Massacra di botte poliziotta: chiede ‘affidamento ai servizi sociali’

17-12-2014

E’ proseguito nella mattinata di mercoledì il processo a carico del marocchino 30enne che, lo scorso 29 novembre, aveva aggredito l’assistente capo della polizia di Stato, Margherita Buttarelli, intervenuta per difendere alcune donne prese di mira dal nordafricano ubriaco. L’agente, libera dal servizio, era intervenuta per allontanare un gruppo di quattro stranieri che all’interno del parco importunavano le donne presenti. Per tutta risposta, i quattro, probabilmente sotto i fumi dell’alcol e per niente intimoriti dalla presenza di un membro delle forze dell’ordine, hanno accerchiato la poliziotta e l’hanno malmenata. La sera stessa, una pattuglia dei carabinieri era riuscita ad acciuffare il 30enne ma, processato per direttissima, il giudice del Tribunale di Rimini, Benedetta Vitolo, aveva convalidato l’arresto disponendo però la liberazione dell’imputato senza nessuna misura di custodia. Una decisione che aveva scatenato non poche polemiche tanto che, il pubblico ministero, aveva disposto un appello in merito a quanto stabilito dal giudice che verrà discusso il prossimo 27 dicembre. Mercoledì mattina il 30enne marocchino, difeso dall’avvocato Teresa Lagreca, non si è presentato in aula adducendo motivi di lavoro e, il suo legale, ha chiesto al giudice Benedetta Vitolo l’affidamento in prova dello straniero ai servizi sociali. Una richiesta alla quale il pubblico ministero, Simona Bagnaresi, si è fermamente opposta in quanto l’accusa di lesioni aggravate, che implicano una pena fino a 4 anni di reclusione, non permette una simile strada. Il giudice, questa volta, si è riservata la decisione in attesa di conoscere il parere della persona offesa in merito a questa proposto e ha aggiornato il processo al prossimo 9 gennaio.

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