Pestata a sangue da immigrata: rischia di rimanere paralizzata

17-03-2015

PAESE. Una violenza inaudita e, a quanto pare, assolutamente gratuita. Donatella Longo domenica mattina è stata picchiata, in mezzo alla strada, da una donna che le ha fratturato due vertebre. Solo tra un mese, si saprà se Donatella Longo potrà tornare a camminare. Succede in via Tiepolo a Padernello. E non a notte inoltrata, ma alla 9.30 di domenica mattina, «di fronte a persone che stavano andando a messa, e se ne sono fregate. Non sono intervenute nonostante le grida di aiuto di mia moglie», è lo sfogo del marito Claudio Sartor. La famiglia è titolare di due bar, l’Infinity a Sala di Istrada e La Meridiana a Padernello.

Domenica mattina Donatella Longo, 51 anni, stava preparando l’apertura del bar che si trova nella frazione di Paese, in via Tiepolo. Alle 9.30 è uscita dal locale con le bottiglie di vetro per scaricarle nel bidone della differenziata. Ma proprio mentre completava l’operazione, è stata presa alle spalle da un’altra donna, straniera, che l’ha tirata per i capelli, sbattendola a terra. A quel punto ha cominciato a riempirla di calci e di pugni, urlandole ingiurie e frasi sconclusionate. Offese varie, poi «sono disoccupata, non so come vivere». Un’aggressione folle. Simile a quella ancora inspiegabile avvenuta a Treviso alcuni giorni fa

Donatella ha provato a difendersi. Ha chiesto aiuto urlando, ma nessuno l’ha soccorsa. Solo un’amica della moglie è intervenuta appena si è accorta di quello che stava succedendo e ha chiamato i carabinieri. A quel punto la donna è fuggita. Donatella Longo ha immediatamente riferito di sentire forti dolori alla schiena. Pertanto sono stati gli stessi carabinieri a dirle di stare immobile a terra, fino all’arrivo dell’ambulanza. I paramedici giunti sul posto l’hanno stabilizzata, e caricata in ambulanza. In ospedale le lastre hanno rilevato la frattura di due vertebre, ma servirà del tempo per capire la gravità del danno. Per un mese dovrà stare immobile a letto, e poi potrò cominciare la fase di riabilitazione, che si spera si concluda con un completo recupero della mobilità.

«La donna che ha aggredito mia moglie è nota da queste parti, non è la prima volta che da in escandescenze», racconta il marito, «tempo fa ha spaccato in testa a un bambino una bottiglia di vetro. Perché nessuno interviene per fermarla?». La famiglia Sartor sta intanto preparando la denuncia penale contro l’assalitrice.

http://tribunatreviso.gelocal.it/treviso/cronaca/2015/03/17/news/picchiata-a-sangue-senza-un-perche-rischia-la-paralisi-1.11061903

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