STUPRATA DA NORDAFRICANI CON UNA BOTTIGLIA

16-06-2015

PORTO RECANATI – Con un coltello l’avevano minacciata e costretta a subire atti sessuali violenti con una bottiglia di vetro. Era luglio del 2011, ieri la donna, una giovane civitanovese ha confermato tutte le accuse contro uno dei tre presunti violentatori. Si tratta di un tunisino di 40 anni, R.M. le iniziali, sotto processo con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. Secondo l’accusa il giorno dell’abuso erano in tre, gli altri due però sono rimasti ancora senza identità. In base a quanto raccontato dalla ragazza il tunisino l’aveva costretta a slacciare i pantaloni alle altre due persone, poi, con violenza, l’avevano spogliata e costretta a subire il gioco erotico con la bottiglia. Mentre la donna era obbligata a subire le violenze, il tunisino le avrebbe premuto la mano sulla bocca per impedirle di urlare e quindi di chiedere aiuto. Pochi giorni dopo le violenze avvenute a Porto Recanati, l’uomo aveva incontrato la donna a Civitanova e l’avrebbe minacciata di non dire niente a nessuno: “Ricordati – le aveva intimato – la prima cosa che fai ti ammazzo”. Ieri mattina in tribunale a Macerata la donna ha confermato tutte le accuse davanti ai giudici del collegio e al Pm Stefania Ciccioli. L’imputato, difeso dall’avvocato Pietro De Gaetani, è accusato di violenza sessuale, violenza sessuale di gruppo e violenza privata.

http://www.corriereadriatico.it/MACERATA/porto_recanati_violenza_sessuale_bottiglia_processo_testimonianza/notizie/1412415.shtml

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