Nomade manolesta, presa 20 volte aveva dato sempre nomi diversi

11-04-2015

TREVISO – “Pizzicata” già una ventina di volte a rubare, o a tentare di farlo, in villette e appartamenti della città. L’ultima in ordine di tempo venerdì pomeriggio intorno alle 18.30 a Fiera, dove la ragazza, una nomade appena 20enne, è stata bloccata dalla polizia mentre con una coetanea si allontanava da un palazzo appena visitato.

Era stata la figlia di una residente a chiamare il 113, segnalando alla centrale operativa di aver visto due zingarelle allontanarsi dal condominio di viale IV Novembre in cui vive la madre. Con la donna le due si erano giustificate dicendo che stavano cercando un appartamento in affitto, ma la scusa non l’aveva per niente convinta. La pattuglia delle Volanti le ha rintracciate poco lontano, all’altezza del supermercato di via Veronese.

Impossibile non riconoscerle, vista la descrizione fornita da chi ha fatto la chiamata: due nomadi giovanissime, entrambe con il pancione. Malgrado la gravidanza avanzata, infatti, continuavano a girare per i palazzi. Con che intento è stato subito chiaro: nelle loro borsette, delle Louis Vuitton a quanto pare autentiche, nascondevano i loro arnesi da scasso. «Sono stati rinvenuti due cacciaviti di grandi dimensioni, all’incirca 35 centimetri» spiega il portavoce della polizia di Treviso, Alessandro Tolloso. È bastato un rapido sopralluogo nel condominio preso di mira per avere la conferma che si trattava di due ladruncole: «La porta di un appartamento al primo piano mostrava evidenti segni di scasso, che a detta del proprietario la mattina non c’erano. Dovranno essere fatti gli opportuni approfondimenti investigativi, ma è probabile che abbiano tentato di entrare nell’abitazione». Le due sono state condotte in questura e denunciate per tentato furto aggravato e possesso di oggetti atti a offendere. Rispettivamente di 19 e 20 anni, non avevano documenti con loro. D’altro canto, com’è poi emerso, una delle due era già stata fermata molte altre volte, addirittura una ventina. E puntualmente aveva fornito delle generalità differenti, tanto che ora si stanno eseguendo le opportune verifiche attraverso le impronte digitali. In borsa, oltre ai cacciaviti e a 100 euro in contanti, avevano anche dei pezzi di lamina di plastica e delle schede, che usavano probabilmente per far scattare le serrature dei portoncini. La polizia torna a invitare i cittadini a segnalare come in questo caso «qualsiasi presenza sospetta in strada e a maggior ragione all’interno degli edifici.

http://www.ilgazzettino.it/NORDEST/TREVISO/treviso_alias_zingara_manolesta/notizie/1280748.shtml

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