Ragazzo ucciso e fidanzata stuprata: è l’integrazione

12-12-2014

Non ce l’ha fatta Natalino Migliaro. Dopo due mesi di agonia ha cessato di battere il cuore del giovane che rimase vittima di una violenta aggressione il 5 ottobre scorso in litoranea mentre era in compagnia della sua fidanzata. E’ deceduto al centro riabilitativo di Campolongo (Eboli) a causa di un arresto cardiaco. Era stato trasferito nella struttura dopo il ricovero all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno. Era la notte fra il 4 e il 5 ottobre quando il giovane, 30 anni, di Battipaglia, venne aggredito e malmenato, mentre era in compagnia della ragazza. Le indagini finora non hanno portato a identificare i responsabili. La fidanzata parlò di due uomini dal forte accento dell’Est.

La fidanzata di Natalino Migliaro – il giovane deceduto in ospedale dopo essere stato massacrato di botte la notte tra il 4 e 5 ottobre scorsi – è stata violentata dai malviventi incappucciati che hanno sorpreso la coppia nella loro auto dopo che si erano appartati.

I due si trovavano sull’Aversana, nel Salernitano, quando è avvenuto il fatto. Gli investigatori ipotizzano che l’aggressione sia scattata dopo il tentativo di rubare la vettura, una Lancia Musa. I malviventi però, a causa del cambio automatico, non sono riusciti a inserire la retromarcia per fuggire: in quel momento si sarebbe scatenata la furia dei due che hanno violentato la ragazza, 26enne di Eboli, e massacrato di botte il fidanzato.

Il giovane venne trasportato nell’ospedale San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno dove è stato prima in rianimazione e poi nel reparto di degenza. Le condizioni del ragazzo, dopo una fase molto critica, sembravano essere in lieve miglioramento, tanto che, in un secondo momento, Natalino è stato trasferito al Campolongo Hospital di Eboli, centro di medicina fisica e riabilitazione.

Il trentenne, invece, è deceduto per arresto cardiaco. Sul caso indagano il Nucleo Investigativo provinciale dei carabinieri e i carabinieri della Compagnia di Battipaglia, diretti dal Capitano Giuseppe Costa. Subito sono emersi alcuni punti oscuri nella ricostruzione dell’aggressione. Non è ben chiaro come mai i due giovani si trovassero in una zona così buia e non certamente adatta ad una coppia, per di più non era certo il luogo adatto per trascorrere un compleanno (quella sera Natalino compiva gli anni).

L’aggressione, infatti, è avvenuta in una stradina di campagna in un campo di mais. Nella zona non vi sono telecamere di sorveglianza che abbiano potuto riprendere gli assalitori e chiarire alcuni punti non ancora definiti. Anche il ragazzo, che era stato ascoltato dai carabinieri, non aveva fornito indizi utili per identificare gli aggressori.

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