Ragazzino stuprato da gruppo di Pakistani in stazione

25-04-2017


Quotidiano di Puglia
Stupro in stazione: per il pm c’è stata violenza di gruppo
Quotidiano di Puglia
Violenza sessuale di gruppo. E’ con questa accusa che la procura ha chiesto il giudizio immediato per i due pakistani accusati di aver stuprato un giovane nei pressi della stazione ferroviaria, il 20 febbraio scorso.
I due si trovano in carcere, da dove, nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto subito dopo i fatti, hanno negato ogni addebito.
Si tratta di Ali Imram e Rab Nawaz, che furono arrestati dagli agenti della Squadra Mobile della questura di Brindisi a seguito di indagini coordinate dal pm Milto Stefano De Nozza che dispose l’acquisizione dei filmati delle telecamere della vicina caserma dei carabinieri. Il sistema di videosorveglianza della stazione, infatti, non era funzionante.
Secondo quanto ricostruito un giovane di 21 anni della provincia di Brindisi sarebbe stato importunato dai due pakistani mentre si trovava all’interno della stazione ferroviaria. Sarebbe stato palpeggiato nelle parti intime. Poi si sarebbe allontanato per cercare di sfuggire alla coppia di stranieri.
I due l’avrebbero inseguito, così come documentato dalle immagini. Poi lo avrebbero spinto con forza all’interno di un piccolo atrio che si trova nei pressi di un garage condominiale, nella parte esterna alla stazione ferroviaria. Uno dei due avrebbe abusato della vittima, mentre l’altro lo teneva fermo.

E’ stato subito dopo la prestazione “forzata”, che il 21enne ha chiesto aiuto ai titolari di un bar i quali hanno immediatamente chiamato il 118. I primi a intervenire sono stati gli agenti della sezione Volanti della questura.
Sono iniziate le ricerche, terminate poco dopo con l’individuazione dei due stranieri senza fissa dimora. Dalle indagini della Mobile che ha eseguito tutti gli approfondimenti richiesti dalla procura, è emerso che la versione fornita dalla presunta vittima dello stupro era credibile. Il ragazzo sarebbe stato sottoposto, come riscontrato da contatti telefonici e da diverse testimonianze acquisite, a un trattamento “indesiderato”. Per poi soccombere, solo contro due persone, e riuscire a liberarsi solo per il fortuito passaggio – in zona – di un’autovettura della vigilanza privata con il lampeggiante acceso. Orribile la scena così come ricostruita, ancor più se si considera che la vicenda si è verificata nel cuore della città, in piena notte. A due passi dal comando dei carabinieri, tra la sala d’attesa e i dintorni di una stazione ferroviaria priva di telecamere di sorveglianza.
Dal carcere in cui sono rinchiusi i due, assistiti dagli avvocati Umberto Sforza e Rocco Comes, hanno sin da subito respinto gli addebiti. Rab Nawaz, di 29 anni, titolare di permesso di soggiorno e Ali Imram, 28 anni, con il permesso di soggiorno scaduto ma in fase di rinnovo hanno spiegato fra le lacrime di non aver mai compiuto una violenza sessuale. Ma di aver preso parte a una situazione probabilmente sfuggita di mano anche per via dell’eccesso di alcol consumato.
Per il pm c’è l’evidenza della prova. La custodia cautelare in atto per altro consente di procedere con una richiesta “lampo” di processo, nella forma che consente di bypassare l’udienza preliminare. E’ il gip a fissare la data dell’avvio del processo. A meno che gli imputati non decidano di ricorrere a riti alternativi: di puntare ad esempio allo sconto di un terzo della pena, in caso di condanna, con un giudizio abbreviato. Il 21enne che avrebbe vissuto quelle ore di paura, nel cuore della notte, nei dintorni di piazzale Crispi, è stato individuato come persona offesa dei reati contestati. Potrà eventualmente costituirsi parte civile.

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