Il villone abusivo dei Rom: miracolosamente condonato e covo di ladri

18-01-2015

ROMA – Nata abusiva, miracolosamente sopravvissuta a un decreto di demolizione, condonata senza titoli, acquisita al patrimonio del Comune, poi misteriosamente riaffidata agli illegittimi proprietari che negli anni l’hanno arredata con la refurtiva dei loro colpi nelle case altrui. Recuperato il bottino, ce n’è ora abbastanza per scrivere un nuovo capitolo di inchiesta e forse l’ultimo dell’incredibile vicenda di questa villa di tre piani in via Cadurso, nel quadrilatero tra Casilina, Prenestina, Rocca Cencia e la Borghesiana, periferia est di Roma. Sarà la Polizia municipale a doversene occupare, con la delega alle indagini che stanno per conferirle il pm Nadia Plastina e l’aggiunto Francesco Caporale. Il mandato è di scavare nelle carte dell’ufficio condoni del Campidoglio in cerca della documentazione per ricostruire un iter di autorizzazioni quanto meno tortuoso e scovare eventuali illeciti e complicità.
Il misterioso condono
L’edificio nasce negli anni ‘90 su un terreno agricolo. Ne segue l’ordine di abbatterlo e, in vista di ciò, il Comune lo acquisisce al suo patrimonio. Arriva una richiesta di condono, che però non sarebbe applicabile. Condono invece accettato sulla base della semplice domanda – non altri documenti che argomentino i titoli per godere della sanatoria – ed edificio restituito ai proprietari, la famiglia Markovic, rom di etnia serba. Nello stesso palazzo la scorsa estate i carabinieri rinvengono oggetti per milioni di euro di valore, la cui provenienza è in parte già accertata come bottino del furto compiuto ai danni dell’avvocato romano Giovanni Lombardi Stronati e da quelli in altre abitazioni tra Parioli e Flaminio. Rolex e altri orologi di pregio, borse griffate, abiti Chanel, anelli con pietre preziose. Una delle autrici di questa serie di furti, identificata, viene arrestata. È Zlata Pilloni, 25 anni: abita con la famiglia nell’edificio. E nei giorni di Natale, un altro arresto ha raggiunto una 21enne, Sofia Nenadovski: abitava in una villa non lontana da quella in via Gadurso ed è ritenuta responsabile di furti vicino piazza Navona di Marella Caracciolo (nipote e omonima della vedova di Gianni Agnelli), e della stilista Guya De Vere. Le giovani sarebbero nella stessa banda.

Immobili destinato a libera
La villa di via Cadurso risulta oggi confiscata ed è entrata nella lista dei beni da riassegnare alle associazioni antimafia. Secondo la graduatoria apposita, toccherebbe a Libera di Don Ciotti. Nel frattempo partiranno le indagini sulla catena di autorizzazioni che ha trasformato l’abuso edilizio nella grotta di Ali Babà.

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/15_gennaio_18/villa-rom-condonata-senza-titoli-trasformata-covo-gand-ladri-5bd3d780-9ee9-11e4-9ffe-303918e77b90.shtml

Che schifo. Ma che schifo anche il fatto che questi beni finiscano sempre alle solite ‘associazioni’, le stesse che speculano sull’immigrazione.

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