Scontri tra africani e rom per l’elemosina

05-04-2015

ORISTANO. Spuntano i coltelli in viale Diaz, mentre l’ombra del racket delle elemosine si allunga sulla città. Una gang di ragazzi africani, che ogni mattina arriva in treno da Cagliari, sta invadendo quel territorio che per anni era stato “battuto” dalle famiglie rom che vivono in città nella zona di via Rockfeller.

Ieri mattina però la tensione, che già era salita oltre i limiti di guardia, è sfociata in un episodio alquanto inquietante fermato giusto in tempo dall’arrivo delle volanti della polizia, di fronte a decine di persone che entravano e uscivano dal market Eurospar. Quando un ragazzo africano si è avvicinato troppo alla postazione solitamente occupata dalle donne della famiglia rom, sul marciapiede all’ingresso del supermercato, sarebbe volata qualche parola non gradita, in uno scambio di opinioni non esattamente simile ad un chiarimento amichevole nel quale era coinvolto uno dei figli delle signore rom. Questi ha spiegato al ragazzo africano che si sarebbe dovuto tenere alla larga da quella zona. Quest’ultimo però non ha mostrato di gradire e così ha estratto un coltello.

È a quel punto che qualcuno ha chiamato la polizia che in un attimo è arrivata in viale Diaz. Nel frattempo il ragazzo africano ha fatto in tempo a disfarsi del coltello che a lungo è stato cercato nei giardini delle case vicine e nei tombini da numerosi agenti. Successivamente il ragazzo africano è stato portato in questura per l’identificazione e per raccogliere informazioni importanti che serviranno per fare maggiore luce su quanto sta avvenendo in città e che, comunque, non sta passando inosservato né alle forze dell’ordine né ai cittadini. Ogni mattina arriva in treno da Cagliari una decina di ragazzi africani; la pattuglia poi si divide per tutta la città per chiedere l’elemosina. In mano hanno una bolletta della luce o un bollettino per il pagamento del passaporto e spiegano di aver bisogno di soldi o per far rientro nel loro paese o per evitare che venga staccata la corrente elettrica della loro casa. Ma basta uno sguardo per capire che quei documenti che mostrano sono fasulli. A guidarli ci sarebbero delle vere e proprie organizzazioni criminali che sfruttano la loro situazione di emigrati e che stanno cercando di espandere le loro “zone di influenza”.

Oristano, che per anni aveva convissuto senza problemi con le famiglie rom che chiedevano le offerte in diversi punti della città o con altri nord africani che invece hanno sempre praticato in maniera molto discreta il commercio ambulante, è tra queste.

http://lanuovasardegna.gelocal.it/oristano/cronaca/2015/04/05/news/lite-e-coltelli-di-fronte-al-supermercato-1.11178601

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