Islam: bastona 12enne per “educarla” al Corano

Confermata dalla Cassazione la condanna per maltrattamenti e lesioni aggravate un padre marocchino che picchiava, quotidianamente, la figlia di 12 anni quando la ragazzina “non era in grado di ripetere perfettamente a memoria versi del Corano”. I supremi giudici, infatti, con la sentenza 12089 depositata oggi, hanno escluso che un simile comportamento del padre possa essere scusato, o comunque condannato in maniera più blanda, per via della diversa cultura dell’uomo. In proposito, la Cassazione, ha affermato che si tratta di una “condotta violenta e intenzionalmente vessatoria” e “non giustificabile” in quanto le nostre leggi e la nostra Costituzione costituiscono uno “sbarramento invalicabile” contro “l’introduzione nella società civile, di diritto e anche solo in fatto, di consuetudini, prassi e costumi ‘antistorici’ rispetto ai risultati ottenuti nell’ambito dell’affermazione e della tutela dei diritti inviolabili della persona in quanto tale, cittadino o straniero che sia”. Così è stata rigettata la linea difensiva di Abdelkader R., che sosteneva che le botte che dava a sua figlia, con il manico di una scopa, erano inflitte solo “per finalità educative in un contesto culturale e familiare di carattere rigidamente patriarcale” che, pertanto, avrebbe fatto sentire l’imputato “legittimato ad agire da padre-padrone, in modo congruo al proprio codice etico-religioso di riferimento”. In pratica il padre violento chiedeva una condanna mite per abuso dei mezzi di correzione.

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