Stupro di Bergamo: la Polizia ha il nome, ma il magistrato non vuole arrestarlo

11-01-2013

Un Kosovaro sposato, con figli, regolare in Italia. Vive con la sua famiglia, a Bergamo, e ha circa trent’anni.

Lo stupro della ragazza incinta a Bergamo accaduto giovedì della scorsa settimana.
Da ormai una settimana i poliziotti stanno dando la caccia al maniaco e la ricerca sarebbe già arrivata alla fine. C’è un sospettato ben preciso. Un kosovaro. Gli agenti sono certi si tratti di lui, lo hanno pedinato, hanno analizzato i tabulati telefonici e le telecamere di sorveglianza, sono pronti ad arrestarlo, hanno voglia di arrestarlo. Ma c’è un problema, il solito problema: il magistrato xenofilo che non vuole fare il suo dovere e si rifiuta di firmare l’ordine di cattura.

Stanno creando una società caotica

La dinamica dell’aggressione tutto sommato è solo un dettaglio. Uguale a tante altre. Lui segue la ragazza, le offre un passaggio sulla sua utilitaria bianca, lei rifiuta. Ma il tipo riesce ad arrivarle vicino ed ecco scattare l’aggressione. L’afferra, la scaraventa sul cofano di una vettura e comincia a sfogare la più marcia delle perversioni. Si deve interrompere, però. Non fa a tempo a completare l’«opera». Si sentono voci e passi non lontani, troppo il rischio a questo punto. Il maniaco non ha scelta: risale in macchina, scappa. Dimenticando, però, tanti, troppi particolari. A cominciare dalle telecamere che sorvegliano la zona per finire con le tracce del suo Dna lasciate sulla vittima. Saliva, probabilmente un bacio che non è mai riuscito a rubare. E poi la descrizione fornita dalla vittima: «Parlava italiano, ma con uno accento particolare. Uno di quelli dell’Est.»
Quindi il solito iter, l’inevitabile triste trafila prima di sporgere denuncia. L’universitaria chiama le amiche col telefonino, quindi viene portata in ospedale. Gli accertamenti diranno che qualcosa è accaduto, ma soprattutto sveleranno ciò che la vittima non sapeva. Almeno non ancora: è incinta da qualche settimana. In grembo porta un essere «grande» come un fagiolo, una nuova vita portata da un amore almeno desiderato. Ma lo choc è duplice. Rischia di perderlo? I medici la rassicurano: il feto non ha subito danni. Potrà crescere.
Intanto gli investigatori lavorano. Ci sono i video che riprendono l’auto del maniaco, i tabulati telefonici di chi si trovava in zona a quell’ora diranno il resto. Adesso si sa quasi tutto del presunto responsabile. Sarebbe anche sposato, forse con figli, regolare in Italia. Vive con la sua famiglia, a Bergamo, e ha circa trent’anni.
Allora una domanda? Perché nessuno l’ha ancora fermato?

http://www.ilgiornale.it/news/interni/stuprata-alluscita-locale-c-sospettato-resta-libero-873467.html

In questo caso ci si potrebbe regolare, da cittadini, colpendo nel mucchio.

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