Immigrati scatenati: Aci lancia allarme sulle strade

12-02-2014

"Gli immigrati costituiscono una risorsa economica per l'Italia."

“Gli immigrati costituiscono una risorsa economica per l’Italia.”

Due episodi di pirateria stradale rilanciano l’allarme. A Milano, è in fin di vita il bambino di 10 anni, travolto in pieno da una furgone, mentre il pomeriggio del 10 febbraio attraversava via Fiamma sulle strisce pedonali. In serata, è stato fermato anche il conducente del mezzo che dopo l’incidente aveva tentato di fuggire. Sentendosi braccato, aveva abbandonato il furgone a un centinaio di metri di distanza dal luogo dell’investimento. L’uomo, L.P, un ecuadoriano di 57 anni che lavora per un’impresa di servizi e consegne, con sede nell’hinterland, è stato rintracciato in piazza Emilia, alle 18.30, un’ora dopo l’incidente. Era a piedi, così da far perdere le tracce. Dirà poi ai vigili: “L’ho fatto per fuggire più leggero, ho perso la testa, non capivo più niente“.

COME È SUCCESSO – Ma qual è stata la dinamica del sinistro? Sono le 17.30 circa quando il bambino (spiega il Giorno), in compagnia di entrambi i genitori, si appresta ad attraversare la strada. I genitori restano un po’ indietro, lui attraversa per primo; tuttavia, la visuale sulle strisce pedonali è in parte coperta da un grosso furgone in sosta. Quindi il bambino non vede chi arriva dal lato destro della strada e il conducente del Renault Master bianco, l’ecuadoriano di 57 anni, sotto una pioggia battente, non si accorge del bambino che sbuca all’improvviso. Non riesce quindi a evitarlo, lo travolge, e il piccino viene schiacciato dal furgone. A quel punto l’ecuadoriano fa ancora qualche centianio di metri, poi accosta. Scende dal mezzo e scappa. Una telecamera inquadra il momento della fuga, le sequenze riprendono lui che si toglie il giubbino e lascia cadere a terra una borsa. I vigili trovano il furgone, la targa coincide e in poco tempo risalgono all’impresa di corrieri che ha sede appena fuori Milano. Sul mezzo parcheggiato c’è il libretto di circolazione con il nome della persona a cui è intestato. I vigili rintracciano il proprietario sul cellulare e si fanno dire chi era al volante del Renault. Il datore di lavoro dell’ecuadoriano lo avverte: “Fermati nel punto in cui ti trovi e consegnati, non aggravare la tua posizione“. La pattuglia lo rintraccia e lo porta negli uffici del reparto radiomobile. Nessuna custodia cautelare in carcere, l’ecuadoriano risponde a piede libero di omissione di soccorso. Il bambino è ricoverato al Niguarda, in coma nel reparto di Neurorianimazione. In serata è stato sottoposto a un lungo e delicato intervento chirurgico, sul cui esito i medici non si sbilanciano.

A CARRARA – Spostiamoci in Toscana. Come racconta la Nazione, ubriaco alla guida di un furgone, con un tasso alcolemico ben quattro volte il limite, ha centrato i cassonetti della spazzatura, poi è finito contro un’auto travolgendo anche la carrozzina di una donna disabile che era appena scesa accompagnata dal figlio. Poi ha proseguito la corsa e si è fermato solo quando è stato raggiunto a piedi, di corsa, dal giovane, scampato per miracolo, all’investimento. “Non mi sono accorto di nulla“: così gli avrebbe detto il guidatore, un rumeno che è stato poi denunciato dai carabinieri. È successo sabato sera, poco dopo le 21, sulla Carriona, all’altezza del ponte Baroncino. Il furgone è piombato contro una serie di cassonetti dell’immondizia posizionati sulla sponda del fiume e poi è sbandato andando a sbattere contro l’auto della donna disabile parcheggiata dalla parte opposta della strada nelle vicinanze della casa della Scimmia. “Mia mamma era appena scesa dall’auto – racconta Manuele Angeloni – e l’avevo aiutata a sedersi sulla carrozzina. Poi l’ho accompagnata in casa e sono sceso ancora per rimettere in auto la carrozzina. È stato in quel momento che mi sono visto arrivare contro quel furgone e per pura fortuna sono riuscito a schivarlo. Il conducente non si è neppure fermato, l’ho dovuto rincorrere fino al semaforo della Lugnola. Oltre a danneggiare l’auto di mia madre ha demolito anche la sua carrozzina“. I carabinieri hanno sottoposto l’autista del furgone, un operaio romeno, al test dell’etilometro che è risultato positivo: quasi due grammi per litro, quattro volte la soglia consentita. L’uomo è stato denunciato alla procura per guida in stato di ebbrezza e gli è stata ritirata la patente. Il furgone non è stato sequestrato perché non era intestato a lui. Altrimenti sarebbe stato addirittura confiscato. Il romeno rischia, avendo provocato un incidente in stato di ebbrezza, l’ammenda di 3.000 euro e l’arresto da un anno a due anni. E siccome ha causato un incidente guidando con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per grammo, rischia, la revoca della patente. Sarà il tribunale monocratico a deciderlo dopo la denuncia che è stata inoltrata dalla Compagnia dei carabinieri.

SERVE FARE DI PIÙ – Come fa notare l’Aci, il 6,4% degli automobilisti italiani è coinvolto in un incidente all’anno, mentre per gli stranieri la percentuale sale fino al 13,5%. Argentini, francesi e tedeschi superano di poco la media italiana; ma tunisini, ucraini, romeni, marocchini e moldavi sono esposti a un pericolo maggiore. I più a rischio sono gli egiziani, i peruviani, gli albanesi e i cinesi. Tanto che in certe zone d’Italia dov’è elevata la presenza di orientali (vedi Prato), le tariffe RCA per i cinesi sono schizzate alle stelle, essendo quei guidatori considerati un potenziale costo per le Assicurazioni. E i prezzi RCA sono elevati anche per nordafricani e guidatori dell’Est europeo. Ma perché così tanti sinistri parlano straniero? Difformità di abitudini e di comportamenti rappresentano un pericolo per l’intera collettività, con pesanti ripercussioni economiche oltre che sociali: gli incidenti stradali comportano ogni anno in Italia oltre 3.800 morti, 292.000 feriti e un danno sociale per oltre 30 miliardi di euro, pari al 2% del PIL. Gli stranieri residenti nel Paese sono 4,75 milioni, di cui 2,6 muniti di patente (1,4 milioni l’hanno conseguita con una scuola guida in Italia).

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