Spaccano finestrino e la trascinano fuori dall’auto: pestata a sangue

20-09-2013

LUZZARA – Aggredita con una violenza incredibile, in pieno giorno, all’interno della zona industriale Bacchiellino.
E’ ancora sotto shock la quarantacinquenne – figlia di un noto industriale di Guastalla – che ha rischiato davvero grosso mercoledì mattina, perché nei pressi del laghetto artificiale che si trova al termine di via Pellico si è trovata all’improvviso in balìa di due uomini. Una scena da Arancia Meccanica, ma stavolta purtroppo non è un film, bensì la feroce aggressività che si scatena sulla tua pelle.
I due malviventi non vanno infatti per il sottile e per intimorire la donna non esitano ad alzare le mani.
Ma lei è coraggiosa, non si dà per vinta, cerca prima di reagire e poi riesce a sfuggire a quei due energumeni, riuscendo a chiudersi dentro al fuoristrada con cui è giunta fin lì come tante altre volte, per portare del cibo agli animali che popolano quel laghetto.

 “Bisogna valorizzare la figura del migrante, portatore di sapere e conoscenza”

“Bisogna valorizzare la figura del migrante, portatore di sapere e conoscenza”

Tuttavia l’essersi “blindata” nella macchina non basta però a far desistere dai loro intenti i due aggressori che arrivano a spaccare un finestrino del suv per poi aprire l’auto e tirare fuori letteralmente di peso la loro “preda” sempre più terrorizzata. E sono ancora botte. Una violenza cieca che si placa solo poco dopo, quando i due arraffano alcune cose nel fuoristrada, fra cui la borsa della loro vittima, per poi fuggire, probabilmente disturbati da qualcosa o da qualcuno.
Con la paura stampata negli occhi, la figlia dell’imprenditore chiede aiuto e per le botte ricevute dovrà essere medicata al pronto soccorso dell’ospedale di Guastalla.
Del caso – di una gravità inaudita se solo pensiamo che è accaduto in pieno giorno – si stanno occupando i carabinieri di Luzzara.
Da quanto “filtra” dalle indagini, gli aggressori sarebbero dell’Est europeo, inoltre vista la dinamica dell’accaduto è possibile che la donna sia stata seguita, anche perché lei ha l’abitudine di recarsi in quel posto spinta dall’amore per gli animali.
Ma anche quel laghetto – attorniato da alberi e vegetazione – è diventato una zona a rischio

http://gazzettadireggio.gelocal.it/cronaca/2013/09/20/news/aggredita-la-figlia-di-un-noto-industriale-1.7773144

Non tutte le donne hanno la Bmw blindata della Boldrini.

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