Immigrazione: allarme Caritas, presto nuovi flussi da Libia ( anche la Caritas va all’attacco minacciando invasioni e forzate accoglienze )

(ANSAmed) – CAGLIARI, 16 MAG – Allarme migrazione dalla Libia. ”A migliaia, con il bel tempo, sono pronti a raggiungere l’Italia. Il Paese deve attrezzarsi per fronteggiare il flusso dal Nord Africa”. Lo ha detto Oliviero Forti, responsabile dell’Ufficio Immigrazione della Caritas italiana, intervenendo stamani a Cagliari a MigraMed 2012, tre giorni di seminari, incontri e dibattiti sull’emergenza profughi con le Caritas del Mediterraneo a confronto.

Lampedusa resta il porto piu’ appetibile per gli sbarchi, ma anche le coste sarde potrebbero essere di nuovo prese d’assalto da profughi africani. ”Il Governo di transizione in Libia non riesce a gestire i flussi migratori – spiega Forti – e benche’ non si tratti di un esodo di massa come quanto e’ avvenuto con la primavera araba, il fenomeno mettera’ in crisi il sistema di accoglienza gia’ saturo”. Per questo la Caritas italiana e la rete delle Caritas diocesane sollecitano alle istituzioni un permesso temporaneo per motivi umanitari per i profughi accolti all’interno del Piano Nazionale Emergenza Nord Africa. ”Si tratta di liberare posti per poter accogliere la nuova ondata che dal Corno d’Africa e Africa subsahariana raggiunge la Libia per poi sbarcare nelle nostre coste”, chiarisce ancora Forti.

Oggi a Cagliari la prima giornata di MigraMed 2012. ”Una occasione per chiedere per questi individui accoglienza, liberta’ e lavoro, i tre cardini di questo convegno che mette a fruttuoso confronto rappresentanti di Libia, Marocco, Algeria, Libano, Turchia e Tunisia, Italia, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Malta e Albania”, sottolinea Don Francesco Soddu, direttore della Caritas italiana. Sono 20 mila in Italia le persone accolte nei centri di accoglienza, oltre 3000 sono a carico della Caritas e arrivano quasi tutti dall’Africa subsahariana. ”L’Italia e’ il Paese che piu’ e’ cresciuto in termini di presenza straniera – osserva Raffaele Callia, redattore del dossier statistico sull’immigrazione – Sono 4 milioni e 800 mila gli stranieri regolari presenti e sono concentrati nell’ordine, nel nord ovest, nord est e centro Italia. La minima parte e’ presente nel meridione e ancora meno nelle isole. Vengono in Italia per motivi di lavoro, ma sta crescendo il fenomeno del ricongiungimento familiare. Arrivano in primo luogo dall’Europa, Romania in testa, poi a seguire ci sono i gruppi storici albanesi, marocchini, ma ha assunto consistenza anche la presenza ucraina e moldava”. (ANSAmed).

Fonte: http://www.ansa.it/ansamed/it/notizie/regioni/sardegna/2012/05/16/Immigrazione-allarme-Caritas-presto-nuovi-flussi-Libia_6878519.html

P.S.
Non capisco, la CARITAS ha la sfera di cristallo? Oppure, lucrando sull’immigrazione selvaggia, va all’attacco prima che il tutto si scateni?
Ma poi, avendo il dono della premonizione, perchè non si batte affinchè tali ondate non si verifichino? Mette anche in guardia l’Italia per la mancanza di strutture adeguate per accogliere i futuri immigrati, non potrebbe essere l’occasione, riallacciandomi alla domanda di prima, per bloccare – anche in parte – i futuri sbarchi? Se è tanto caritatevole, la CARITAS ( in teoria ) dovrebbe rabbrividire al solo pensiero di vedere migliaia di esseri umani stipati in pochi metri quadri o, una volta scappati dai CIPE, nel dormire sotto i ponti.
Fa ridere anche la frase che ipotizza di liberare i posti già occupati da altri immigrati per far spazio a quelli che arriveranno. Sempre se fosse realizzabile, dove intende “collocare” tutta questa gente? Nelle strutture del Vaticano? Realizzando accampamenti simili a quelli degli zingari? Nel dargli alloggi popolari ( scavalcando vergognosamente gli italiani in lista da anni )? Ce lo dica la CARITAS, ce lo dica. A me non è chiaro, è tutto torbido. Le spalle di noi contribuenti si stanno sovraccaricando di tanti fardelli da trasportare.
Ma ci troviamo, anche grazie a strutture simili, come al solito a punte e accapo. L’Italia, e solo lei, deve SUBIRE i flussi migratori incontrollati e, “grazie” alla UE, costretta a tenere per mesi ( se non anni ) questa gran massa di persone sulle spalle dei contribuenti italiani. Scotto da pagare: multe e risarcimenti.
Dimenticavo: la CARITAS si ricorda che ci troviamo in recessione? Si ricorda che la disoccupazione è a doppia cifra? Si ricorda che la pazienza della gente, anche per tante motivazioni, è al limite del sopportabile? Si rende conto che l’esistenza di una nazione non può essere costellata SEMPRE E SOLO di sbarchi e gente da accogliere OBBLIGATORIAMENTE? Sempre e solo da – leggendo nelle sue note dell’articolo – da RICONGIUNGIMENTI FAMILIARI da ogni angolo della terra? Molti dei quali, poi, percepiranno l’assegno INPS per contributi MAI versati? La CARITAS vuole aprire gli occhi? O vuole partecipare ( pur se indirettamente ) alla tratta di esseri umani e al progetto mondialismo che usa, a mo’ di cavallo di troia, l’immigrazione selvaggia per devastare gli stati nazionali?

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