Marocchino picchia e affama moglie e figlioletta

07-11-2014

LUCCA, 6 novembre – E’ arrivata a Lucca grazie a un uomo che le ha dato un passaggio dall’Emilia Romagna. E’ arrivata assieme alla sua bambina e, qua, ha trovato rifugio da un marito che la picchiava e maltrattava in tutti i modi possibili. E ha trovato la polizia che ha aperto un’indagine sulla sua vicenda, arrivando a ricostruire una vita fatta di soprusi.

La Squadra mobile, infatti, ha dato forma a un’intricata vicenda familiare, che si è conclusa con la denuncia di un uomo, originario del Marocco e di 31 anni, residente nella bassa Reggiana.

L’uomo è arrivato da diverso tempo in Italia, assieme ai genitori; lavora come operaio in una ditta metalmeccanica e, con il tempo è riuscito a ricongiungersi con tutto il suo nucleo familiare, composto dagli anziani genitori e dalla famiglia del fratello.

Quattro anni fa, è tornato in Marocco e ha sposato una donna di 25 anni, originaria del suo stesso villaggio. Assieme alla moglie è tornato in Italia e, dopo poco, ha avuto una figlia.

Tutto sembrava andare bene. Anzi molto bene e il 31enne era perfino premuroso con la moglie. Alla nascita della bambina la coppia si era trasferita dal garage dove viveva in un condominio con i familiari dell’uomo. Si trattava della porzione di una cascina, occupata dall’intero nucleo familiare, senza riscaldamento e addirittura con notevoli infiltrazioni di acqua.

La giovane donna aveva accettato senza problemi la nuova sistemazione, anche se non era davvero adatta alla piccola.

Qualcosa, però, è cambiato nell’atteggiamento dell’uomo: la premura di prima, è divenuto un atteggiamento dispotico, manesco, inoltre pretendeva che la giovane ‘servisse’ tutto il resto della famiglia, stirando, pulendo, facendo il pane senza poter mai uscire da sola di casa.

Non basta: ha ridotto la donna in uno stato di assoluta sudditanza, negandole qualsiasi mezzo di sostentamento.
Quando il 31enne andava in Marocco, sempre senza portarsi dietro la moglie, la lasciava sola, senza soldi anche per tre settimane, tanto che la donna, per mangiare, andava a cercare qualche verdura nell’orto di casa.

Alcune volte, per dare da mangiare alla piccola – come ha raccontato alla polizia – ha solo bevuto del tè per giorni.

Tornato dal Marocco, dopo averla picchiata anche senza motivi reali, l’uomo le ha detto di volerla lasciare, perché al Paese natale aveva trovato un’altra donna e ha cercato di portarle via i documenti per poter avviare le pratiche di separazioni direttamente in Marocco.

La giovane, però, li aveva nascosti e ha detto al marito di averli persi, dandogli solo delle fotocopie. Questo ha fatto però infuriare il marito che l’ha trascinata per i capelli per casa: è stato solo l’intervento della cognata e del fratello dell’uomo che, attratti dalle urla della donna, hanno fatto sì che non succedesse qualcosa di peggio alla ragazza.

A quel punto, la ragazza decide di darci un taglio e di scappare ma, essendo senza soldi e con una scarsa conoscenza della lingua, tutto le sembra inutile. Sono state le ultime botte, le ennesime umiliazioni che, approfittando del fatto che il marito era andato via da casa per qualche giorno, è riuscita a scappare alla sorveglianza dei suoceri. E’ arrivata alla stazione ferroviaria del paese e ha raccontato a un connazionale il suo dramma, che si era avvicinato vedendola piangere e con una bimba piccola con sé.

L’uomo non poteva aiutarla perché non aveva la macchina, ma un altro marocchino si è avvicinato ai due chiedendo loro la strada per arrivare all’autostrada. E’ stata questa fortunata coincidenza che ha fatto sì che la donna potesse arrivare a Lucca.

L’uomo della stazione ha capito che quella era l’occasione giusta per la donna e ha raccontato a quello che doveva prendere l’autostrada la storia della donna e questo ha accettato di portarla con sé. Non solo, ha anche sfamato lei e la bimba e, una volta a Lucca, ha accompagnato la ragazza in questura, dove la sua storia è stata raccolta. La donna è stata curata dai medici del pronto soccorso e, quindi, portata in una struttura protetta, specializzata in tutela delle donne maltrattate.

Intanto la polizia ha effettuato tutte le verifiche del caso e ha denunciato il 31ennne per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e violenza privata.

http://www.loschermo.it/articoli/view/67738

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