Massacrata di botte e violentata da clandestino: arriva in ospedale piena di lividi

08-08-2014

Luino – Abusi e botte alla ex: denunciato ed espulso. Gli agenti del commissariato di polizia di Stato di Luino hanno agito con rapidità ed efficacia. La vittima, una giovane luinese, ora è al sicuro. Quell’ex manesco e clandestino si trova in un Cie (Centro identificazione ed espulsione) e sarà rapidamente rimpatriato. La vicenda nasce proprio dalla denuncia della donna che, a fronte dell’ultima aggressione, si è decisa a raccontare tutto.
L’ex è un giovane marocchino di 28 anni. La storia tra i due è finita proprio perché la vittima non ne poteva più del carattere dell’uomo, geloso sino alla paranoia e irruento sino a fare paura. Il marocchino, però, non si è mai rassegnato. Non ha mai accettato, insomma, che la donna lo avesse lasciato.
L’uomo non si è comportato da stalker, a quanto pare. Non era una persecuzione fatta da centinaia di chiamate o sms telefonici di appostamenti di minacce alternate a suppliche. L’ex ha puntato tutto sulla violenza. E in diverse occasioni ha picchiato la vittima. Picchiato e non solo. L’ultimo episodio è stato particolarmente violento e la ragazza si è decisa a raccontare tutto.
Arrivata in ospedale piena di lividi è stata curata dalle ferite: per lei una prognosi di 20 giorni a causa delle botte subite. E poi si è rivolta al commissariato di polizia di Luino raccontando tutto. Delle botte, dei rapporti sessuali che l’ex l’avrebbe costretta a subire picchiandola nonostante lei non volesse, dei furti che l’ex metteva a segno sottraendole del denaro sempre dopo averle usato violenza.
Dalla denuncia è scattata una vera e propria caccia all’uomo. Il marocchino, infatti, senza permesso di soggiorno, era piuttosto sfuggente per ovvie ragioni.
I poliziotti hanno immediatamente capito di chi si trattava e alla fine l’hanno intercettato bloccandolo. Per l’uomo è scattata la denuncia per percosse, lesioni, violenza sessuale e furto. La polizia ha chiuso il cerchio rapidamente proprio per eliminare il rischio che l’uomo potesse tornare a far del male alla vittima oppure, magari sospettando di essere stato denunciato, sparire nel nulla. Lo stato di clandestino gli avrebbe reso piuttosto facile sparire rendendo molto complesso il lavoro degli inquirenti.
Non solo: il marocchino era di fatto un clandestino. A quel punto oltre alla denuncia è scattato il provvedimento di immediata espulsione dal territorio nazionale. Bloccato e portato in un Cie, così come prevede la norma, in poche ore il marocchino sarà rimpatriato.
La vittima a questo punto ha tirato un sospiro di sollievo. La paura che l’attanagliava da giorni, il terrore di venire aggredita ancora, di essere costretta a subire, dovrebbero essersi attenuati.

http://www.laprovinciadivarese.it/stories/Cronaca/giovane-picchiata-e-violentata-lex-si-trasforma-in-incubo_1072072_11/

Un Cie, come prevede la norma? Ma non è la norma e non sono i Cie che Renzi vuole abolire?

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