Firenze: biblioteca bivacco di clandestini, marocchino accoltella custode

01-02-2015

ERA FURIOSO, PERCHE’ LA BICI CHE AVEVA APPENA RUBATO ERA SPARITA

LA MATTINA nei bagni ci vanno i clochard, “si lavano, si svestono e si rivestono”. “A volte cacciano fuori in malo modo gli studenti”. Biblioteca Umanistica di Lettere dell’università. Fuori c’è piazza Brunelleschi che, insieme a Santissima Annunziata, è il dormitorio degli “ultimi”, di chi passa la notte fra i cartoni e qualche coperta. Ci sono anche famiglie rom con bambini, basta aprire uno sportello dei contatori che sta su piazza Brunelleschi e si trovano piccole pentole: “fanno un falò per cucinare”. “Più volte abbiamo sorpreso persone che dormono dentro le aule o in qualche stanza della biblioteca…” racconta una delle dipendenti di quel tesoro librario che da tempo non tiene nemmeno più la conta dei furti. Muri che avrebbero bisogno di una rimbiancata, “il pavimento di una pulita”, dice Cecilia, da 30 anni in questo posto. “Certi libri di valore hanno una tacchetta, ma quando suona l’allarme non c’è nessuno che interviene”. Pare sia una questione di mansioni, nessuno è tenuto a inseguire i presunti ladri prendendosi i relativi rischi, spiegano al front desk. Pare sia anche una “questione di paura “. Biciclette rubate, portafogli sfilati dalle borse qui sono pane quotidiano: “Una sera hanno sfondato una porta per prendere un portafoglio” riferiscono i dipendenti. Uno zaino abbandonato si vede appena al di là del loggiato dei dipartimenti della ex facoltà di Lettere. Fra le bici parcheggiate è stato svuotato e abbandonato.

La sicurezza è sempre stato un tema critico qui. Fino a pochi anni fa c’era il problema dello spaccio, nei bagni morì anche un giovane di overdose. Dopo decine di lettere ai rettori che si sono succeduti, è stato messo un cancello, per un breve periodo sono comparse delle guardie giurate. “Ma ci vuole molto a mettere dei tornelli o degli ingressi con il badge come ci sono in altre sedi universitarie?” chiedono i lavoratori. Michele, addetto di una cooperativa che ha l’appalto delle pulizie, è l’uomo che è stato minacciato prima con il collo di una bottiglia, poi con un trincetto da uno sconosciuto: “Era arrabbiato perché non trovava più la bicicletta – racconta – alcuni studenti gli hanno spiegato che era arrivato il proprietario, ha riconosciuto la bici che gli era stata rubata giorni prima e se l’è ripresa”. L’uomo, un immigrato di nazionalità marocchina, in evidente stato di alterazione e ha cominciato a urlare: “Gli studenti si sono impauriti, io sono intervenuto: ‘lasciali stare’, gli ho detto. E lui: ‘Dammi 150 euro o ti taglio la gola – prosegue Michele – ha preso una bottiglia, l’ha spaccata e ha cercato di tagliarmi davvero la gola, mi sono spostato appena in tempo e sono scappato dentro la biblioteca. Abbiamo chiamato la polizia ma ci hanno detto che non avevano macchine libere. Dopo venti minuti quello è tornato stavolta con un taglierino e sono di nuovo scappato. Stavolta la polizia è arrivata in due minuti e l’ha bloccato. Però lui mi ha detto: ‘qui restano i miei amici, ti accoltelleranno alle spalle’. Adesso ho paura, ho chiesto un’aspettativa alla cooperativa L’Operosa”. Gliel’hanno concessa, ma lui non prenderà lo stipendio. È giusto tutto questo? È normale che all’interno dell’università vengano accettate queste cose?

Il rettore Alberto Tesi corre ai ripari: annuncia il ripristino di un servizio di vigilanza ed esprime solidarietà al lavoratore aggredito. “È un episodio di una gravità assoluta” scrive in una nota, ricorda le tante segnalazioni “alle autorità locali” e spiega che l’ateneo, “consapevole che gli spazi accademici richiedono per loro natura di essere accessibili” ha adottato svariate misure: dal cancello alla chiusura per due anni dell’entrata di piazza Brunelleschi, “alla chiusura anticipata delle strutture per evitare il verificarsi di iniziative non autorizzate”. Quindi fa un appello: “alla sensibilità di tutti i soggetti competenti. Offriamo la nostra disponibilità al confronto perché il problema della sicurezza di studenti, personale universitario e residenti – a cui l’Università da sola non può dare soluzione – venga affrontato in modo deciso e coordinato “.

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2015/01/31/news/aggressione_a_lettere_la_biblioteca_bivacco_di_clochard_e_rom_il_rettore_metteremo_una_vigilanza-106224678/

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