve solo difendersi, ripararsi dall’aggressore che però all’improvviso si allontana ed entra nella casa popolare, come se fosse interessato ad un’altra persona affacciata. Per Adriano sono secondi preziosi da non sprecare.
Con le mani che gli tremano afferra il telefonino e chiama il 112. Riesce a dare l’allarme e sul posto arrivano carabinieri e polizia. Ma l’aggressore fa a tempo a scendere e ad afferrare ancora una volta il disabile per sbattergli la testa al portone di casa. Poi fugge mentre le sirene cominciano a sentirsi in lontananza. Adriano viene soccorso da un’ambulanza del 118 e trasportato all’ospedale dove viene medicato e dimesso. Ora è qui, in piazza Martiri. La carrozzella è rimasta a casa, si è rotta.«Sono un disabile, aiutatemi, ho urlato al telefonino. Polizia e carabinieri sono arrivati in un attimo. Grazie, grazie, grazie» ripete con gli occhi lucidi e il braccio appeso al collo. Chi gli sta accanto gli fa una carezza. E lui piange: è il primo gesto d’amore dopo una notte maledetta di violenza.

http://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca/2013/03/14/news/disabile-preso-a-pugni-e-rapinato-a-teramo-1.6699075